Non tutti i genitori ne sono a conoscenza, ma è possibile ottenere un rimborso di una parte della spesa sostenuta per la mensa scolastica dei figli. Vediamo come fare con la dichiarazione dei redditi.
Ogni anno i contribuenti possono inserire nella dichiarazione dei redditi modello 730 e modello Unico le spese per la mensa scolastica per poter usufruire di una detrazione del 19%. Con la stagione dichiarativa che sta per partire, la detrazione della spesa sostenuta per la mensa scolastica permette di risparmiare sulle tasse da versare e gli importi possono essere anche considerevoli.
Dal 30 aprile 2026 l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti la dichiarazione precompilata: in essa le spese di istruzione sostenute per i figli, che comprendono anche quelle della mensa scolastica, sono precompilate dall’amministrazione tributaria per chi presenta la dichiarazione dei redditi con modello 730/2026 o con modello Redditi in autonomia oppure con delega al CAF o commercialista.
La detrazione per la mensa può raggiungere un tetto massimo di spesa di 1.000€ per ogni figlio, il che vuol dire che la detrazione sarà pari a 190€ (il 19% di 1.000€).
Le spese relative alla mensa scolastica devono essere indicate nel quadro E del modello 730/2026 con il codice 12, che identifica proprio le spese relative alla mensa scolastica. Tali spese vanno indicate nei righi da E8 a E12.
Facciamo il punto sulle istruzioni per compilare il modello 730/2026 e per beneficiare della detrazione della spesa per il servizio di mensa della scuola.
Detrazione mensa scolastica, cos’è
Così come per tutte le spese scolastiche e d’istruzione, quelle per la mensa scolastica pagate nel 2025 potranno essere portate in detrazione fiscale con il modello 730/2026 da inviare entro la scadenza del 30 settembre.
Si è anticipato che le famiglie possono ridurre l’Irpef attraverso le detrazioni per le spese scolastiche e che è previsto un limite di spesa di 1.000 euro per ogni figlio che studia. Questo implica che, una volta calcolata l’Irpef lorda, deve essere sottratta la quota di detrazione spettante per questa particolare voce di spesa.
La prima cosa da sottolineare è che il limite di spesa deve essere inteso in senso globale, infatti, le spese della mensa scolastica rientrano tra le spese di istruzione e di conseguenza sono sottoposte alle stesse regole. Rientrano nel limite dei 1.000 euro anche le spese per il trasporto, iscrizione e tutte le altre spese relative all’istruzione dei figli. Se un genitore spende 800€ di mensa e 400€ di iscrizione e gite scolastiche (totale 1.200€), potrà comunque detrarre solo su una spesa massima di 1.000€
Si ricorda che la detrazione della mensa scolastica è ammessa per la frequentazione sia di scuole pubbliche, sia di scuole private. La detrazione può essere fatta valere per le mense scolastiche di scuole dell’infanzia del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione di cui all’articolo 1, della Legge n. 62/2000, e successive modificazioni.
Non sono quindi comprese le spese per la mensa universitaria.
Come funziona la detrazione mensa?
Così come per tutte le spese scolastiche e d’istruzione, quelle per la mensa scolastica pagate nel 2025 possono essere portate in detrazione fiscale con il modello 730/2026, come previsto dall’art. 15, comma 1, lettera e-bis del TUIR.
La dichiarazione dei redditi per lavoratori dipendenti e pensionati deve essere presentata entro il 30 settembre 2026 con il modello 730, mentre con il modello Redditi Persone Fisiche il termine di scadenza è più ampio e cade il 31 ottobre 2026.
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Detrazione mensa nel 730/2026
La spesa della mensa scolastica deve essere inserita nel modello 730/2026 utilizzando i righi da E8 a E12 , con il codice 12, insieme alle altre spese di istruzione e scolastiche ammesse in detrazione fiscale.
Il limite massimo detraibile è pari a 1.000 euro e l’importo deve essere calcolato per ciascuno dei figli per i quali è riconosciuta l’agevolazione: in caso di due figli che frequentano la scuola, quindi, la spesa massima agevolabile sarà pari a 2.000 euro (380 euro di detrazione massima).
Attenzione però: la spesa deve essere indicata in un rigo diverso per ciascuno dei figli.
Il costo della mensa può essere portato in detrazione fiscale sia se il servizio è gestito dalla scuola sia nel caso in cui sia gestito dal Comune o da soggetti terzi rispetto alla scuola.
Detrazione mensa scolastica i documenti da conservare
Per poter portare in detrazione le spese della mensa scolastica sostenute nel 2025 è necessario che il pagamento sia avvenuto con mezzi tracciabili (bancomat, carte di credito, bonifico) e ai fini della compilazione del modello 730/2026 bisogna avere a disposizione i seguenti documenti:
- copie di bonifici bancari effettuati verso l’istituto scolastico;
- copie di bollettini postali rilasciati dall’istituto;
- copie dei MAV di pagamento.
La documentazione deve riportare chiaramente: l’istituto scolastico/ente, la causale del versamento, l’importo pagato, i dati dell’alunno e del soggetto che ha effettuato il pagamento.
In assenza di questi documenti è possibile farsi rilasciare dall’istituto frequentato un attestato di pagamento.
Infine, se il documento di spesa è intestato a un solo genitore, la detrazione spetta a lui al 100%. Se è intestato al figlio, la detrazione va ripartita al 50% tra i genitori, a meno che non si annoti sul documento una ripartizione diversa.
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