Crisi Argentina: torna il controllo dei cambi. I punti del decreto

Sulla Gazzetta Ufficiale argentina sono stati pubblicati i dettagli del provvedimento varato per provare ad arginare la fuga di capitali.

Crisi Argentina: torna il controllo dei cambi. I punti del decreto

Dopo l’annuncio dell’esecutivo argentino della volontà di rinegoziare le scadenze di alcuni titoli del debito, una misura che potrebbe riguardare oltre 100 miliardi di obbligazioni (Crisi Argentina: ci risiamo, default da oltre 100 miliardi di dollari), la Banca centrale del Paese ha annunciato misure per limitare gli acquisti di dollari.

“Alla luce dei diversi fattori che hanno avuto un impatto sull’evoluzione dell’economia argentina e dell’incertezza sui mercati finanziari, il board della Banca centrale ha dovuto adottare una serie di misure straordinarie per assicurare il normale funzionamento dell’economia, sostenere il livello dell’attività e dell’occupazione, e proteggere i consumatori”.

Crisi Argentina: i punti principali del decreto del Banco Central

Dopo che l’esecutivo ha fatto sapere di voler allungare la scadenza di 101 miliardi di obbligazioni, una mossa che l’agenzia Standard & Poor’s ha già bollato come default (nono fallimento nella storia del Paese, terzo dall’inizio del millennio), questa volta la misura arriva dalla Banca centrale.

In particolare, il decreto firmato dal presidente Mauricio Macri riguarda la fissazione, per le persone fisiche, di un tetto all’acquisto di dollari. La soglia massima di acquisto di valuta statunitense è stata fissata a 10 mila dollari Usa.

10 mila dollari sono anche la soglia massima, riporta il decreto contenente le “Misure per proteggere la stabilità degli scambi e il risparmiatore”, trasferibile tramite conti bancari verso l’estero.

Nel provvedimento varato dall’esecutivo rientra anche l’obbligo per gli esportatori di liquidare la valuta frutto della loro attività entro cinque giorni dall’incasso o 180 giorni dopo il permesso di spedizione.

Il decreto, riporta il comunicato diffuso dal Banco Central, non limita la possibilità “di ritirare dollari dai conti bancari, sia nel caso delle persone fisiche che per le persone giuridiche, non pregiudica il normale funzionamento del commercio estero e non introduce restrizioni di viaggio”.

Crisi Argentina: perché sono state varate misure di controllo dei capitali?

L’obiettivo è chiaro: frenare l’emorragia di riserve. La forte svalutazione della moneta argentina, il cambio dollaro/peso negli ultimi tre mesi ha messo a segno un rialzo di oltre 30 punti percentuali (+32,8%), ha portato, secondo i calcoli pubblicati dal Financial Times, a una riduzione delle riserve del Paese di circa 3 miliardi dollari nelle sole giornate di giovedì e venerdì.

Per arginare la fuga, e provare a fermare, o quantomeno a limitare, l’emorragia di peso, la Banca centrale ha imposto i controlli.

Si tratta di un provvedimento che fa il paio con quello varato venerdì scorso per limitare la distribuzione di utili da parte delle banche ed evitare “qualsiasi scarsità di moneta”.

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza per ricevere le news su Argentina

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.