Curva dei rendimenti invertita: siamo prossimi a una nuova recessione?

Giancarlo Marcotti

17 Febbraio 2023 - 14:38

Si parla di «inversione della curva» quando i tassi a breve termine superano quelli a lungo termine, un fenomeno che spesso è premonitore di una recessione economica.

Curva dei rendimenti invertita: siamo prossimi a una nuova recessione?

L’inversione della curva dei rendimenti, in campo finanziario, è ormai un fenomeno conosciuto da molti, ma è sempre bene, prima di iniziare a fare delle analisi, precisare a cosa ci stiamo riferendo.

Uno degli aspetti della finanza che non dovrebbe aver bisogno di spiegazioni è che ad una maggiore durata dell’operazione finanziaria deve corrispondere un maggior rendimento ottenuto dall’investimento.

Questo perché semplicemente, una maggiore durata equivale ad un maggior rischio, ed ad un maggior rischio è evidente debba associarsi un maggior rendimento.

Quindi la logica ci deve portare a ritenere che, ad esempio, i titoli dello Stato debbano avere tassi di interesse correlati positivamente alla loro durata.

Ed allora, qualora ciò non accada, ossia qualora il mercato offra rendimenti superiori a titoli con minore durata, a quali conclusioni dobbiamo giungere?

Dobbiamo pensare che il mercato sia impazzito? Che non usi più la ragione?

Apparentemente sì, apparentemente dovremmo giungere a questa conclusione, ma c’è un caso nel quale questa eventualità, invece, ha una sua ragionevolezza.

Per capirlo occorre focalizzare l’attenzione su un aspetto, sottoscrivere un titolo a tasso fisso significa assicurarsi quel rendimento per tutta la durata dell’investimento.

Quindi se l’investitore ritiene che i tassi saranno destinati a scendere nel tempo, potrebbe essere indotto a sottoscrivere un titolo con una scadenza lunga per assicurarsi il rendimento offerto per diverso tempo, e ciò nonostante un investimento a più breve termine possa garantire un maggior rendimento.

Per quanto detto quindi non è assurdo che un titolo dello Stato a più breve termine possa avere un rendimento superiore rispetto ad un analogo titolo con scadenza più lunga, ma è certamente un evento non molto probabile.

Questo fenomeno in gergo viene denominato “inversione della curva dei rendimenti”.

Ebbene, gli economisti considerano “l’inversione della curva dei rendimenti” un segnale di sventura, in pratica prefigurerebbe l’imminenza di una specie di sciagura, ossia una recessione economica.

Naturalmente non si tratta di una superstizione, ed il motivo di una simile condotta è piuttosto semplice.

Come è noto le Banche Centrali aumentano i tassi di interesse per raffreddare un’economia che cresce in maniera eccessiva, e, analogamente riducono i tassi di interesse con lo scopo di dare maggiore impulso alla crescita economica.

Ebbene noi abbiamo detto che gli investitori saranno invogliati ad acquistare titoli a lunga scadenza quando ritengono che i tassi saranno destinati a scendere, ma abbiamo anche detto che le Banche Centrali abbasseranno i tassi di interesse quando l’economia è in sofferenza, quindi…

Ecco spiegato perché l’inversione della curva dei rendimenti è un segnale di sventura. Il mercato prevede che i tassi diminuiranno quindi ritiene possibile che l’economia possa subire un arretramento, una recessione.

E con questi presupposti gli economisti ovviamente si sbizzarriscono. Innanzitutto ci si deve chiedere: quali scadenze dovrebbero essere prese come riferimento per capire se siamo in presenza di un’inversione della curva?

Abbiamo infatti parlato genericamente di titoli dello Stato a breve e lunga scadenza, ma le scadenze sono davvero tantissime ed allora quali utilizzare per capire se siamo in presenza di un’inversione della curva?

Le due scadenze più utilizzate sono i titoli dello Stato a due ed a dieci anni, ma naturalmente potrebbero essere prese in esame scadenze diverse.

Più recentemente alcuni economisti ritengono che il miglior indicatore, diciamo quello più affidabile, lo si ottenga calcolando la curva dei rendimenti fra il brevissimo termine, ossia la scadenza a tre mesi, ed il lungo termine, ossia i dieci anni.

Ma poi occorre valutare se davvero l’inversione della curva dei rendimenti si sia dimostrata in passato un presagio di recessione. Ed effettivamente spesso l’inversione della curva ha preceduto periodi di recessione economica.

Spesso, ma non sempre.

Oggi, anzi da alcuni mesi, i Banchieri Centrali sono alle prese con un’inflazione che non si riscontrava così aggressiva da oltre quarant’anni, quindi si sono visti costretti ad intraprendere decisioni di politica monetaria non proprio correlate al ciclo economico.

Insomma questa inversione della curva, potrebbe essere “non naturale”, ma “creata artificialmente” proprio dalle Banche Centrali.

Ovviamente c’è un solo modo per capire se effettivamente è questo ciò che è accaduto e quindi non andremo incontro nei prossimi mesi ad una recessione economica, oppure se nell’anno in corso dovremo riscontrare l’ennesimo calo del nostro Prodotto Interno Lordo, qual è questo modo?

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