Costi bolletta luce, quali sono le spese fisse e variabili (e dove trovarle)

Pasquale Conte

1 Maggio 2026 - 08:08

Capire nel dettaglio come si compone una bolletta può risultare complicato. Dove si trovano le spese fisse? E quelle variabili? Ecco la guida completa.

Costi bolletta luce, quali sono le spese fisse e variabili (e dove trovarle)

In un contesto storico dove i costi da sostenere per le utenze diventano sempre più ingenti e in cui la situazione geopolitica desta preoccupazioni, comprendere nel dettaglio com’è composta la bolletta della luce diventa fondamentale.

Oltre ai consumi, infatti, ci sono tanti altri costi fissi e variabili che inizialmente potrebbero risultare complicati da trovare e da comprendere. E questo comporta difficoltà nel capire cosa si può fare per risparmiare.

Ti trovi nella stessa situazione? Allora sei nel posto giusto. In questa guida verticale analizziamo nel dettaglio la bolletta della luce, vedendo quali sono e dove si trovano tutti i costi che portano all’importo finale.

Quali sono i costi fissi della bolletta della luce

I costi fissi presenti nella bolletta della luce sono quelli che paghi solo per il fatto di avere un contratto attivo. Rimangono presenti anche se tieni l’interruttore abbassato e il consumo è pari a zero.

Si dividono sostanzialmente in tre categorie principali. La prima è la quota fissa di commercializzazione, l’unica voce con cui i fornitori si fanno concorrenza nel mercato libero. Oscilla di base tra i 70 e i 144 euro all’anno, spalmati mensilmente.

C’è poi la quota fissa di trasporto e gestione del contatore, una voce stabilita da ARERA e che è uguale per tutti i fornitori. Serve per pagare chi possiede fisicamente i cavi e il contatore, con un importo fisso annuale di circa 20-25 euro all’anno.

Infine c’è la quota potenza, anch’essa stabilità dall’ARERA e che si paga in base alla potenza impiegata dal tuo contatore (es. 3 kW, 4.5 kW o 6 kW). Cosa circa 20-21 euro all’anno per ogni kW impegnato.

Nonostante non sia un costo energetico, c’è anche il canone RAI che appare in bolletta come voce fissa da gennaio a ottobre. Si pagano 9 euro al mese, per un totale di 90 euro all’anno.

Quali sono i costi variabili della bolletta della luce

Oltre ai costi fissi, nella bolletta della luce ci sono quelli variabili che determinano il totale della bolletta in base a quanto consumi. Si misurano in euro per kilowattora, dunque più consumi e più paghi.

In questo caso, la voce principale è la quota energia, che rappresenta il costo del carburante elettrico. Come funziona? Se hai scelto il prezzo fisso, paghi uno stesso valore come 0,15 euro per kilowattora per tutta la durata del contratto. Se invece hai scelto quello variabile, il costo segue il mercato all’ingrosso. La formula per calcolarlo è PUN + Spread.

Per le fasce orarie, il contratto può essere unico monorario oppure diviso in F1, F2 ed F3.

Quando l’energia viaggia sui cavi, una piccola parte di disperde. Questo costo variabile viene stabilito dall’ARERA ed è pari a circa il 10% del consumo. In molte offerte, le perdite sono già incluse nel prezzo finito.

Oltre alla quota fissa, paghi anche una piccola parte variabile per l’uso della rete. Si tratta di una cifra molto bassa, pari a pochi millesimi di euro per kWh, e viene stabilità dall’ARERA.

Altra voce che trovi in bolletta riguarda le accise, ossia la tassa sul consumo applicata dallo Stato. Se sei residente, i primi 150 kWh consumati ogni mese sono esenti, dopo la tariffa diventa quella standard.

Infine l’IVA, che non è una cifra fissa ma una percentuale sul totale. Si tratta del 10% per le utenze domestiche e del 22% per quelle non domestiche.

Dove si trovano i costi fissi e variabili nella bolletta della luce

Hai in mano la tua bolletta della luce e vuoi trovare le varie voci che compongono i costi fissi e quelli variabili?

Nella prima pagina, di solito si trova la sintesi dei costi nella sezione chiamata Sintesi degli importi fatturati. Qui c’è un grafico a torta o un elenco che raggruppa queste 4 voci:

  • Spesa per la materia energia
  • Spesa per trasporto o gestione contatore
  • Spese per oneri di sistema
  • Totale imposte e IVA

Per vedere i singoli prezzi, invece, devi cercare la sezione Dettaglio analitico o Dettaglio dei consumi. Si tratta di una tabella con tanti numeri e sigle specifiche.

Per i costi fissi, devi cercare le righe con unità di misura in Euro/mese o Euro/anno. Troverai la materia energia e il trasporto.

Per i costi variabili, invece, devi cercare le righe con unità di misura in Euro/kWh come Materia energia, Trasporto e Accise.

Un’altra sezione utile della tua bolletta della luce è quella riguardante i dati tecnici, che solitamente si trovano in testa o in un box laterale. Qui ci sono gli identificativi del tuo contratto come il POD (il codice del contatore), la tipologia di contratto e il consumo annuo.

Quali sono le sigle e gli identificativi della bolletta della luce

Per poter comprendere al meglio tutte le voci che compongono la tua bolletta della luce, è importante saper distinguere i codici identificativi e le sigle di costo.

Di seguito, l’elenco completo con tutte le sigle che vedrai all’interno del dettaglio analitico:

  • POD: è il codice che identifica il tuo punto di prelievo. Inizia con IT, seguito da 14 caratteri;
  • Codice cliente: è il numero che il fornitore ti assegna;
  • PUN: è il Prezzo Unico Nazionale, ossia il costo all’ingrosso dell’energia in Italia;
  • F1, F2, F3: indica le fasce orarie di consumo. F1 identifica giorno e feriali, F2 la mattina, la sera e il sabato, F3 la notte e giorni festivi;
  • PCV: è il Prezzo Commercializzazione Vendita, la sigla che indica il coso fisso annuo applicato dal fornitore;
  • QVD: è la Quota Vendita al Dettaglio, equivalente alla PCV;
  • Quota Potenza: indicata come €/kW/anno, riguarda il costo fisso legato ai kilowatt del contatore;
  • Quota Fissa Trasporto: è la sigla che indica il costo fisso per la manutenzione della rete elettrica;
  • PE: è il costo puro del kilowattore;
  • Spread: se hai il prezzo variabile, è un rincaro che il fornitore aggiunge al PUN;
  • Perdite di Rete: un costo variabile per l’energia persa durante il trasporto;
  • Asos e Arim: le sigle che compongono gli oneri di sistema;
  • Accise: vengono identificate come Imposta Erariale di Consumo;
  • IVA: è del 10% per i residenti e 22% per i non residenti;
  • Canone RAI: viene spesso indicato come Canone abbonamento televisivo uso privato.

Cosa controllare per risparmiare nella bolletta della luce

Vuoi capire se la tua bolletta della luce è davvero competitiva o se è il caso di cambiare fornitore? Allora non devi guardare il totale, ma dividere il prezzo che è stato deciso per te.

Per prima cosa, fai un confronto sulla Quota Fissa PCV. Se è tra 70 e 90 euro all’anno si tratta di un ottimo dato, tra 100 e 120 euro all’anno è accettabile, mentre se supera i 144 euro all’anno faresti meglio a cambiare.

Altro fattore da considerare è il costo dell’energia, da distinguere se hai un contratto a prezzo fisso o variabile. In caso di prezzo fisso, controlla il valore €/kWH. Se lo hai bloccato più di un anno fa, potresti avere una tariffa più alta rispetto ai prezzi attuali del mercato.

Se hai il prezzo variabile, devi invece cercare lo Spread. È ottimo se hai un’offerta a spread zero, buono se arriva fino a 0,015 €/kWh, costoso se è sopra i 0,03 €/kWh.

Infine c’è la perdita di rete. Controlla sempre se il prezzo finale comprende questo dato, pari a circa il 10% del totale.

Il metodo più sicuro per capire se hai un contratto fuori contratto è usare il Portale Offerte dell’ARERA. Prendi l’ultima bolletta e trova il tuo Consumo Annuo. Inserisci questo dato sul portale, insieme al tuo CAP, e poi confronta la spesa annua stimata dal portale con quanto hai pagato tu nell’ultimo anno. Se la differenza è superiore a 100-150 euro, potresti pensare di cambiare.

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