Precompilata, un miliardo di dati nelle mani delle Entrate non basta: serve semplificazione del sistema tributario

Rosaria Imparato

06/05/2021

06/05/2021 - 10:58

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Grazie alla dichiarazione precompilata il Fisco ha a disposizione oltre un miliardo di dati, eppure le difficoltà sono continue: nell’audizione del 5 maggio il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini sottolinea come la semplificazione del sistema tributario debba trovare spazio nella prossima riforma fiscale.

Precompilata, un miliardo di dati nelle mani delle Entrate non basta: serve semplificazione del sistema tributario

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini è stato ascoltato in audizione presso la Commissione Parlamentare di vigilanza dell’Anagrafe tributaria il 5 maggio: il modello 730 precompilato sarà disponibile dal 10 maggio.

Grazie alla dichiarazione precompilata confluiscono oltre un miliardo di informazioni nelle banche dati dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, sottolinea Ruffini, per la domanda dei contributi a fondo perduto è stato necessario chiedere ai contribuenti ulteriori dati.

Il problema, che è stato evidenziato più volte sia da Ruffini che da esponenti della classe politica, è l’intricato impianto su cui si basa l’intero sistema tributario italiano, che ostacola la collaborazione tra le varie banche dati.

Precompilata, un miliardo di dati non basta: serve semplificazione del sistema tributario

Manca poco al via della stagione della dichiarazione dei redditi, e come ogni anno il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini fa il punto della situazione.

Le informazioni presenti nei database dell’Agenzia delle Entrate sono oltre un miliardo, grazie ai dati sui redditi, bonus e detrazioni. Eppure, il rapporto Fisco-contribuenti ha ampio margine di miglioramento. La semplificazione dell’apparato burocratico e legislativo è solo il primo step. Sottolinea Ruffini nell’audizione del 5 maggio:

“abbiamo circa 800 norme tributarie, e quindi servono 800 spiegazioni, circolari di attuazione, declinazioni.”

Ruffini ha fatto poi un esempio del paradosso attuale di come, nonostante l’enorme mole di informazioni nelle mani del Fisco,

“nel 1954 le dichiarazioni (cartacee) erano presentate entro il 31 marzo, ora con le precompilate on line si arriva alla presentazione a novembre.”

La chiave, per il direttore dell’Agenzia delle Entrate, è un approccio multidisciplinare ai dati: fiscale, informatico, statistico, matematico, di protezione dei dati.

Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria - Audizione del Direttore dell’Agenzia delle entrate Avv. Ernesto Maria Ruffini «Digitalizzazione e interoperabilità delle banche dati fiscali»
Clicca qui per scaricare il file.

Precompilata, un miliardo di dati nelle mani delle Entrate: il principio once-only

L’approccio “interoperabile” illustrato da Ruffini presuppone un dialogo tra le banche dati fiscali, che però non è sempre possibile: l’ultimo esempio pratico è con le domande per i contributi a fondo perduto. Le istanze, così come le erogazioni, sono state gestite dall’Agenzia delle Entrate: le partite IVA che hanno fatto domanda sono iscritte al Registro nazionale aiuti di Stato (poiché i contributi a fondo perduto sono considerati, appunto, aiuti di Stato).

Nel prospetto sugli aiuti di Stato delle dichiarazioni fiscali il contribuente deve indicare gli aiuti di cui ha fruito e i dati necessari per consentirne la registrazione da parte dell’Agenzia:

“Dati, appunto, richiesti nelle dichiarazioni fiscali in quanto non recuperabili dalle basi dati a disposizione dell’Agenzia.”

Un aiuto potrebbe (e dovrebbe) arrivare dall’intelligenza artificiale, con la messa a punto di una serie di strumenti di analisi integrata dei dati e reportistica, di software di programmazione e sviluppo per l’analisi di dati statistici e di software per l’analisi relazionale.

Uno degli elementi principali nella raccolta di dati sta nel principio “once-only”, da cui passa la digitalizzazione e la modernizzazione della Pubblica Amministrazione. In pratica questo principio presuppone la costruzione di un’infrastruttura digitale basata sull’efficiente utilizzo delle informazioni immesse nel sistema informativo pubblico, e quindi in possesso della Pubblica Amministrazione nel suo complesso.

In questo modo i dati richiesti al cittadino per la fruizione di un servizio verrebbero richiesti una sola volta, passaggio utile non solo al contribuente ma anche alla PA, evitando la duplicazione delle informazioni.

Diventa sempre più importante quindi che la semplificazione del sistema tributario trovi spazio nella riforma fiscale attesa per luglio.

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