Argentina laboratorio mondiale: l’esperimento di Milei funzionerà? I numeri shock dell’Argentina di Milei
Chi è veramente il presidente Javier Milei: un salvatore o un curatore fallimentare? Un anarchico, un populista, o un riformatore liberale-classico? Sta smantellando la casta – l’establishment politico radicato – o è la casta a minare il suo programma di riforme? Alla fine prevarrà la libertà o il sistema corrotto si riaffermerà, inghiottendo il sedicente riformatore?
Di recente mi sono fatto una mia personale impressione viaggiando a Buenos Aires. Quello che ho visto è un Paese affascinante che, dopo decenni di declino, sta ritrovando la sua stabilità, contrastando la povertà diffusa e riscoprendo la fiducia. Alcuni indicatori chiave hanno già attirato l’attenzione internazionale: un’inflazione in forte calo, un tasso di povertà visibilmente in diminuzione, una disoccupazione in calo nonostante i massicci e attesi licenziamenti nel settore pubblico, il primo bilancio federale in pareggio da anni e una ripresa della crescita economica.
Altri sviluppi ricevono meno attenzione. Nel mercato immobiliare, recentemente liberalizzato, l’offerta di appartamenti è aumentata quasi da un giorno all’altro. La copertura mobile si sta espandendo rapidamente grazie a Starlink. In seguito alla deregolamentazione del trasporto aereo gli investimenti nel settore aeronautico stanno riprendendo slancio. E anche senza tassi di interesse agevolati, gli argentini stanno ricominciando ad acquistare beni di consumo durevoli: ad esempio lavatrici, non più solo un pezzo di formaggio o un bicchiere. Fino a poco tempo fa anche questi piccoli articoli venivano spesso acquistati a rate, sintomo di incentivi distorti in un contesto di inflazione cronica e ingenti sussidi statali. [...]
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