Covid, ecco a quale sintomo fare attenzione: è il più tipico della malattia

Martino Grassi

21 Gennaio 2021 - 10:52

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Secondo un nutrito gruppo di ricerca internazionale, la perdita dell’olfatto potrebbe essere un campanello d’allarme di un’infezione da Covid, essendo uno dei sintomi più indicativi.

Covid, ecco a quale sintomo fare attenzione: è il più tipico della malattia

Qual è il sintomo a cui bisogna fare maggiore attenzione nel caso in cui si sospettasse di essere positivi al coronavirus? Secondo un nutrito team di ricerca sarebbe la perdita dell’olfatto (anosmia), essendo una delle manifestazioni più tipiche della malattia.

Come risaputo, la perdita dell’olfatto è una manifestazione tipica di diverse infezioni respiratorie, come il raffreddore o l’influenza, ma in queste situazione è causato dal naso che si chiude o cola. Nel caso dell’infezione da Sars-CoV-2 invece si tratta di un sintomo neurologico, dovuto al fatto che il virus attacca il nervo e il bulbo olfattivo, utilizzando come strada per poi andare a colpire il cervello.

In molti casi i pazienti affetti da Covid, che sviluppano l’anosmia, non hanno difficoltà respiratorie, ed hanno le vie olfattive completamente libere, a differenza di chi ha contratto il raffreddore o l’influenza.

Covid, ecco a quale sintomo fare attenzione

La dimostrazione che la perdita dell’olfatto sia uno dei sintomi più tipici del Covid arriva dalla ricerca di un gruppo di scienziati internazionale. Uno dei ricercatori, il professor Alexander Wieck Fjaeldstad, docente specializzato in olfatto e gusto presso l’Università di Aarhus, ha affermato che, grazie a un test in grado di valutare i cambiamenti chemosensoriali, la perdita dell’olfatto è riuscita ad ottenere un punteggio di circa 80 su una scala che va da 0 a 100, rendendo l’anosmia uno dei sintomi più caratteristici.

L’esperto ha inoltre precisato che è “importante essere consapevoli di questo sintomo, in quanto potrebbe essere l’unico sintomo della malattia. Dei risultati analoghi sono stati ottenuti anche da uno studio condotto dai ricercatori dell’University College di Londra. La ricerca ha coinvolto 600 pazienti affetti da anosmia, scoprendo che l’80% di questi era risultato positivo al Covid. Inoltre nel 40% delle persone positive al Sars-CoV-2 la perdita dell’olfatto era l’unico sintomo evidente.

Sembrerebbe inoltre, da quanto riportato nello studio, che la perdita dell’olfatto perduri per più tempo nei pazienti Covid rispetto agli altri: soltanto la metà dei partecipanti allo studio internazionale aveva recuperato le proprie capacità olfattive a distanza di 40 giorni dalla diagnosi.

La perdita dell’olfatto come strumento diagnostico

Gli scienziati sono talmente certi della significatività della perdita dell’olfatto in relazione al Covid che hanno sviluppato un particolare screening per valutare la perdita dell’olfatto nei pazienti, chiamato OdoR-19, in collaborazione con gli scienziati del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università Statale dell’Arizona. Nella ricerca infatti si può leggere:

“Per aiutare i medici e chi si occupa di tracciamento dei contatti per l’identificazione di individui con un’alta probabilità di avere COVID-19, proponiamo una nuova scala 0-10 per lo screening della recente perdita olfattiva, l’ODoR-1. Troviamo che i punteggi numerici ≤2 indicano alte probabilità di COVID-19 sintomatico (4 <OR <10)”.

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