Criptovalute giù: anche Microsoft si associa al ban delle pubblicità

Il ban di Microsoft affossa il prezzo del Bitcoin e la quotazione delle altre principali criptovalute in circolazione. Il punto.

Criptovalute giù: anche Microsoft si associa al ban delle pubblicità

Il prezzo del Bitcoin e quello delle altre sue maggiori colleghe criptovalute ha perso quota nelle ultime ore, per nulla aiutato dalle più recenti mosse di Microsoft.

Nella giornata odierna il colosso di Wall Street ha infatti comunicato la sua intenzione di introdurre un ban sulle pubblicità relative alle monete digitali, sulla scia di quanto già compiuto da giganti del calibro di Twitter, Google e Facebook.

In seguito alla decisione di Microsoft, non soltanto il prezzo del Bitcoin ma anche quello delle altre criptovalute in circolazione è tornato a scambiare in preda alla debolezza.

La scelta di Microsoft che affossa Bitcoin e Co.

Rischio: con questa parola l’azienda ha definito le criptovalute, strumenti non ancora regolamentati e dunque poco sicuri per gli utenti che, a loro volta, potrebbero finire nelle mire di persone senza scrupoli pronte a truffare gli investitori.

Con queste motivazioni Microsoft ha giustificato la sua intenzione di imporre il suddetto ban sul suo motore di ricerca, Bing.

“Per proteggere i nostri utenti da questo rischio, abbiamo preso la decisione di vietare la pubblicità”,

ha confermato Melissa Alsoszatai-Petheo, manager della politica pubblicitaria.
Stando a quanto emerso dalle ultime indiscrezioni di stampa, il ban che ha affossato il prezzo del Bitcoin e delle altre criptovalute entrerà in vigore tra la fine di giugno e l’inizio di luglio.

La decisione di Microsoft, come accennato, è stata presa poco tempo dopo quella di Facebook. Eppure il social più famoso al mondo è tornato sulle prime pagine dei giornali nel momento in cui ha reso noto di voler sviluppare una propria criptovaluta. Il progetto dovrebbe essere ancora in fase embrionale e sicuramente non prenderà vita nell’immediato.

Al momento della scrittura, dopo il ban di Microsoft (considerato dagli osservatori la causa principale dell’odierna debolezza) il prezzo del Bitcoin sta scambiando con un ribasso del 4% su quota $8.200. In rosso sta viaggiando anche il resto del comparto criptovalute.

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