Decreto fiscale 2026 verso l’approvazione, cosa prevede? Tutte le novità

Patrizia Del Pidio

15 Maggio 2026 - 11:01

Il decreto fiscale 2026 ha avuto il via libera dal Senato. Cosa prevede e quali novità sono state inserite rispetto al testo originario?

Decreto fiscale 2026 verso l’approvazione, cosa prevede? Tutte le novità
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Il decreto fiscale, che rappresenta il primo tassello per la riapertura del cantiere fiscale, ha avuto il via libera dal Senato con 99 voti favorevoli e 56 contrari. Ora il testo deve ottenere l’approvazione della Camera. Le misure contenute nel decreto n. 38/2026 erano già state ampiamente anticipate nei giorni scorsi, e molte non rappresentano una novità, come ad esempio la cancellazione della clausola per l’iperammortamento prevista dalla Legge di Bilancio 2026.

Vediamo, però, quali sono tutte le novità che il testo ha accolto nella prima parte del suo iter parlamentare.

Le novità degli emendamenti

Il testo del decreto Fiscale approvato dal Senato non ha subito cambiamenti rispetto a quello licenziato dalla Commissione Finanze. Le novità che sono state previste rendono il concordato preventivo biennale più flessibile per le partite Iva considerate poco affidabili, viene allargato il perimetro di azione della rottamazione quinquies, ma non trova spazio la modifica sul telemarketing selvaggio.
Vediamo tutte le novità.

Telemarketing aggressivo

Anche se era stato annunciato, il tentativo di arginare il telemarketing aggressivo non ha trovato spazio nel decreto fiscale. Il divieto introdotto dal decreto bollette volto soltanto alle aziende del settore energetico.

Nel decreto fiscale sarebbe dovuta arrivare una norma che estendeva il divieto anche alle compagnie telefoniche (che oggi possono continuare a telefonare indisturbate). La misura è naufragata per difetto di omogeneità: un decreto fiscale non può ospitare norme sulle telecomunicazioni senza rischiare rilievi di costituzionalità.

Concordato preventivo biennale, cosa cambia?

Il decreto fiscale interviene a cambiare il concordato preventivo biennale, l’accordo che le partite IVA fanno con il Fisco per definire in anticipo quante tasse pagare nei due successivi anni di imposta.

Con le regole attuali quando a chiedere di aderire al concordato è un contribuente poco “affidabile” (indici ISA troppo bassi), il Fisco propone tasse più alte rispetto ai redditi che ha dichiarato negli anni precedenti perché suppone che il contribuente non abbia dichiarato tutto quello che incassa. Il concordato, infatti, evita al contribuente anche i controlli e i poco affidabili per evitare i controlli devono pagare di più.

Con la modifica inserita nel decreto fiscale, invece, viene determinato un tetto massimo a quanto il Fisco può richiedere per l’adesione di chi ha un punteggio ISA inferiore a 8, e nello specifico:

  • un reddito più alto del 30% rispetto al reddito dell’anno precedente per chi ha un punteggio tra 6 e 7;
  • un reddito più alto del 35% rispetto al reddito dell’anno precedente per chi ha un punteggio inferiore a 6.

Il decreto fiscale porta anche a uno slittamento della data di adesione al concordato dal 30 settembre al 31 ottobre.

Rottamazione quinquies con perimetro ampliato

Il decreto fiscale amplia anche il perimetro della rottamazione quinquies aprendo la definizione agevolata ai tributi locali (Imu, Tari e multe stradali). Per entrare nel perimetro della rottamazione i debiti devono essere stati affidati all’agente di riscossione dal Comune tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

Se aderire alla rottamazione quinquies, comunque, resta una scelta dell’amministrazione locale e per farlo Comuni e Regioni avranno tempo fino al 30 giugno 2026. La domanda di adesione alla rottamazione quinquies locale potrà essere presentata entro il 31 ottobre con il primo versamento fissato al 31 gennaio 2027.

Sempre per la rottamazione quinquies viene previsto un periodo di tolleranza di cinque giorni ma limitatamente al pagamento dell’unica rata o dell’ultima rata del piano di dilazione.

I quattro cardini del decreto fiscale

Le misure cardine del decreto fiscale sono quelle anticipate nei due comunicati del 27 febbraio e del 12 marzo 2026, ovvero:

  • tassa sui pacchi;
  • Iva;
  • iperammortamento;
  • ritenute per le agenzie di viaggio.

Vediamo nello specifico cosa cambia.

Stop alla tassa sui pacchi

La tassa sui pacchi per spedizioni da Paesi extra UE di valore inferiore a 150 euro, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, è rinviata al 30 giugno 2026.

Il differimento è stato necessario per consentire all’Agenzia delle Dogane di adeguare i sistemi informatici. L’Adm ha sospeso la contabilizzazione della riscossione della tassa fino al 1° luglio 2026.

Da tenere presente, tra le altre cose, che dal 1° luglio 2026 dovrebbe entrare in vigore il dazio previsto dall’Europa per i piccoli pacchi extra Ue e questo renderebbe assai difficoltoso gestire un prelievo, sugli stessi pacchi, anche a livello nazionale. Molti analisti prevedono che la tassa nazionale potrebbe essere assorbita o coordinata con la nuova barriera doganale comunitaria.

Iva sulle permute

Il decreto fiscale fornisce un importante chiarimento sull’applicazione delle norme della Legge di Bilancio 2026 che stabiliscono come determinare l’imponibile Iva per le permute. Nel testo viene precisato che le nuove regole presumono l’assunzione, quale base imponibile Iva nelle operazioni di permuta l’ammontare complessivo dei costi. Le nuove norme si applicano per contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026.

Per quelli stipulati precedentemente, invece, si applicherà il vecchio criterio. In questo modo si salvaguardano i contratti definiti prima dell’entrata in vigore delle nuove regole.

Iperammortamento

L’intervento del decreto fiscale nell’iperammortamento era stato ampiamente annunciato da Maurizio Leo e prevede l’eliminazione della clausola che limita il beneficio ai soli acquisti di beni che sono stati prodotti in Europa o in Paesi che aderiscono all’Accordo sullo Spazio economico europeo.

Con quanto previsto nel decreto fiscale il limite imposto dal Made in Ue viene superato consentendo alle imprese di accedere al beneficio indipendentemente da dove hanno acquistato i beni. Le possibilità di investimento, in questo modo, si ampliano consentendo alle imprese di acquistare anche al di fuori del mercato europeo potendo scegliere soluzioni tecnologiche che possono essere più competitive mantenendo la possibilità di avere il beneficio fiscale.

L’Iperammortamento si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, ma si attende la modifica per sbloccare il decreto attuativo atteso dai ministeri competenti. Il ritardo nella pubblicazione del decreto attuativo, infatti, sta rallentando gli investimenti delle imprese lasciando le aziende nell’incertezza.

Ritenute per le agenzie di viaggio

Nel decreto fiscale trova posto anche lo slittamento al 1° maggio 2026 dell’applicazione della ritenuta del 23% sulle provvigioni che riguardano commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio e procacciamento di affari, percepite da:

  • agenzie di viaggio e turismo;
  • dagli agenti, raccomandatari e mediatori marittimi e aerei;
  • dagli agenti e commissionari di imprese petrolifere.

La Legge di Bilancio 2026 aveva previsto l’applicazione della ritenuta a partire dal 1° marzo 2026, ma per consentire l’adeguamento dei sistemi informatici, l’entrata in vigore slitta di due mesi, al 1° maggio 2026. Il congelamento della norma si è reso necessario perché la base imponibile su cui calcolare la ritenuta varia in base alla struttura dell’agenzia stessa:

  • in assenza di specifiche dichiarazioni si applica al 50% della provvigione;
  • se l’agenzia dichiara di avvalersi di dipendenti e collaboratori la base imponibile scende al 20%.

Le altre misure contenute nel decreto

Oltre alle quattro misure cardine, il decreto contiene anche altri provvedimenti che, nello specifico, illustriamo di seguito.

Credito di imposta per le imprese

Il decreto introduce un nuovo credito di imposta rivolto alle imprese. Si tratta di un contributo del 35% dell’importo richiesto per le imprese che hanno presentato la comunicazione degli investimenti. L’ipotesi è quella di prevedere, in sede di conversione in legge del decreto, coperture aggiuntive per coprire più richieste possibile (che saranno valutate in base all’ordine di arrivo).

Cessione di azienda

Per i soggetti che adottano i principi contabili internazionali in cessioni di aziende, si stabilisce che la differenza negativa tra il corrispettivo e il reale valore dei beni concorre alla formazione del reddito in quote costanti, dall’esercizio in corso e per i quattro anni successivi.

Interessi obbligazioni

Gli interessi che derivano da titoli obbligazionari corrisposti ai sistemi di garanzia dei depositanti sono esenti dall’imposta sostitutiva fino al 31 dicembre 2028.

Esenzione premi dilettanti

Per gli atleti dilettanti i premi erogati fino al 31 dicembre 2026 sono esclusi dalla ritenuta alla fonte fino a una soglia di 300 euro complessivi.

Imposta di bollo

Aumenta l’imposta di bollo per i soggetti diversi dalle persone fisiche e passa da 100 a 118 euro l’anno.

Carta europea della disabilità

Si autorizza una spesa di 1,6 milioni di euro per garantire la continuità dell’emissione della carta europea della disabilità per il 2026.

PEX

Viene ripristinato il vecchio regime di esclusione dei dividendi e della participation exemption per correggere quanto previsto dalla manovra che aveva modificato l’esenzione delle plusvalenze per la cessione di partecipazioni (con l’esclusione del 95% per l’Ires solo se la partecipazione raggiunge almeno il 5% del capitale o ha un valore fiscale di almeno 500 mila euro).