Detrazione abbonamenti mezzi pubblici con il modello 730/2018? Facciamo chiarezza

La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto una nuova agevolazione fiscale per chi acquista abbonamenti per i mezzi pubblici; si tratta di una detrazione ai fini Irpef che però riguarda esclusivamente il periodo d’imposta 2018.

 Detrazione abbonamenti mezzi pubblici con il modello 730/2018? Facciamo chiarezza

Si possono detrarre i costi di biglietti e abbonamenti ai mezzi pubblici dal 730/2018?

Si avvicina il momento in cui i contribuenti italiani dovranno modificare il modello 730 precompilato ai fini della dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 2017. Il modello infatti sarà disponibile su Fisco Online dal 16 aprile e si potrà modificare a partire dal 2 maggio 2018 (entro il termine del 23 luglio).

Anche quest’anno si potranno detrarre ai fini Irpef i costi sostenuti per variate spese: dalle spese veterinarie a quelle per la ristrutturazione di un immobile o l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

Ci dispiace dirvi però che tra le spese detraibili dal modello 730/2018 non figurano le spese sostenute per l’acquisto di abbonamenti per i mezzi pubblici. In realtà questa detrazione esiste ma essendo stata introdotta con l’ultima Legge di Bilancio è valida solo per il periodo d’imposta 2018.

Quindi potrete detrarre queste spese esclusivamente con la dichiarazione dei redditi del prossimo anno, quella che appunto si riferisce al periodo d’imposta in corso. È bene sottolineare inoltre che l’agevolazione riguarda esclusivamente gli abbonamenti e non i ticket viaggio giornalieri.

Solo quest’anno quindi è stato introdotto questo importante strumento per agevolare quelle famiglie che ogni mese spendono moltissimo per l’abbonamento ai mezzi pubblici. Un modo per far risparmiare le famiglie in cui ci sono lavoratori e studenti pendolari che allo stesso tempo potrebbe funzionare come incentivo per coloro che invece preferiscono prendere l’auto per spostarsi in città.

E non è tutto perché c’è un’altra novità che interesserà particolarmente ai datori di lavoro, per i quali è prevista la deduzione totale delle spese sostenute per rimborsare i titoli di viaggio dei propri dipendenti. Una novità che merita di essere approfondita.

Qual è la percentuale di detrazione e qual è l’importo massimo di spesa? Di seguito risponderemo a queste domande, elencando tutte le informazioni in merito a questa nuova detrazione fiscale.

Detrazione dell’abbonamento ai mezzi pubblici

Come previsto dal testo ufficiale della Legge di Bilancio, nella dichiarazione dei redditi del prossimo anno si potrà portare in detrazione l’abbonamento ai mezzi pubblici, come ad esempio:

  • autobus;
  • tram;
  • metro;
  • treni (regionali e interregionali).

Si potranno detrarre i costi sostenuti da tutti i componenti del nucleo familiare. Il risparmio comunque non è elevato, dal momento che lo sconto fiscale è del 19% e va calcolato su un limite di spesa pari a 250 euro. Ipotizzando il massimo della detrazione, quindi, il contribuente avrà diritto ad uno sconto di 47,50€, su un totale di spesa pari a 250 euro.

A tal proposito vi consigliamo di conservare tutti gli abbonamenti che acquisterete dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018, così da poter beneficiare dell’agevolazione.

Trattandosi di una detrazione Irpef sulle imposte, lo sconto va richiesto indicando nella dichiarazione dei redditi per il 2018 - che andrà effettuata nel 2019 - tutti i costi sostenuti per l’acquisto di abbonamenti ai mezzi pubblici.

È bene specificare che nel testo della Legge di Bilancio non viene indicata la durata degli abbonamenti: salvo diversa comunicazione, quindi si potranno portare in detrazione sia quelli annuali che quelli settimanali e mensili.

Deduzione totale per i rimborsi dei titoli di viaggio

Ma i vantaggi della Legge di Bilancio non riguardano solamente i lavoratori pendolari.

Con la manovra finanziaria è stato introdotto un altro strumento molto importante, che avvantaggia i datori di lavoro. Nel 2018, infatti, questi potranno portare in deduzione totale i costi di spesa sostenuti per il rimborso dei titoli di viaggio dei propri dipendenti.

Di conseguenza questa somma non sarà tassata e non concorrerà alla formazione del reddito, poiché viene inclusa nei costi riguardanti l’esercizio della propria attività d’impresa.

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