L’operatore scolastico è una nuova figura del personale ATA volta a potenziare l’assistenza agli alunni con disabilità, la sorveglianza e la pulizia.
Il mondo della scuola evolve e, con l’ultimo rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca, viene introdotta una figura destinata a cambiare gli equilibri del personale ATA: l’operatore scolastico.
Sebbene entrerà formalmente in servizio solo dal 2027, già da ora molti stanno cercando di capire di cosa si occupa questa figura, come diventare operatore scolastico e quanto guadagna rispetto a un collaboratore tradizionale.
Non si tratta di un semplice cambio di nome per il classico collaboratore scolastico (il profilo comunemente noto come «bidello»), ma di una nuova categoria professionale con responsabilità specifiche e soprattutto un trattamento economico più vantaggioso. Vediamo nel dettaglio tutte le novità.
Chi è l’operatore scolastico e di cosa si occupa
L’operatore scolastico è una figura che si colloca nell’area degli operatori (ex Area AS). A differenza del collaboratore scolastico tradizionale, i cui compiti sono prevalentemente legati alla pulizia e alla sorveglianza, l’operatore svolge mansioni più complesse e di supporto diretto alla didattica e all’integrazione. Anche per questo motivo, il suo stipendio risulta leggermente più alto rispetto a quello di un collaboratore tradizionale.
Le attività principali dell’operatore scolastico comprendono:
- assistenza agli alunni con disabilità, ovvero supporto non specialistico nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale;
- supporto amministrativo e tecnico, in collaborazione con gli uffici di segreteria e con i laboratori per attività semplici;
- accoglienza e sorveglianza, monitoraggio degli accessi e degli spazi comuni, garantendo la sicurezza degli studenti.
In sintesi, l’operatore è un profilo ibrido che unisce l’operatività pratica a una maggiore responsabilità nell’assistenza agli studenti fragili.
Quanto guadagna un operatore scolastico?
L’aspetto più interessante per chi punta a una carriera nel personale ATA è indubbiamente quello economico: conviene di più svolgere il ruolo di operatore o collaboratore scolastico? Alla luce delle indicazioni ministeriali, l’operatore guadagna mediamente di più rispetto al tradizionale bidello.
Secondo le tabelle del nuovo CCNL, infatti:
- lo stipendio base annuo lordo di un collaboratore scolastico (fascia 0-8 anni) è di circa 16.826,09 euro;
- lo stipendio base annuo lordo per la stessa fascia per un operatore scolastico parte da circa 17.879,93 euro.
In termini concreti, l’operatore guadagnerà al primo gradone 398,33 euro lordi in più all’anno, mentre al termine dell’attività lavorativa arriverà a prendere 406,35 lordi in più all’anno. Sebbene possa sembrare una cifra contenuta, su base annua e considerando gli scatti di anzianità, il profilo di operatore garantisce una progressione economica più rapida e un tetto massimo (a fine carriera) sensibilmente più elevato rispetto al profilo base.
Come diventare operatore scolastico
Per diventare operatore scolastico non basta più possedere la sola licenza media o il diploma generico richiesto in passato per i bidelli: i requisiti sono diventati più stringenti per riflettere le nuove competenze.
Gli aspiranti dovranno quindi soddisfare queste condizioni:
- possesso di un diploma di qualifica professionale o diploma di scuola secondaria superiore;
- possesso della Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (CIAD);
- competenze socio-assistenziali, ovvero una qualifica specifica in ambito socio-assistenziale o esperienza nel supporto alla disabilità.
Sebbene la figura sia già definita dal contratto, la sua introduzione massiccia nelle scuole avverrà gradualmente con l’aggiornamento delle graduatorie di terza fascia. È fondamentale, per chi vuole candidarsi, acquisire fin da ora i titoli necessari (come la CIAD) per non farsi trovare impreparato e scalare le classifiche verso un posto più qualificato e meglio retribuito.
Passaggio da collaboratore a operatore: è possibile?
Secondo quanto previsto dal CCNL, i collaboratori scolastici che abbiano intenzione di diventare operatori scolastici possono effettuare il passaggio se possiedono, alternativamente, i seguenti requisiti:
- attestato di qualifica professionale richiesto per l’accesso dall’esterno e almeno cinque anni di esperienza maturata nella loro area;
- un diploma di scuola secondaria di primo grado ed almeno dieci anni di esperienza maturata nel proprio ambito lavorativo.
In questo modo, non solo effettuerebbero un salto economico ma avrebbero anche maggiori responsabilità e mansioni da svolgere negli edifici scolastici.
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