Dichiarazione dei redditi automatica, conviene accettare la dichiarazione precompilata?

Patrizia Del Pidio

6 Aprile 2026 - 16:50

Dichiarazione redditi 2026, per chi accettare subito la precompilata potrebbe significare perdere dei soldi? Vediamo i vantaggi della dichiarazione automatica.

Dichiarazione dei redditi automatica, conviene accettare la dichiarazione precompilata?

Anche se la dichiarazione precompilata è semplice e veloce, non sempre è la scelta migliore per tutti i contribuenti. Il modello precompilato, infatti, offre vantaggi e svantaggi e proprio per questo è necessario fare un’attenta valutazione.

L’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei contribuenti la dichiarazione dei redditi precompilata a partire dal 30 aprile 2026, data dalla quale sarà possibile visionare il proprio modello 730 o modello Redditi precompilato.

La precompilata è una soluzione automatica che evita di dover compilare i campi dei modelli, spesso molto complicati e poco comprensibili.

Dichiarazione dei redditi automatica

Anche se l’utilizzo della dichiarazione precompilata semplifica la vita dei contribuenti, ci sono degli svantaggi da mettere in conto, come ad esempio il fatto che non tutte le detrazioni sono inserite automaticamente nel modello.

La dichiarazione precompilata viene fornita al contribuente con molti dati già inseriti in automatico, come ad esempio i redditi, le ritenute alla fonte e le spese detraibili sostenute.

Per presentare la dichiarazione con il modello precompilato è necessario accedere al portale dell’Agenzia delle Entrate con le proprie credenziali Spid, Cie o Cns e verificare, a partire dal 30 aprile 2026, i dati precompilati dall’amministrazione tributaria. In sede di trasmissione, poi, si potrà scegliere a chi destinare il due, il cinque e l’otto per mille. Va ricordato che anche chi non è obbligato a presentare la dichiarazione (perché ha solo una CU) può comunque inviare la precompilata solo per destinare le quote di 8, 5 e 2 per mille.

Sul portale dell’Agenzia delle Entrate, poi, è possibile indicare o modificare l’IBAN su cui ricevere l’eventuale rimborso fiscale spettante.

Vantaggi della dichiarazione precompilata

Il principale vantaggio dell’utilizzare la dichiarazione precompilata è quello di non dover compilare manualmente il modello. Trovare le informazioni già inserite automaticamente, infatti, rende la trasmissione molto più facile e veloce, anche se il contribuente deve sempre avere cura di esaminare i dati presenti nella dichiarazione.

Il modello precompilato può essere una soluzione valida per chi ha solo redditi da lavoro dipendente o solo redditi da pensione, non ha familiari a carico e non presenta grosse detrazioni di cui godere.

Accettare senza modificare la dichiarazione precompilata esonera il contribuente dai controlli preventivi dell’Agenzia delle Entrate (anche se, in ogni caso, è sempre soggetto a controlli formali). È importante precisare che l’esonero dai controlli spetta solo se la dichiarazione viene accettata senza modifiche direttamente dal contribuente o tramite il sostituto d’imposta. Se la modifica avviene tramite CAF, il controllo si sposta sul visto di conformità del professionista.

Inoltre i dati precompilati che non si modificano non è necessario conservarne la documentazione (ad esempio CU per i redditi o scontrini e fatture per le spese detraibili).

Dal 2024 l’Agenzia ha introdotto una modalità di compilazione semplificata (senza quadri E, RP, ecc.) dove si confermano i dati per sezioni (familiari, casa, spese). Vale la pena citarla come opzione per chi non è esperto di fisco.

A chi non conviene accettare la dichiarazione precompilata?

Non sempre la dichiarazione precompilata contiene tutti i dati e in alcuni casi le informazioni già inserite vanno modificate o integrate.

Ad esempio, pur essendo presenti sempre tutti i redditi da dichiarare, non sempre è inserito dall’amministrazione tributaria il numero di giorni di lavoro e di pensione (necessario per il calcolo della detrazione da lavoro dipendente o da pensione).

Potrebbe mancare, inoltre, la percentuale di carico di un familiare (soprattutto per i figli di persone non sposate o separate). In questi casi, pur essendo presenti i dati delle spese effettuate nell’interesse del familiare, questi potrebbero non essere stati utilizzati per la compilazione del modello.

Anche se nel 2026 il sistema tessera sanitaria è molto avanzato, le spese per farmaci veterinari o alcune tipologie di parafarmaci potrebbero ancora richiedere un inserimento manuale.

Il modello precompilato, inoltre, potrebbe non riflettere la reale composizione di un nucleo familiare in cui siano intervenuti decessi, nuove nascite, cambi di residenza o divorzi.

Un dato che spesso manca nella precompilata è la detrazione per l’affitto dell’abitazione principale (rigo E71), che può valere diverse centinaia di euro.

Altri dati che vanno necessariamente inseriti a mano riguardano gli eventuali bonus edilizi (detrazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio). La spesa, i dati dell’immobile e la tipologia di intervento devono essere indicati almeno per il primo anno, mentre per gli anni successivi la quota di detrazione è riconosciuta in automatico.

Per chi modifica i dati precompilati o li integra è fondamentale ricordare che per i dati modificati e per quelli inseriti manualmente è necessario conservare i documenti che attestino il reddito o la spesa.

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