Crisi Stellantis. Nel Lazio tagli al reddito fino a €6.000 all’anno per lavoratore

P. F.

29 Maggio 2026 - 17:58

Crisi Stellantis a Cassino: con il ricorso alla cassa integrazione i lavoratori del Lazio perdono fino a 6.000 euro l’anno. I sindacati chiedono alla Regione misure straordinarie sul reddito.

Crisi Stellantis. Nel Lazio tagli al reddito fino a €6.000 all’anno per lavoratore
Ricevi le notizie di Money.it su Google
Aggiornamenti, approfondimenti e analisi direttamente su Google.
Segui

Lo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano, nel Cassinate, torna al centro dello scontro politico e sindacale dopo l’ultima riunione convocata in Regione Lazio. Davanti ai rappresentanti delle istituzioni, le organizzazioni dei lavoratori hanno fotografato una condizione critica per il sito di Cassino e per l’intera filiera di appalti e indotto, con impianti fermi per gran parte della loro capacità e una perdita di reddito che in molti casi sfiora i 6.000 euro l’anno per ogni dipendente.

La convocazione è arrivata a stretto giro dal sopralluogo del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca a Piedimonte San Germano, dove i lavoratori avevano trovato i varchi sbarrati per l’ennesima sospensione della produzione. Intorno al tavolo si sono ritrovate Cgil e Fiom Cgil di Roma e del Lazio, affiancate dalle strutture di Frosinone Latina, che hanno poi messo nero su bianco le conclusioni in un comunicato unitario. Due i piani affrontati: la prospettiva industriale del sito e i salari già intaccati dalla crisi.

Crisi Stellantis: la nota dei sindacati sui tagli al reddito

Il comunicato, diffuso dopo l’esame del piano industriale di Stellantis, non lascia spazio a letture ottimistiche e attacca frontalmente l’impostazione decisa ai vertici del colosso della famiglia Agnelli:

“Questa mattina si è svolta una riunione importante con la Regione Lazio sulla situazione dello stabilimento Stellantis di Cassino, degli appalti e dell’indotto, che segue sia la presentazione del piano industriale sia le determinazioni del Consiglio regionale, con l’impegno di tutte le forze politiche a proseguire la vertenza. Purtroppo, le scelte industriali di Stellantis, come avevamo previsto, non guardano al rilancio di Cassino, a differenza di altri stabilimenti in diversi paesi europei nei quali Stellantis annuncia investimenti, e riescono persino ad essere peggiori di quelle contenute nei piani precedenti, che hanno portato lo stabilimento al declino, con una produzione che oggi si attesta intorno al 10% della reale capacità produttiva”.

Sul fronte delle soluzioni i sindacati hanno consegnato alla Giunta due richieste concrete. La prima è l’apertura di una trattativa diretta con il costruttore, mentre la seconda punta a un progetto per il pieno utilizzo dell’impianto di Piedimonte San Germano, finanziato anche con risorse pubbliche e con il contributo delle istituzioni e delle parti sociali del territorio, così da scongiurare la dispersione del tessuto produttivo e occupazionale dell’area.

L’emergenza reddito tra cassa integrazione e perdita di potere d’acquisto

Le sigle hanno poi spostato l’accento dal domani all’oggi. Mesi di cassa integrazione a rotazione hanno assottigliato le buste paga di chi è alle dipendenze dirette e di chi lavora per le imprese di appalto e indotto:

“Le lavoratrici e i lavoratori diretti, degli appalti e dell’indotto, stanno già pagando un prezzo pesantissimo alla crisi, con una perdita di reddito che in molti casi arriva a 5-6 mila euro l’anno a causa del massiccio ricorso alla cassa integrazione. Per questo abbiamo posto con forza la necessità di individuare misure regionali straordinarie di sostegno al reddito, capaci di accompagnare la fase di transizione ed evitare che chi lavora sia lasciato solo”.

A completamento delle richieste, i lavoratori chiedono di mettere sotto osservazione le risorse pubbliche finora convogliate sullo stabilimento, con un organismo di controllo permanente incaricato di misurarne l’efficacia e di orientare le decisioni successive.

L’appello a Rocca per un confronto a Cassino

La nota si chiude con un appello diretto al governatore Francesco Rocca, di cui i sindacati riconoscono la disponibilità mostrata nelle scorse settimane, quando si è presentato davanti ai cancelli dello stabilimento. Proprio per questo chiedono un passo ulteriore prima del faccia a faccia con l’amministratore delegato del gruppo, Antonio Filosa:

“Abbiamo apprezzato che il presidente della Regione Lazio sia voluto andare davanti ai cancelli dello stabilimento, assumendo impegni pubblici con le lavoratrici e i lavoratori. Proprio per questo riteniamo necessario che prima dell’incontro con Filosa, il Presidente Rocca apra anche un confronto diretto con le parti sociali, magari proprio a Cassino, per produrre atti concreti a salvaguardia dello stabilimento, del territorio e dell’occupazione”.

SONDAGGIO