Davos non è più il luogo dell’ottimismo globale. È il luogo in cui chi decide si prepara a un mondo più frammentato.
Ogni anno Davos viene raccontata come il luogo delle grandi visioni sul futuro.
Ma chi segue davvero le discussioni, quelle meno visibili, fuori dai comunicati ufficiali, ha notato un cambiamento netto.
Il tono non è più ottimistico. È prudente. Difensivo. A tratti preoccupato.
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