Si assiste a un’applicazione a macchia di leopardo delle regole: un crimine viene condannato se commesso da un nemico, ma tollerato se compiuto da un alleato.
Nel 2026, l’indebolimento del diritto internazionale è diventato un tema centrale nel dibattito geopolitico globale. Come prevedibile, anche al Forum Economico Mondiale (WEF) di Davos in corso in questi giorni il diritto internazionale è al centro di uno scontro frontale tra la visione multilaterale europea e l’approccio «transazionale» dei leader populisti.
Alla luce delle politiche attuali di leader come Donald Trump e Benjamin Netanyahu il valore fondante del diritto internazionale vive una profonda crisi di legittimità, spostandosi da un sistema basato su norme universali a uno dominato dalla Realpolitik e dal potere coercitivo.
Nel suo discorso «fiume» di 72 minuti del 21 gennaio 2026, Trump ha ribadito una visione del mondo dove gli interessi nazionali americani superano le norme globali. [...]
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