Addio alle ricevute dei POS per dimostrare che i pagamenti sono avvenuti con mezzi tracciabili, ora basta l’estratto conto, ma deve contenere precise informazioni.
Per vedersi riconoscere lo sconto sulle tasse grazie alle detrazioni Irpef non serve più conservare le ricevute del POS. Per provare che il pagamento tracciabile è stato effettuato basta conservare l’estratto conto della banca.
Gli estratti conto bancari potranno sostituire le ricevute del POS per documentare che il pagamento effettuato è tracciabile. La novità oltre a semplificare gli adempimenti riduce anche gli oneri burocratici, e si inserisce in un processo di digitalizzazione già ampiamente avviato.
La misura è stata prevista dal decreto PNRR convertito in legge che accelera la digitalizzazione dei rapporti tra contribuente e Fisco semplificando gli adempimenti necessari.
Per avere le detrazioni basta l’estratto conto
Per dimostrare che una spesa detraibile è stata pagata con sistema tracciabile non sarà più necessario conservare gli scontrini rilasciati dai terminali di pagamento, ma basterà avere un estratto conto o un documento rilasciato dalla banca o dall’intermediario finanziario. I documenti sono utilizzabili anche se rilasciati in formato digitale.
L’estratto conto, in ogni caso, non potrà sempre sostituire la ricevuta del POS. Per farlo deve rispettare precise condizioni e includere le informazioni seguenti:
- la data in cui è stato effettuato il pagamento;
- l’importo speso;
- il beneficiario del pagamento (va bene il nome del negozio, dell’azienda o del professionista).
Se l’estratto conto contiene queste tre informazioni fondamentali per le detrazioni fiscali sarà considerato valido per dimostrare che il pagamento è avvenuto con mezzo tracciabile. Il documento, quindi, servirà come pezza di appoggio per ogni transazione effettuata con bancomat, bonifico o carta di credito.
Obbligo di conservazione del documento
Anche se per dimostrare la tracciabilità del pagamento si utilizza l’estratto conto della banca, il documento deve essere conservato, in ogni caso, per un determinato numero di anni. Così come avviene per le ricevute del POS, anche l’estratto conto dovrà essere conservato in modo che non si alteri con il passaggio del tempo.
Nel caso di documenti digitali, poi, per le aziende non è sufficiente conservarli nel computer, ma serve un sistema di conservazione che nel tempo riesca a certificare l’autenticità del documento, la sua integrità e il fatto che sia rimasto immutato. Per le aziende e i professionisti vige l’obbligo civilistico di conservazione delle scritture contabili per 10 anni.
Per i privati cittadini i documenti relativi alle detrazioni Irpef (come le spese mediche, scolastiche o le ristrutturazioni) devono essere conservati per 5 anni. Nello specifico, il termine scade il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi. È bene però considerare eventuali proroghe in caso di accertamenti già avviati. Nel caso di bonus edilizi, invece, i 5 anni decorrono dalla fruizione dell’ultima quota di detrazione spettante (la conservazione, quindi, è necessaria per 15 anni). Per quanto riguarda il formato, se si scelgono i documenti digitali non serve essere esperti di informatica: per un privato non è obbligatoria la conservazione sostitutiva professionale.
Lo scopo della novità introdotta dal decreto è quello di snellire la burocrazia. Per i contribuenti, infatti, conservare le ricevute dei POS (che ricordiamo essere stampate su carta termica) rappresenta un problema per la garanzia della conservazione (tende a scolorire con il tempo). Le nuove regole permettono di archiviare la documentazione digitalmente riducendo il rischio di deterioramento.
Controlli fiscali sempre attivi
Per il diritto alle detrazioni fiscali per la maggior parte delle spese vige l’obbligo di effettuare il pagamento con mezzi tracciabili. I dati bancari permettono una ricostruzione fedele del flusso di denaro: quello che risulta dall’estratto conto, quindi, può essere usato come prova per l’utilizzo dei mezzi tracciabili nel pagamento.
Questo, però, non ridurrà i risultati dei controlli fiscali che proprio grazie ai documenti bancari potranno essere velocizzati rispetto al controllo degli scontrini cartacei. Va sottolineato, però, che l’estratto conto prova la tracciabilità, ma non sostituisce la fattura o lo scontrino fiscale. Servono entrambi: la fattura dice cosa hai comprato, l’estratto conto dice come lo hai pagato.
Vale la pena ricordare, infine, che per le spese mediche (farmacie e strutture pubbliche) la tracciabilità non è obbligatoria ai fini della detrazione, mentre per tutto il resto (professionisti privati, palestre, mense) sì.
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