La fiducia nelle criptovalute svanirà da un momento all’altro

Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), maggiore è il numero di persone che usa criptovalute maggiori sono le probabilità che si assista a un crollo della fiducia e a una perdita totale di valore.

La fiducia nelle criptovalute svanirà da un momento all'altro

Le criptovalute non rappresentano un asset finanziario scalabile e più sarà elevato è il numero di persone che le usa, maggiori si riveleranno le probabilità di assistere a un crollo della fiducia e dell’efficienza.

A sostenerlo è la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), nel suo utlimo report che registra l’aumento di monete digitali.

La BRI - organizzazione internazionale che mira a promuovere la cooperazione tra banche centrali - ha infatti evidenziato nella sua relazione annuale che il buon funzionamento di qualsiasi forma di denaro su grossi network dipende dalla fiducia nella stabilità del suo valore e nella sua capacità di scalare in modo efficiente:

“Ma la fiducia può scomparire in ogni istante a causa della fragilità delle reti decentralizzate attraverso cui vengono registrate le transazioni”.

Quelle reti sono anche soggette a congestione man mano che diventano più grandi secondo la BRI, che ha analizzato le elevate commissioni proposte dalla criptovaluta più famosa, il Bitcoin, facendo luce al contempo sul numero limitato di transazioni che essa può gestire ogni secondo.

“La fiducia può svanire in qualsiasi momento a causa della fragilità del consenso decentrato tramite il quale le transazioni sono registrate; questo non mette solo in discussione la finalità dei pagamenti individuali, ma significa anche che una criptovaluta può semplicemente smettere di funzionare, perdendo tutto il suo valore”.

Criptovaluta: una moneta solo speculativa?

Hyun Song Shin, a capo del settore ricerca della BRI, ha dichiarato che molte persone detengono criptovalute solo a scopi speculativi. Shin ha persino paragonato le valute virtuali a figurine di baseball o Tamagochi, spiegando che, sia che si tratti di un pezzo di carta che rappresenta un atleta, sia che si tratti di una moneta digitale, senza utenti nulla avrebbe valore.

La dipendenza degli utenti dai cosiddetti miners per registrare e verificare le transazioni è anch’essa viziata, secondo la BRI, vista la necessità di utilizzare molta energia elettrica, che quest’anno ha portato anche a una serie di avvertimenti dopo che un rialzo repentino del valore delle monete digitali ha attirato una folla enorme di appassionati.

Agustin Carstens, direttore generale della BRI, ha descritto il Bitcoin come una combinazione di una bolla, uno schema Ponzi e un disastro ambientale.

La BRI ha chiesto alle banche centrali di riflettere seriamente sui potenziali rischi prima di emettere le proprie criptovalute. Per il momento, nessuna banca centrale ne ha emessa una, sebbene la Riksbank in Svezia - dove l’uso del contante è diminuito fino quasi a svanire - stia studiando un’e-krona per piccoli pagamenti.

Secondo l’organizzazione, infine, una regolamentazione efficace sulle criptovalute dovrebbe essere globale e rivolgersi sia alle istituzioni finanziarie regolamentate sia alle società che offrono “cripto-servizi”.

Iscriviti alla newsletter per ricevere le news su Valute virtuali

Argomenti:

BRI Valute virtuali

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.