Così queste 5 di Piazza Affari sono destinate a un rendimento fino al 20%

Claudia Cervi

1 Dicembre 2025 - 15:40

Se la pace in Ucraina diventasse realtà, queste 5 azioni italiane potrebbero beneficiare di un forte rialzo fino al 20%. Ecco quali titoli guardare ora.

Così queste 5 di Piazza Affari sono destinate a un rendimento fino al 20%

E se fossimo davvero a un passo dal ribaltamento che i mercati attendono da quasi quattro anni? Da settimane circola una voce che fino a poco tempo fa sembrava impensabile: Stati Uniti e Russia avrebbero avviato colloqui riservati per costruire le basi di una pace in Ucraina. Nulla di confermato, ma abbastanza per far muovere sottotraccia i desk delle grandi banche europee, consapevoli che una svolta del genere non sarebbe solo un evento storico. Sarebbe un detonatore finanziario capace di cambiare le carte in tavola in poche sedute, modificando multipli, aspettative e narrativa sui mercati continentali.

Finora il FTSE Mib sembra non voler credere a questo possibile cambio di rotta, quasi come se attendesse un segnale più forte. Ma un cessate il fuoco avrebbe effetti immediati: riduzione dell’incertezza, flussi energetici più regolari, prezzi del gas meno volatili e un nuovo impulso per l’industria europea, con l’Italia che beneficerebbe in prima linea. In uno scenario simile alcune società di Piazza Affari risultano già posizionate per sfruttare la ripartenza. Secondo diverse simulazioni potrebbero arrivare fino a un rendimento del 20%, se davvero lo scenario dovesse prendere forma.

1) Unicredit

Grafico Unicredit Grafico Unicredit Fonte Tradingview

Per Unicredit il tema della pace non è un dettaglio geopolitico: è un possibile reset del rischio su tutta l’area in cui la banca è più esposta. Negli ultimi anni la tensione tra Russia e Occidente ha pesato sulle valutazioni del gruppo e ha frenato una parte della domanda di credito nell’Europa centro-orientale. Basta un segnale di distensione per alleggerire quel carico e riattivare un ciclo che gli analisti seguono con grande attenzione. Unicredit è infatti tra i titoli italiani più presenti nel paniere “pace” costruito da Goldman Sachs. E non è un caso. Meno rischio significa margini più stabili, commissioni in recupero, consumi che tornano a muoversi.

È uno di quei titoli che il mercato non ha ancora prezzato del tutto, ma che potrebbe cambiare passo rapidamente se lo scenario dovesse davvero migliorare. Per un investitore significa esporsi a una storia solida, con fondamentali già forti e un potenziale di rivalutazione tutt’altro che marginale.

2) Prysmian

Prysmian entra sempre in gioco quando l’Europa parla di ricostruzione, transizione energetica o ammodernamento delle reti. Non è un caso: gran parte delle infrastrutture che servono a far muovere energia e dati passano dai suoi cavi. In uno scenario di pace, la domanda di connessioni e interconnessioni tornerebbe a correre, soprattutto se si considera che ripristinare la rete ucraina sarà un progetto lungo anni. Ed è proprio qui che Prysmian gioca un ruolo chiave. La presenza globale, i clienti istituzionali e i contratti a lungo termine la trasformano in una delle aziende italiane meglio posizionate in questa fase. Oggi il mercato ne riconosce il potenziale, ma la visibilità sui ricavi futuri è ancora più alta di quanto sembri.

Se il contesto europeo si stabilizzasse, Prysmian potrebbe tornare tra i protagonisti del listino grazie a nuovi ordini e un’accelerazione della transizione elettrica che l’Europa non può più rimandare.

3) Buzzi

Grafico Buzzi Grafico Buzzi Fonte Tradingview

La pace non è solo un evento politico, ma un enorme moltiplicatore economico. E per le costruzioni, sarebbe un cambio di ritmo immediato. La ricostruzione dell’Ucraina vale centinaia di miliardi di euro e richiederà più cemento di quanto servito negli interventi in Siria e Gaza messi insieme. In un contesto simile, Buzzi si ritrova esattamente dove il mercato guarda per primo. Il titolo è tra i più sensibili secondo Goldman Sachs, perché un calo dei costi energetici e un rimbalzo degli investimenti industriali migliorerebbero margini e volumi. Da anni la domanda di materiali è frenata dall’incertezza geopolitica ed economica: basterebbe un allentamento delle tensioni per riattivare un ciclo di crescita che oggi molti sottovalutano.

Per gli investitori questo significa una cosa: Buzzi non è solo un titolo ciclico, ma una leva diretta sulla normalizzazione europea. Con utili 2026 attesi in forte crescita, potrebbe diventare una delle sorprese del nuovo ciclo industriale.

4) Enel

Negli ultimi due anni il settore energetico europeo è stato dominato da una sola parola: volatilità. E ogni scossone sui prezzi del gas si è riflesso sulle utility. Enel, però, rende al meglio quando il quadro è stabile e prevedibile. È proprio per questo che un cessate il fuoco avrebbe un impatto immediato, anche senza effetti spettacolari. Un rientro della pressione energetica, flussi più regolari e un mercato meno nervoso permetterebbero alla società di proseguire la sua strategia senza continue correzioni.

Il valore di Enel sta qui: una storia solida, fatta di investimenti costanti nella rete, di crescita nelle rinnovabili e di dividendi affidabili. In una fase in cui l’Europa cerca un equilibrio energetico più sostenibile, il titolo potrebbe tornare ad attrarre gli investitori che oggi preferiscono rimanere alla finestra. La pace, in questo caso, sarebbe il tassello che riporterebbe ordine in un settore che ne ha urgentemente bisogno.

5) Webuild

Webuild è una delle storie italiane che potrebbe cambiare dimensione se davvero partisse la ricostruzione ucraina. L’azienda è abituata a lavorare in contesti complessi, dove servono ingegneria avanzata, coordinamento e capacità di gestire opere gigantesche. Esattamente ciò che l’Europa dovrà mettere in campo se i cantieri post-bellici dovessero aprirsi davvero. Per questo il mercato la osserva con attenzione: il portafoglio ordini cresce, le competenze sono tra le più avanzate del continente e il settore infrastrutturale è uno dei primi a beneficiare della distensione.

In uno scenario di pace, Webuild smetterebbe di essere solo un titolo ciclico per diventare un interprete centrale del nuovo corso europeo. Una trasformazione che molti investitori stanno già iniziando a considerare, perché i cicli infrastrutturali non sono mai brevi e chi arriva preparato può beneficiarne per anni.

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