Criptovalute: 50 miliardi di dollari hanno lasciato la Cina

Nell’ultimo anno circa 50 miliardi di dollari in criptovalute hanno abbandonato la Cina, infrangendo tutte le normative del Paese relative ai limiti negli spostamenti di denaro

Criptovalute: 50 miliardi di dollari hanno lasciato la Cina

Il business delle criptovalute mostra una maxi-fuga dallo scenario cinese negli ultimi 12 mesi. Da qui infatti si sono mossi - prevalentemente verso territori statunitensi - circa 50 miliardi di dollari.

Una circostanza che per molti indica come gli investitori stiano eludendo le normative che limitano la quantità di capitale che è consentito trasferire dalla nazione.
A rivelarlo è stata in primis la società blockchain Chainalysis.

Proprio quest’ultima ha evidenziato come la criptovaluta Tether abbia rappresentato più di 18 miliardi di dollari dei deflussi dall’Asia orientale nel periodo. Tether - crypto oggetto di numerose polemiche - è considerata una stablecoin perché il suo valore è ancorato al dollaro USA, e rappresenta il 93% dell’utilizzo di stablecoin nella regione.

All’interno del suo report, Chainalysis nota come la crypto in oggetto si mostri spesso funzionale alla fuga di capitali:

“Le stablecoin come Tether sono particolarmente utili per la fuga di capitali, perché il loro valore ancorato all’USD significa che gli utenti che vendono grandi quantità in cambio della loro valuta preferita possono essere certi del fatto che sia molto improbabile una perdita di valore mentre cercano un acquirente”.

Criptovalute: 50 miliardi di dollari hanno lasciato la Cina

Va però specificato che la normativa di settore attualmente in vigore in Cina limita gli spostamenti all’equivalente di 50.000 dollari l’anno fuori dal Paese.

Viene da sé che gli imprenditori hanno aggirato questa regola facendo investimenti immobiliari all’estero o creando società di comodo, come suggerito da Chainalysis, che ha inoltre evidenziato come la criptovaluta Tether sia praticamente “diventata un sostituto del dollaro USA per molte persone in Cina”:

“Molte aziende e commercianti cinesi, in particolare quelli che lavorano all’estero, ora accettano Tether”,

ha scritto nel report Dovey Wan, partner fondatore della società di investimenti crypto Primitive Ventures.

Tether è una delle criptovalute più controverse in un mercato che continua ad alimentare molte discussioni. Nel 2019, lo stato di New York ha citato in giudizio la criptovaluta e la società a quest’ultima collegata, Bitfinex, per la perdita di oltre 850 milioni di dollari in fondi di clienti e aziende.

In più, la Commodity Futures Trading Commission ha citato in giudizio le due società nel 2017 per una presunta falsa affermazione secondo cui un dollaro USA ha “sostenuto e spinto in avanti” ogni Tether.

Le società hanno sempre sostenuto di non aver fatto nulla di sbagliato nel caso dello stato di New York. Per ora non è stata emessa alcuna decisione da parte Commissione, e Bitfinex ha parzialmente corretto il tiro affermando che Tether utilizza anche altre risorse oltre al dollaro per supportare il valore della moneta.

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