Gli emendamenti presentati al decreto Milleproroghe potrebbero cambiare Fisco, sanità e lavoro. Vediamo le ipotesi e cosa cambierebbe.
Il decreto Milleproroghe entra nell’ultima fase del suo iter parlamentare e gli emendamenti (ridotti) ancora da valutare avrebbero conseguenze significative su Fisco, sanità, lavoro e assunzioni. Dagli emendamenti segnalati, quelli su cui si punta maggiormente a far arrivare al voto, emerge la riapertura della rottamazione quater, una possibile estensione del ravvedimento speciale, la possibilità di restare in servizio per i medici fino a 72 anni e il rinvio dei bandi per le concessioni balneari.
Al momento la proposta di rinviare l’entrata in vigore della tassa di 2 euro sui piccoli pacchi è stata accantonata, anche se non si può escludere a priori che possa essere inserita in extremis.
Una valanga di emendamenti al Milleproroghe
Il fascicolo degli emendamenti, che inizialmente contava 1.133 proposte di modifica, con gli emendamenti segnalati si riduce a meno di un terzo: circa 400 emendamenti saranno effettivamente votati dal Parlamento.
L’avvio dell’esame dovrebbe partire dalla prossima settimana e ottenuto il via libera della Camera, il decreto passerà al Senato, ma va considerato che la conversione in legge deve esserci entro il 1° marzo.
Medici al lavoro fino a 72 anni
Il Governo punta a prorogare la possibilità per i medici di rimanere volontariamente in servizio fino a 72 anni. La misura, al momento, serve a fare fronte alla mancanza del personale sanitario.
In ambito sanitario, però, non mancano altre proposte tra cui l’anticipo dell’applicazione degli aumenti delle indennità di specificità in busta paga e il rinvio al 31 dicembre 2027 della riforma del sistema per l’accredito delle strutture sanitarie private.
Tornano i bonus assunzione?
La proposta di prorogare i bonus assunzione scaduti a fine 2025 arriva direttamente dal Ministero del Lavoro. L’ipotesi prevede:
- una proroga per il 2026 degli incentivi per assumere donne;
- una proroga di 5 mesi per gli incentivi finalizzati all’assunzione di giovani under 35 e per la Zes.
Entrambe le proroghe erano state già previste dalla prima bozza del decreto Milleproroghe, ma erano state eliminate. Ora potrebbero rientrare grazie a un emendamento.
Rottamazione quater per i decaduti
I decaduti della rottamazione quater che non hanno versato la rata del 30 novembre 2025, non possono rientrare nella quinquies. Proprio per questo arriva la proposta da inserire nel decreto Milleproroghe di spostare la scadenza del 30 novembre 2025 al 28 febbraio 2026, in concomitanza con la rata successiva. In questo modo, però, chi decidesse di non decadere definitivamente dalla sanatoria, si troverebbe a dover versare entro il 28 febbraio 2026 due rate.
Il decreto Milleproroghe deve essere convertito in legge entro il 1° marzo. Tuttavia la rata del 28 febbraio avrebbe una tolleranza fino al 9 marzo.
Tra le altre proposte in ambito fiscale c’è anche quella di rinviare al 2027 l’aumento dell’aliquota sui redditi da criptovaluta destinata a salire dal 26% al 33%.
In ultimo, con un emendamento presentato da Forza Italia, si vorrebbe estendere il ravvedimento speciale anche al 2023, ma solo per chi ha già aderito.
Balneari e ambulanti, quali proroghe?
Tra gli emendamenti segnalati spiccano anche quelli che dovrebbero rinviare le gare per le concessioni balneari ed estendere le concessioni per il commercio su aree pubbliche già in vigore fino al 2032.
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