Trump chiamato a salvare Milei per non lasciare l’America Latina a Lula

Andrea Muratore

03/10/2025

Donald Trump deve salvare Javier Milei dal fallimento del suo programma economico, pena un danno politico e d’immagine per gli Usa in America Latina.

Trump chiamato a salvare Milei per non lasciare l’America Latina a Lula

Donald Trump deve salvare Javier Milei dal fallimento del suo programma economico, pena un danno politico e d’immagine per gli Usa in America Latina. Questo è quanto emerge dalle discussioni che contraddistinguono il rapporto tra Washington e Buenos Aires dopo l’Assemblea Generale dell’Onu, ove The Donald e il Segretario di Stato Scott Bessent hanno rassicurato il presidente libertario dell’Argentina sull’impegno americano a sostenere il debito pubblico dello Stato da lui guidato e la valuta locale, il peso.

Il 14 ottobre Milei arriverà alla Casa Bianca dove, al netto della vicinanza retorica e ideologica, dovrà spuntare da Trump e Bessent delle proposte concrete per formalizzare l’assistenza da 20 miliardi di dollari. La posta in gioco è alta.

Per Milei la sfida è esistenziale: sopravvivere al voto parlamentare del 26 ottobre servirà a capire se La Libertà Avanza, la sua coalizione di centro-destra, avrà i voti per rafforzare il suo programma di riforme pro-mercato e inaugurare una seconda metà di mandato costruttiva che porterà alle presidenziali del 2027.

Per Trump, invece, lo spauracchio è quello di perdere il Cono Sud, dove il Brasile di Luis Inacio Lula da Silva si presenta come contropotere all’influenza statunitense. E potrebbe utilizzare proprio la crisi di Buenos Aires come volano.

Gli Usa hanno visto un pesante raffreddamento dei rapporti con l’America Latina. Incerte le relazioni col Messico, in gelo totale quelle con la Colombia del presidente Gustavo Petro, contestate per tematiche come il sostegno a Israele quelle con il Cile, pre-conflittuali quelle con il Venezuela. Washington guarda con particolare apprensione ai due bastioni tradizionali dell’ordine regionale: Argentina e Brasile.

Lula, in quest’ottica, sta usando nel suo terzo mandato un approccio scettico dei tradizionali legami con Washington e coltivando ambizioni regionali e non solo che si nutrono del percepito danno fatto da Trump alle relazioni internazionali. Temi come la battaglia per la tassazione globale delle multinazionali promossa da Lula nella sua presidenza del G20, la critica dell’interventismo pro-Israele degli Usa, la denuncia delle manovre americane in America Latina e dello spiegamento di forze nel Mar dei Caraibi come deterrenza contro narcotraffico e regime venezuelano, l’opposizione all’agenda di The Donald sul cambiamento climatico: il presidente brasiliano sta costruendo una contro-narrazione per saldare i rapporti col Sud Globale, a partire dall’America Latina, e potrebbe nutrirla con una crisi strutturale dell’Argentina di Milei.

Quest’ultimo vive una fase critica. Dopo «decenni di interventi governativi corrotti e autoritari che avevano trasformato l’economia argentina in un caos disfunzionale», nota The Atlantic, la sua elezione a dicembre 2023 si proponeva latrice di una rivoluzione pro-mercato per stabilizzare la moneta e riportare la crescita nel rispetto dei vincoli di bilancio.

Sull’inflazione, nota la testata americana, i dati sono confortanti e «Milei ha mantenuto per lo più la sua promessa. Ma lungo il cammino, ha corso un rischio con la gestione del tasso di cambio della valuta argentina in difficoltà: non un rischio assurdo, ma pur sempre un rischio. Quel rischio è andato storto, e questo fallimento ora mette a repentaglio il resto del programma economico di Milei».

Per Trump saldare l’asse con Milei serve per dare spinta a una visione del mondo che vede le destre conservatrici mostrare bandiera ovunque ma in difficoltà in America Latina, mantenere un presidio nel Cono Sud e dare slancio a possibili futuri alleati nella regione.

A novembre 2025 si voterà in Cile per scegliere il successore del presidente Gabriel Boric, mentre sia Gustavo Petro che lo stesso Lula affronteranno importanti tornate elettorali nel 2026 per giocarsi la riconferma e veder rinnovati i parlamenti di Bogotà e Brasilia. En passant, si voterà anche in Perù.

Questa la geografia delle partite che anticiperanno il 2027, anno del redde rationem presidenziale in Argentina e saranno decisive per far capire che America Latina Trump si troverà di fronte nel suo secondo mandato.

L’ironia della sorte è rappresentata dal fatto che un presidente libertario si avvarrà del salvataggio pubblico finanziato da un governo esterno che a sua volta fa del rifiuto dell’impegno nell’agenda globale e dell’America First. Ma per Trump è un investimento. Per non veder naufragare Milei. E per non perdere un’America Latina sempre meno “cortile di casa” di Washington.