Il debito globale sarà come uno tsunami: le stime per fine 2020

Nuove stime allarmanti per il debito a livello globale: le misure straordinarie per la crisi Covid hanno innalzato l’indebitamento delle nazioni. Per fine 2020 ci sarà un vero e proprio tsunami.

Il debito globale sarà come uno tsunami: le stime per fine 2020

La crisi del coronavirus ha spinto i livelli del debito globale a un nuovo record, disegnando uno scenario allarmante: il 2020 sarà travolto da uno “tsunami indebitamento”.

A prospettare un finale di anno poco rincuorante è stato l’Institute for International Finance, che ha messo in guardia le potenze del mondo su quanto le misure eccezionali per la crisi economica da Covid peseranno sui conti del futuro.

Il debito soffocherà l’intero sistema globale?

Debito globale potente come uno tsunami, cosa aspettarsi?

Lo studio dell’IIF è stato chiaro: il debito globale batterà nuovi record nei prossimi mesi per raggiungere i 277.000 miliardi di dollari entro la fine dell’anno. Ciò rappresenterebbe un rapporto debito/PIL del 365%.

Numeri importanti, che traducono in cifre una emergenza sanitaria, politica, produttiva, lavorativa, economica, sociale senza eguali.

Il coronavirus ha spinto i Governi di tutto il mondo a intensificare il sostegno alle aziende e ai cittadini per evitare il collasso del sistema imprese e il crollo dei consumi, oltre alla povertà di famiglie senza più lavoro. Tutto questo si è trasformato in maggiore indebitamento.

Il carico del debito globale, quindi, è aumentato di 15.000 miliardi di dollari nei primi tre trimestri del 2020 e ora supera i 277.000. Per questo, l’onda del trend è probabile che diventi uno tsunami nelle previsioni di fine anno dell’istituto.

Indebitamento nel mondo: dov’è il maggior debito?

Tra i Paesi avanzati, il debito è salito al di sopra del 432% del PIL nel terzo trimestre, con un aumento di 50 punti percentuali rispetto al 2019. Gli Stati Uniti, che hanno implementato uno dei più grandi pacchetti di stimolo al mondo, hanno rappresentato quasi la metà di questo aumento.

Nella zona euro, le misure straordinarie dei Governi hanno portato a un aumento di 1.500 miliardi di dollari di debito pubblico nel terzo trimestre, per raggiungere quota 53.000 miliardi di dollari. Un dato ancora al di sotto dei 55.000 miliardi di dollari registrati nella regione nel secondo trimestre del 2014, quando stava affrontando la crisi del debito sovrano.

Nei mercati emergenti, il livello del debito è salito a oltre il 248% del PIL, con Libano, Cina, Malesia e Turchia che hanno registrato i maggiori aumenti del settore non finanziario.

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