Questo Paese deve prepararsi a una crisi bancaria e all’aumento del rischio di corse agli sportelli.
Un ex vice sovrintendente dell’OSFI, agenzia statale indipendente e la principale agenzia di regolamentazione bancaria, intravede “nuvole all’orizzonte” per il settore bancario.
All’interno di questa economia non si verificano grandi fallimenti bancari da anni, ma alcuni segnali d’allarme suggeriscono che i controlli e gli equilibri esistenti potrebbero aver bisogno di essere modificati per renderli sostenibili in futuro.
Stiamo parlando del Canada.
Il comparto bancario non è al sicuro
Il fallimento di diverse banche regionali negli Stati Uniti e la caduta di Credit Suisse Group AG in Svizzera nel 2023 inducono a pensare che le riforme messe in campo dopo la crisi finanziaria globale del 2007-2008 non sono sufficienti - ha affermato Mark Zelmer, ricercatore senior presso il CD Howe Institute e in passato vice sovrintendente presso l’Office of the Superintendent of Financial Institutions (OSFI).
«Sarebbe facile dire di non preoccuparsi, essere felici perché tutto è andato bene per diversi decenni», ha dichiarato. «Ma penso che gli eventi dell’anno scorso mi abbiano portato a ritenere che il mondo sta cambiando. È meglio pensare a come le cose potrebbero evolversi in futuro quando i tempi sono tranquilli piuttosto che aspettare il problema. Odierei se il Canada perdesse la sua reputazione».
Lo scorso anno, le autorità statunitensi e svizzere sono dovute intervenire per impedire che i fallimenti bancari innescassero una crisi nei rispettivi sistemi finanziari e relative economie.
Silicon Valley Bank, una delle banche fallite, ha perso quasi l’85% dei suoi depositi nell’arco di due giorni. Ciò indica che le corse agli sportelli - che si verificano quando un gruppo nutrito di depositanti ritira soldi contemporaneamente a causa della paura di insolvenza - possono svolgersi molto rapidamente, soprattutto nell’era digitale e dei social media.
La situazione degli Stati Uniti indica anche che “istituti più piccoli e meno sofisticati” possono - collettivamente - causare problemi enormi se si basano su modelli di business e su gruppi di depositanti simili.
Secondo Zelmer, negli ultimi 15 anni si è verificato un notevole inasprimento dei requisiti normativi e relativa supervisione, il che ha i suoi lati negativi.
«C’è il rischio che un maggior numero di regole e una supervisione più intensa sui rischi non finanziari e sulle pratiche di governance possano offuscare il confine tra gestione bancaria e vigilanza regolamentare», ha affermato. «Questo approccio potrebbe anche potenzialmente smorzare la spinta all’innovazione. [Le banche] potrebbero essere tentate di gestire le cose semplicemente ’secondo i requisiti normativi’».
Cosa possono fare le banche per evitare la crisi
Sono diverse le misure che il settore bancario potrebbe adottare per essere più sostenibile, anche se nessuna è una “panacea” perché tutte, in qualche modo, causerebbero un aumento dei costi che alla fine verrebbe sostenuto dalle famiglie e dalle imprese canadesi.
Una delle opzioni è quella di offrire una copertura assicurativa completa sui depositi. Ad oggi, i canadesi sono assicurati fino a $100.000 su ogni categoria di deposito. Aumentare la copertura potrebbe migliorare la fiducia del risparmiatore, anche se tale approccio potrebbe non ridurre significativamente il rischio di corse agli sportelli.
Le banche dovrebbero poi essere incoraggiate a detenere scorte maggiori di attività liquide di alta qualità, da poter vendere all’occorrenza se oggetto di una corsa agli sportelli.
«In questo modo, potrebbero sopravvivere più a lungo», ha affermato l’esperto.
Anche la Bank of Canada, banca centrale del Paese, potrebbe svolgere un ruolo nella tutela del settore bancario, modificando la struttura delle sue linee di liquidità di emergenza, per renderle più facilmente accessibili alle banche in periodi di stress.