La prossima pandemia sarà di tipo informatico con un attacco al sistema bancario che ne metterà in crisi le fondamenta, costringendo a interventi drastici e repentini sul sistema finanziario e, di conseguenza, sul modello di vita perlomeno di tutto il mondo occidentale.
La soluzione prospettata per uscirne sarà rappresentata da una super valuta digitale (CBDC) direttamente emessa dalle banche centrali: questo lo scenario che ha prefigurato l’analista Roberto Mazzoni, intervenuto su Money.it.
“Ci stanno preparando ad una nuova pandemia, di tipo informatico, un attacco ai sistemi bancari per bloccare tutti i conti. Per uscirne fuori ci proporranno un nuovo sistema di natura universale. Così come oggi il dollaro funge da elemento collante per tutta l’economia globale anche l’entità digitale che andrà a sostituirlo avrà la stessa caratteristica. Stanno procedendo a tappe forzate verso il nuovo sistema. Negli Usa a luglio entrerà in vigore il sistema di pagamento digitale tra le banche. Ci sarà una sorta di super-moneta digitale. Stanno litigando per decidere chi avrà più peso: Russia-Cina da una parte, Usa-Inghilterra dall’altra. Serve un accordo prima che il sistema collassi, il termine ultimo è il 2025 con la possibilità di accelerare. Già in Europa si mettono paletti per i pagamenti in contanti. La moneta programmabile gestita centralmente e che potrebbe limitare la nostra capacità di spesa in base ai comportamenti adottati rischia di diventare presto realtà anche se negli Stati Uniti ci sono stati come la Florida dove è in discussione una nuova legge per rendere illegale questo tipo di sistema. Anche il Texas sta andando in questa direzione”.
Mazzoni è stato recentemente a Miami a Bitcoin 2023, la più grande kermesse mondiale sul tema. E non sono mancate le sorprese e le novità.
“C’è una nuova economia a livello mondiale basata sul bitcoin che sta diventando centrale anche a livello politico. Senza informazioni rischiamo di essere tagliati fuori. Vedrete nei prossimi mesi moltiplicare le campagne di attacco mediatico verso bitcoin, il sistema comincia a percepire un reale pericolo. Per la prima volta è stato possibile negli Usa fare donazioni in bitcoin per la campagna elettorale. Sta nascendo un ecosistema di contenuti alternativi che in termini tecnologici possono essere alimentati con reti di piccoli pagamenti legati a bitcoin, in alternativa a carte di credito e Paypal che operano sistemi di filtro: molti blogger o giornalisti indipendenti hanno visto i loro conti bloccati perché dicevano cose non gradite al governo. In Canada chi sosteneva la protesta dei camionisti si è visto bloccare i conti bancari. Siamo di fronte ad un cambiamento storico.
Se nel Congresso americano alcuni esponenti del partito democratico stanno cercando di attaccare il mondo cripto per contrastarlo, emergono contemporaneamente politici di primo piano che invece vogliono fare il contrario e stanno conducendo una campagna elettorale esattamente su questo. A Bitcoin 2023 ad esempio sono intervenuti candidati alla carica di Presidente come Kennedy Jr.
Bitcoin rappresenta un’alternativa al sistema delle banche centrali ed ai progetti futuri. Un concorrente che impedisce al potere di fare quello che vuole.
Un percorso che, per la prima volta nella storia, può essere seguito anche dai singoli. In Africa c’è molta presa di coscienza su questo, c’è un’adozione più alta di bitcoin e altre cripto, come alternativa alle economie disastrate che hanno avuto per molto tempo. Stessa cosa per il Brasile: a Bitcoin 2023 si è presentata una banca 100% cripto. Siamo di fronte insomma ad una svolta epocale che bisogna comprendere e saper cogliere”.