Dalle fidanzate virtuali al tecnosesso: il caso di CarynAI, il bot romantico che costa un dollaro l’ora

Enrica Perucchietti

16 Maggio 2023 - 10:00

Usando la tecnologia di OpenAI, una giovane influencer americana, Caryn Marjorie, ha creato un suo avatar con cui i clienti di Forever Voices possono conversare, come se a parlare fosse proprio lei.

Dalle fidanzate virtuali al tecnosesso: il caso di CarynAI, il bot romantico che costa un dollaro l’ora

Arturo è un manager aziendale che progetta un algoritmo la cui funzione è determinare l’utilità effettiva dei dipendenti dell’azienda in cui lavora. Si ritrova licenziato grazie al suo stesso algoritmo e finisce in sella alla sua bicicletta a consegnare cibo a domicilio per la Fuuber, una multinazionale di delivery.

L’azienda si occupa anche di altri rami tecnologici, come quello di offrire conforto alle persone sole, che utilizzano già l’app e di cui conoscono già gusti e preferenze, grazie a degli ologrammi. Proprio Arturo si innamora di Stella, l’ologramma che ha attivato quasi per gioco, dopo essere stato scaricato dalla sua fidanzata, reale. Il nostro protagonista dovrà scontrarsi con la triste realtà di dover pagare un abbonamento settimanale per poter rivedere Stella una volta concluso il periodo di prova...

E’ la trama del film di Pif, E noi come stronzi rimanemmo a guardare, una commedia satirica con diversi elementi fantascientifici e distopici. Nel film, come accennato, la Fuuber commercializza, tramite abbonamenti, dei bot romantici che diventano amici o addirittura compagni di persone sole, bisognose di compagnia.

Sebbene le ragazze virtuali non siano certo una novità, né al cinema né tantomeno nel mondo reale – i bot che rispondevano sulle chat porno esistevano già vent’anni fa – oggi, grazie alla intelligenza artificiale, si sono evoluti, dando vita ad avatar a pagamento.

CarynAI

Usando la tecnologia di OpenAI, una giovane influencer americana, Caryn Marjorie, è riuscita a creare un suo avatar con cui i clienti della piattaforma Forever Voices possono conversare, come se a parlare proprio lei.

La Caryn vera, in carne e ossa, ha 23 anni, è un’influencer con 1,8 milioni di follower su Snapchat. Il suo avatar, invece, Cayn AI, è la fidanzata virtuale da un dollaro al minuto con cui si può fantasticare e persino avere conversazioni spinte.

Il bot ha oltre mille partner disposti a pagare per parlare di progetti, futuro, sesso e sentimenti. E infatti, avrebbe già guadagnato più di 71 mila nel giro di due settimane. Di questo passo, la sua IA potrebbe fruttare 5 milioni di dollari al mese.

La vera Marjorie ha spiegato che l’avatar riesce a simulare la sua voce, dato che è stato addestrato con migliaia di ore di registrazioni e che la personalità rispecchia quella reale. Ha anche raccontato, durante un’intervista con la testata Fortune, che le persone sono disposte a pagare un dollaro al minuto per parlare con l’avatar: «Puoi avere reazioni illimitate con CarynAI, quindi tutto è veramente possibile con la conversazione».

Dalle fidanzate virtuali al tecnosesso

La rivoluzione non si ferma però alla realtà virtuale: «In futuro assisteremo alla crescita dei rapporti umani vissuti interamente online. E qualcuno comincerà a preferire il sesso virtuale tecnologicamente avanzato al sesso con esseri umani. Potremmo anche vedere un maggior numero di persone che vivono da sole passare più tempo nella realtà virtuale» ha spiegato Helen Driscoll, psicologa della sessualità e delle relazioni all’Università di Sunderland in Gran Bretagna, in un’intervista a The Mirror, in cui ha dichiarato che entro il 2070 l’essere umano (o dovremmo dire, ciò che rimarrà di lui) arriverà a considerare le relazioni fisiche come “primitive”, preferendovi il “tecnosesso”

A rivoluzionare il nostro rapporto col sesso non sarà soltanto la realtà virtuale: qui il pensiero corre al film di Spike Jonze Her con Joaquin Phoenix che interpreta Theodore, un uomo solo e introverso che intreccia una relazione con un nuovo sistema operativo, “OS 1”, basato su un’Intelligenza Artificiale in grado di evolvere, adattandosi alle esigenze dell’utente. Per appagare i propri impulsi carnali l’essere umano preferirà rivolgersi successivamente alle “attenzioni” di compiacenti androidi, i cui prototipi sempre più sofisticati si avvicendano sul mercato come i nuovi modelli degli smartphone.

Una prospettiva diversa ci viene invece dalla docente di matematica del Mit di Boston Cathy O’Neil che ha spiegato come nel lungo periodo saranno gli uomini a doversi preoccupare per la competizione dei robot in quanto degni sostituti del partner maschile

Aimee van Wynsberghe, condirettrice della Fondazione per la Robotica Responsabile ha spiegato in un’intervista rilasciata a «Quartz» che nel prossimo futuro saranno commercializzati dei veri e propri sex robot, in grado non soltanto di muoversi ma anche di interagire e parlare. Lo scenario alla Westworld pare insomma dietro l’angolo: quando nel 1973 Michael Crichton scrisse e diresse il film Il mondo dei robot a cui si ispira la celebre serie TV aveva precorso i tempi in modo straordinario.

I primi prototipi sono già disponibili sul mercato e interagiscono con gli esseri umani, al punto da poterli sostituire non solo a letto, ma anche nei ruoli più insospettabili…