Di Gaza, delle guerre e di altri orrori umani

Lorenza Morello

3 Ottobre 2025 - 14:08

Non è complicato: bombardare i civili è sempre sbagliato.

Di Gaza, delle guerre e di altri orrori umani

Mi è stato chiesto di dire la mia su Gaza, in un giorno come questo pieno di mobilitazioni in tutto il paese. "Tu da che parte stai su Gaza?” Io mi schiero dalla parte delle vite umane. Questa risposta sembra una posizione estrema, perché la logica della guerra ci ha abituati a credere che le persone siano numeri, statistiche, “effetti collaterali”.
Ma no. Non ci casco.

Un ospedale bombardato non è una “notizia da telegiornale”, è un crimine.
Un bambino che muore sotto le macerie non è una riga in un rapporto ONU, è la fine di un universo intero.
La cosa che più mi fa arrabbiare è il linguaggio con cui si cerca di normalizzare l’orrore. “Operazione militare”, “deterrenza”, “equilibrio strategico”.

No: è violenza, è vendetta, è sterminio quotidiano.
Collaterale è un graffio sul paraurti, non la vita di un’intera generazione.
E lo so, la frase che torna sempre è: “Eh, ma è complicato”.
Complicato? La fisica quantistica è complicata, imparare a camminare in equilibrio su una fune sospesa è complicato, la geometria non euclidea è complicata.
Capire che bombardare civili è sbagliato, invece, è facilissimo.
Io mi schiero contro questa cecità morale.
Mi schiero con chi non ha scelto la guerra ma la subisce.

Mi schiero con tutti i civili, di tutte le guerre, che pagano e hanno sempre pagato un prezzo atroce.
E, sì, mi schiero anche contro l’idea che il dolore possa essere usato come moneta di scambio politico, da una parte o dall’altra. O che chi ha sofferto in passato abbia un lasciapassare per far soffrire oggi qualcuno sentendo argomentare che “Quello che dice il diritto è importante, ma fino a un certo punto”.
E aggiungo: io sono per due stati. Due stati veri, riconosciuti, con dignità e confini sicuri. L’unica strada che evita di ridurre tutto a slogan e vendette.
Se continuiamo a costruire solo laboratori di morte, non ci resterà più nessun futuro in cui fare esperimenti di vita.
La guerra è il fallimento più grande dell’immaginazione.

Ed è lì che io mi schiero: con chi immagina ancora un domani diverso.
Vi sembra davvero complicato dire “basta”, o siamo noi che abbiamo paura di sembrare ingenui?
Io continuerò a sembrare ingenua, se ingenuo vuol dire non arrendersi all’orrore.