Decreto Crescita, Grassani: una vittoria per il calcio italiano

Per capire l’importanza e gli effetti del Decreto Crescita all’interno del mondo del calcio italiano, Money.it ha intervistato l’avvocato Mattia Grassani

Decreto Crescita, Grassani: una vittoria per il calcio italiano

Entrato in vigore l’1 Maggio, il Decreto Crescita sta attirando l’attenzione del calcio italiano, in particolare della Serie A, che grazie ad esso potrebbe regalare nuovi grandi colpi di mercato, finora rimasti solo sogni.

Pubblicato lo scorso 30 aprile nella Gazzetta Ufficiale, il Decreto legge n.34 permette infatti ai club calcistici italiani di poter ingaggiare allenatori o calciatori più facilmente, visto che il loro compenso lavorativo sarebbe tassato non del 43%, ma del 30%.

Per capire quali saranno gli effetti del Decreto Crescita all’interno del mondo del calcio, Money.it ha intervistato l’avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo e societario.

Avvocato Grassani quanto è importante il Decreto Crescita per la Serie A e in generale per il mondo del calcio?

“È fondamentale, è un provvedimento assolutamente positivo per tutti quei imprenditori che investono nel calcio italiano e che negli ultimi 30 anni hanno avuto tantissime difficoltà. È senza dubbio che grazie al Decreto Crescita i club di Serie A potranno regalare alle proprie rose allenatori e giocatori che finora, visti i loro ingaggi, erano inarrivabili”.

Il Decreto Crescita potrebbe creare delle disparità, visto che prevede un’agevolazione fiscale più sostanziale per le squadre del Sud?

Potrebbe, ma al momento bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. Ovviamente, una volta entrato ufficialmente in atto, non escludo che si possano rivedere alcuni aspetti. Probabilmente tutti gli attori chiamati in causa cercheranno di dar vita a un’aliquota uguale per tutti, per non creare delle disparità. Intanto però parlare di sgravi fiscali nel mondo del calcio italiano è già una vittoria”.

Può da solo il Decreto Crescita rivoluzionare totalmente il mondo dello sport italiano o deve essere considerato solo come l’inizio di un percorso?

“Ovviamente solo il Decreto Crescita non può risolvere tutti i problemi, è fondamentale che esso sia accompagnato nel tempo da altri provvedimenti. In sintesi, non può e non deve essere la conclusione di un percorso, ma solo l’inizio. Anche perché bisogna rivedere alcuni aspetti dei campionati minori e dello sport dilettantistico, dove ancora ci sono delle lacune”.

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