Dichiarazione dei redditi: come correggere gli errori entro (e dopo) il 2 dicembre

Per rimediare agli errori o alle omissioni nella dichiarazione dei redditi si può presentare il modello Redditi PF sia prima che dopo la scadenza del 2 dicembre. Le sanzioni saranno calcolate tramite il ravvedimento operoso.

Dichiarazione dei redditi: come correggere gli errori entro (e dopo) il 2 dicembre

La scadenza del 2 dicembre per presentare la dichiarazione dei redditi si avvicina ed entro tale data sarà possibile anche rimediare agli errori presenti nel modello 730.

Chi ha dimenticato di inserire alcuni dati o ne ha dichiarati errati nel modello 730 del 2019 può rimediare presentando il modello Redditi PF 2019 entro il 2 dicembre.

Anche chi si accorge di errori o mancanza di informazioni nella propria dichiarazione dei redditi dopo il 2 dicembre 2019 potrà comunque rimediare.

La procedura è la stessa, cioè tramite l’invio del modello Redditi PF 2019, ma cambia la scadenza, fissata al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della dichiarazione da integrare.

La correzione dunque può avvenire anche dopo il 2 dicembre, fruendo delle regole sul ravvedimento operoso.

Le sanzioni saranno modulate in base alla tempistica con cui avvengono i pagamenti: prima si sana l’irregolarità, maggiore sarà lo sconto effettuato sulla sanzione.

Dichiarazione dei redditi: come correggere gli errori nel 730 entro il 2 dicembre

Il 2 dicembre è un giorno ricco di scadenze fiscali: oltre al termine per presentare la propria dichiarazione dei redditi relativa al 2018, è anche la data ultima entro cui pagare la rata di saldo e stralcio e rottamazione delle cartelle, pena l’esclusione dalla pace fiscale e per il versamento delle imposte sui redditi.

I contribuenti che hanno già inviato la propria dichiarazione dei redditi e si sono accorti di aver commesso degli errori o di aver omesso alcune informazioni possono ancora rimediare.

Entro il 2 dicembre, infatti, si può presentare il modello Redditi PF 2019, ricordandosi di barrare la casella “correttiva nei termini” nel frontespizio.

In questo modo si possono correggere gli errori commessi nella precedente dichiarazione o aggiungere fonti di reddito che in un primo momento erano state omesse, come ad esempio una collaborazione occasionale.

Se dall’integrazione emerge un maggior importo a debito, il contribuente deve procedere al pagamento delle somme dovute, degli interessi e della sanzione.

La sanzione sarà pagata in misura ridotta, applicando cioè quanto previsto dal regolamento sul ravvedimento operoso.

Ricordiamo che la data di scadenza “ufficiale” per la presentazione della dichiarazione dei redditi è il 30 novembre 2019, che cadendo di sabato slitta a lunedì 2 dicembre.

Errori nel 730, come rimediare dopo la scadenza del 2 dicembre

Anche ai contribuenti che non si accorgono degli errori (o dei redditi omessi) nel modello 730 entro il 2 dicembre viene data la chance di rimediare.

Chi “perde” la scadenza del 2 dicembre 2019 può comunque correggere i propri errori inviando un modello Redditi PF 2019 entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della dichiarazione da integrare (la scadenza ultima, quindi, è il 31 dicembre 2024).

La scadenza ultima del 31 dicembre 2024 vale sia per le dichiarazioni integrative che comportano un debito d’imposta maggiore, sia per quelle da cui scaturisce un maggior credito.

Nel modello Redditi 2019, inoltre, va indicato nel fontespizio il codice “1”.

Il ravvedimento operoso viene applicato anche ai contribuenti che correggono gli errori nella propria dichiarazione dei redditi dopo il 2 dicembre 2019.

Come calcolare l’importo della sanzione con il ravvedimento operoso

Con il ravvedimento operoso è possibile regolarizzare omessi o insufficienti versamenti e altre irregolarità fiscali, beneficiando della riduzione delle sanzioni.

Per beneficiare del ravvedimento operoso il contribuente deve pagare spontaneamente:

  • l’imposta dovuta;
  • gli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito;
  • la sanzione in misura ridotta.

Come anticipato, il meccanismo del ravvedimento operoso che regola l’entità della sanzione funziona secondo un principio inversamente proporzionale rispetto al tempo impiegato per pagare la sanzione stessa.

Ovvero: prima si paga la sanzione, maggiore sarà lo sconto effettuato.

In particolare, la sanzione è pari:

  • a 1/10 di quella ordinaria se il pagamento viene eseguito entro 30 giorni dalla data di scadenza;
  • a 1/9 del minimo se il pagamento avviene entro 90 dal termine di versamento, a partire dalla scadenza della dichiarazione;
  • a 1/8 del minimo, se il pagamento avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore;
  • a 1/7 del minimo, se il pagamento avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall’omissione o dall’errore;
  • a 1/6 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione;
  • a 1/5 del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene dopo la constatazione della violazione, salvo nei casi di mancata emissione di ricevute fiscali, scontrini fiscali o documenti di trasporto o di omessa installazione degli apparecchi per l’emissione dello scontrino fiscale.

Nel caso in cui il versamento per il pagamento della sanzione venga effettuato con non oltre 15 giorni di ritardo, la sanzione del 15% viene ulteriormente ridotta a 1/15 per ogni giorno di proroga, secondo l’effetto del cosiddetto “ravvedimento sprint”.

Per maggiori informazioni riguardanti gli effetti del ravvedimento operoso sulle sanzioni in caso di errori oppure omissioni nella dichiarazione dei redditi, si invita a consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate.

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