Perché il metallo che muove smartphone e pannelli solari sta diventando rarissimo e può diventare un’arma geopolitica?
Il rally dell’argento fa discutere operatori finanziari e industriali a tutto campo per gli impatti che sta provocando sia sulle quotazioni del prezioso metallo sia su diverse filiere che fanno affidamento sulla fornitura d’argento per funzionare.
Ne ha parlato anche Elon Musk a Davos, dove è intervenuto nella giornata di giovedì: discutendo degli effetti delle politiche tariffarie Usa per colpire l’offerta cinese di pannelli fotovoltaici l’uomo più ricco del mondo ha citato anche i colli di bottiglia degli approvvigionamenti di argento tra le concause che possono rallentare il ciclo delle rinnovabili negli States. Musk non è nuovo a queste esternazioni: già a fine dicembre avvertiva del rischio sottolineando che la Cina potrebbe decidere per la weaponization dell’argento rallentando o contingentando l’export.
L’argento nell’ultimo anno è passato da 30,3 a 103 dollari all’oncia come quotazione, un aumento di circa il 240% che ha creato un vero e proprio superciclo di questo asset strategico e messo in subbuglio le prospettive di fornitura. [...]
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