Il futuro dell’AI secondo Satya Nadella: le previsioni del CEO di Microsoft sul rischio di una bolla, gli utilizzi nel settore sanitario ed educativo, il ruolo dell’energia e le prospettive europee.
Durante un intervento al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, il CEO di Microsoft Satya Nadella ha fatto le sue previsioni sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella futura economia globale.
In un dialogo con Larry Fink, CEO di BlackRock e co-presidente ad interim del Forum, Nadella ha sottolineato come l’AI abbia cambiato profondamente il modo di lavorare e, se utilizzata in modo intelligente, possa garantire un notevole aumento della produttività umana.
A fare capolino nel discorso è stato anche il chiacchierato tema della potenziale bolla dell’intelligenza artificiale, che Nadella ha tuttavia smontato. Secondo il CEO, l’AI è ormai troppo diffusa per poter essere considerata una bolla: “La cosa più importante, come investitori, è la democratizzazione della tecnologia: chi riesce a diffonderla più velocemente, sia a livello aziendale che nazionale, sarà il vincitore, non chi la crea”.
Nadella ha aggiunto che un segnale tipico di una bolla sarebbe se “parlassimo solo di aziende tecnologiche e solo della tecnologia stessa”. Oggi, invece, l’intelligenza artificiale va ben oltre il dibattito tecnologico.
Le applicazioni future dell’AI nel settore sanitario ed educativo
Il CEO di Microsoft ha evidenziato il potenziale dell’AI in settori chiave come sanità e istruzione:
“Come comunità globale dobbiamo arrivare a un punto in cui utilizziamo l’AI per fare qualcosa di utile, che cambi gli esiti per persone, comunità, nazioni e industrie”.
L’impatto dell’AI sulla sanità è già evidente. OpenAI, ad esempio, ha lanciato a gennaio 2026 il programma “OpenAI per il settore sanitario”, una suite di prodotti pensati per aiutare le strutture sanitarie a offrire cure più uniformi e di alta qualità, rispettando al tempo stesso i requisiti di conformità HIPAA.
L’obiettivo è semplificare attività come la sintesi delle cartelle cliniche, la preparazione degli appuntamenti, la riduzione del carico amministrativo dei medici e il supporto alla scoperta di farmaci, sempre nel rispetto della sicurezza e della compliance.
Anche l’istruzione rappresenta un ambito strategico. Secondo Nadella, la diffusione dell’AI è più rapida dove esistono casi d’uso concreti. Utilizzando l’esempio degli smartphone, che dispongono di modelli AI che ora sono “praticamente disponibili ovunque”, ha raccontato l’episodio di contadino rurale indiano che, già all’inizio del 2023, era riuscito a usare un bot basato su un primo modello GPT per orientarsi su sussidi agricoli. “Credo sia nelle nostre mani, anche nel Sud del mondo, creare opportunità dove prima non ce n’erano”, ha detto Nadella.
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Il ruolo decisivo dell’energia
Nonostante le opportunità, Nadella ha sottolineato che l’uso dell’AI in alcune aree del mondo dipende fortemente dal capitale disponibile e dalle infrastrutture: “Il successo richiede politiche che attraggano capitali pubblici e privati”, ha spiegato. Servizi essenziali come energia e reti di telecomunicazioni, fondamentali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, sono in gran parte gestiti dai governi.
Il costo dell’energia sarà determinante nella corsa globale all’AI: “La crescita del PIL in qualsiasi Paese sarà direttamente correlata al costo dell’energia nell’uso dell’AI”. L’energia serve a generare i “token”, unità base di elaborazione utilizzate dai modelli AI. “Il compito di ogni economia e di ogni azienda è trasformare questi token in crescita economica: se il costo è più basso, tanto meglio”. All’inizio del 2025, Microsoft ha dichiarato di voler investire 80 miliardi di dollari nella costruzione di data center.
Per garantire la scalabilità a lungo termine, Nadella immagina vere e proprie “fabbriche di token”, infrastrutture AI integrate con energia e telecomunicazioni, capaci di generare “token più bit” in modo sostenibile nelle economie emergenti.
Nadella ha sottolineato l’importanza di un uso etico e produttivo di queste risorse:
“Perderemmo rapidamente il consenso sociale se usassimo energia scarsa per generare token che non migliorano la salute, l’istruzione, l’efficienza del settore pubblico o la competitività del privato”.
L’Europa e la sfida della competitività globale
In Europa, i costi energetici elevati, aggravati dai recenti eventi geopolitici, rappresentano un freno competitivo: “Non è solo la produzione: il costo totale di proprietà include la capacità di costruire data center e il costo del silicio nel sistema”.
Secondo Nadella, per competere nell’era dell’AI l’Europa deve guardare oltre i confini regionali. “La competitività europea dipende dall’essere competitivi globalmente, non solo in Europa”, ha spiegato. Storicamente, il Vecchio Continente è cresciuto producendo beni richiesti a livello mondiale. Per farlo ancora, serve energia e token sufficienti a supportare l’AI.
Il CEO di Microsoft ha dunque invitato l’Europa a concentrarsi sulle sue aziende industriali e finanziarie piuttosto che sulla sola sovranità tecnologica. “Sarete competitivi solo se i prodotti europei saranno competitivi nel mondo”, ha concluso Nadella.
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