Così Google è diventata la società su cui puntare con il boom dell’AI

R. F.

1 Dicembre 2025 - 12:31

Grazie alle sue sinergie e ai suoi nuovi chip, Google ora aspira a diventare l’azienda n. 1 al mondo nel campo dell’AI per i prossimi 10 anni. E, a parer mio, ci riuscirà.

Così Google è diventata la società su cui puntare con il boom dell’AI

Ricordate quando ChatGPT si presentò al mondo nel 2022? La mia prima esperienza con questo algoritmo di AI fu a dir poco sorprendente, stentavo a credere di poter parlare con una macchina come se questa fosse una persona umana. E quando ChatGPT è stato lanciato nel 2022, anche Google è stata colta di sorpresa, senza dubbio.

Ma debbo dire che il recente debutto di Gemini 3 e del chip Ironwood AI questo mese sta facendo esaltare gli analisti e i gestori di fondi esperti riguardo al ritorno in grande stile di Alphabet come leader nel campo dell’intelligenza artificiale. Google ha dato il via ad un nuovo corso della sua storia industriale a novembre, svelando Ironwood, la settima generazione delle sue unità di elaborazione tensoriale (TPU) che l’azienda afferma permetterà ai clienti di “eseguire e scalare i modelli più grandi e più intensivi di dati esistenti”.

Ma non è finita qui. Il mese scorso Google ha lanciato Gemini 3, il suo più recente modello di intelligenza artificiale, dichiarando che richiede “meno prompting”, cioè una sintassi di colloquio con l’algoritmo meno articolata, ma fornisce risposte più intelligenti rispetto ai suoi predecessori. L’entusiasmo per Gemini 3 è stato ben evidenziato dal CEO di Salesforce (*), Marc Benioff, con un post su X di domenica scorsa, dove ha affermato che, nonostante avesse usato quotidianamente ChatGPT di OpenAI per tre anni, non sarebbe tornato indietro dopo sole due ore di primo utilizzo di Gemini 3.

Salesforce, lo ricordiamo, è una delle più grandi e importanti aziende di cloud computing al mondo, focalizzata sulla fornitura di soluzioni di CRM (Customer Relationship Management). In termini semplici, la sua missione principale è aiutare le aziende a connettersi meglio e a gestire la relazione con i propri clienti.

Il balzo è folle”, ha scritto Benioff, la cui azienda ha ovviamente partnership con Google, OpenAI e altri fornitori di modelli AI frontier. “Tutto è più nitido e veloce con Gemini 3. Sembra che il mondo sia appena cambiato”.

E se ci fate caso, la maggior parte dei titoli tecnologici era in ribasso all’inizio della settimana, tranne uno: Alphabet.
Le azioni della casa madre di Google sono balzate di oltre il 5% lunedì scorso, aggiungendosi al guadagno di oltre l’8% della precedente settimana. Anche la Berkshire Hathaway di Warren Buffett ha rivelato all’inizio di questo mese di possedere una partecipazione da 4,3 miliardi di dollari in Alphabet, valutata alla fine del terzo trimestre del 2025, cioè al 30 settembre 2025.

Indubbiamente quest’anno il mercato ha premiato l’azienda fondata da Larry Page e Sergey Brin nel lontano 1998. Le azioni di Alphabet sono in crescita di quasi il 70% quest’anno e hanno sovraperformato quelle di Meta di oltre 50 punti percentuali. La capitalizzazione di mercato di Alphabet è arrivata a superare anche quella di Microsoft. Al momento parliamo di 3.860 miliardi di dollari per Google e di 3.660 miliardi di dollari per Microsoft. Numeri da capogiro.

Tutto questo è accaduto nonostante Nvidia abbia riportato ricavi e guidance superiori alle attese nei suoi utili del terzo trimestre la scorsa settimana.

Sebbene Google sembri aver riguadagnato il vantaggio nei confronti di Chat GPT e di Claude di Anthropic, tuttavia, il suo primato sui rivali rimane estremamente sottile nel mercato AI, notoriamente spietato e competitivo.

Eppure in questa svolta recente diGoogle c’è qualcosa di molto interessante.

Con Gemini 3 e Ironwood, il CEO di Google, Sundar Pichai, sembra aver finalmente messo insieme i “pezzi” della politica industriale, razionalizzando l’offerta di AI dell’azienda. Google sta servendo una vasta gamma di clienti, dai consumatori alle aziende, spesso offrendo prodotti ad alto valore aggiunto in modo del tutto gratuito. Gemini 3 - la versione base, ovviamente - è infatti gratuita e offre risposte esaurienti e puntuali in modo veloce. E questo è qualcosa che l’azienda inizialmente aveva faticato a fare dopo l’arrivo di ChatGPT.

Certo, è inutile negare che l’azienda ha fatto una serie di passi falsi con i prodotti AI nei suoi tentativi iniziali di raggiungere OpenAI. Solo nel 2024, Google ha dovuto ritirare il suo prodotto di generazione di immagini, Imagen 2, per diversi mesi dopo che gli utenti avevano scoperto una serie di errori in fase di generazione del prodotto finale. E forse qualcuno si ricorderà che anche il lancio di AI Overview fu quasi fallimentare all’inizio, perché gli utenti spesso scoprivano che forniva consigli errati, cosa che l’azienda ha poi risolto con delle patch aggiuntive. Oggi, invece, quando un utente effettua una ricerca su Google, AI Overview genera una sintesi concisa e riassuntiva dell’argomento, posizionandola in evidenza in cima alla pagina dei risultati.

A mio modesto parere, di particolare rilievo è la rapidità con cui Google sta lavorando. Ha lanciato Gemini 3 a metà novembre 2025 poco dopo il rilascio in questa primavera di Gemini 2.5, che era già considerato un modello impressionante. Le funzionalità di generazione di immagini iper-realistiche di Nano Banana sono un altro punto a favore di Google. Dopo il lancio iniziale dello strumento di generazione di immagini, Gemini è balzato in cima nelle statistiche di download all’app store a settembre, detronizzando ChatGPT.

E dopo il lancio di Gemini 3, Google ha rilasciato Nano Banana Pro, il 20 novembre. Per la generazione di immagini di fatto Google approfitta di un particolare processo industriale che si chiama sinergia tra i prodotti. Di che sto parlando? Ma di YouTube, ovviamente. La proprietà di YouTube e di tutti i contenuti sulla piattaforma video conferisce a Google un vantaggio quando si tratta di attingere ad un catalogo immenso di video per addestrare modelli per la generazione di immagini e video.
La quantità di dati video e attuali che Google possiede è davvero un enorme vantaggio competitivo, se solo pensate che YouTube ha iniziato a cacricare video nella primavera del 2005, più di 20 anni fa. E allo stato attuale non vedo come OpenAI e Anthropic possano superarlo. Semplicemente perché non hanno il bacino di dati di cui può disporre Google attingendo a YouTube.

C’è un altro esempio di sinergia di cui gode Google. La società ha incorporato con successo i suoi modelli AI nei suoi prodotti enterprise, incrementando le vendite per la divisione cloud dell’azienda. Nei risultati degli utili del terzo trimestre del mese scorso, Google ha raggiunto il suo primo trimestre con profitti da 100 miliardi di dollari, potenziato dalla crescita del cloud. La divisione cloud dell’azienda, che ospita i suoi servizi AI, ha mostrato una solida crescita e un backlog (l’insieme arretrato di ordini già acquisito da smaltire nel futuro) di 155 miliardi di dollari dai clienti.

E non si tratta solo dei modelli AI. Google ora sta attirando l’attenzione anche con i suoi chip AI.
Google afferma che Ironwood è quasi 30 volte più efficiente dal punto di vista energetico rispetto al suo primo TPU del 2018. I chip a struttura ASIC di Google stanno emergendo come l’arma segreta dell’azienda nelle guerre dell’AI e l’hanno aiutata a siglare recenti accordi del valore di miliardi con clienti come Anthropic.

Dopo che un report ha affermato che anche Meta potrebbe stringere un accordo con Google per utilizzare le sue TPU per i data center della società di social media, il titolo di Nvidia è sceso del 3% martedì 25, spingendo Jensen Huang, il CEO del produttore di chip più famoso al mondo a pubblicare una risposta “tranquillizzante” sui social media. Con l’ascesa delle TPU di Google, Nvidia potrebbe non avere più la stessa quota di mercato dei chip AI.

La capacità dell’azienda di servire i clienti enterprise AI con le sue TPU e le offerte di Google Cloud, così come l’incorporazione automatica e gratuita di Gemini 3 in tutti i suoi prodotti consumer, sta guidando l’entusiasmo degli investitori a Wall Street.

La Competizione Serrata durerà per decenni.
Nonostante queste vittorie, Google è ancora in feroce competizione con altre aziende AI, hanno affermato molti esperti di cui ho visto le interviste in questi giorni su CNBC.
Ad esempio non bisogna dimenticare che c’è nuovo modello Opus 4.5 di Anthropic lanciato lunedì 24 novembre e che sta promettendo bene quanto a velocità di risposta e completezza delle argomentazioni.
All’inizio di questo mese di novembre, anche OpenAI ha annunciato due aggiornamenti al suo modello GPT-5 per renderlo “più ’caldo’ di default” e anche più “colloquiale", nonché “più efficiente e con risposte più facili da capire nell’uso quotidiano”, come ha affermato l’azienda guidata da Sam Altman.
Il vantaggio competitivo andrà probabilmente alle aziende disposte a spendere più denaro, dati i costi enormi della corsa allo sviluppo di algoritmi di AI sempre più sofisticati.
Ed infatti, se ci fate caso, nei loro rapporti sugli utili del mese scorso, Alphabet, Meta, Microsoft e Amazon hanno tutte aumentato le loro guidance per le spese in conto capitale. Quelle che in gergo si definiscono CAPEX. Se parliamo di dati intesi collettivamente, gli analisti e le imprese medesime si aspettano che tale cifra raggiunga oltre 380 miliardi di dollari quest’anno.
Queste aziende stanno spendendo un sacco di soldi presumendo che ci sarà un unico vincitore che si prenderà tutto il mercato, sia corporate che retail, entro i prossimi 10 anni e non tengono minimamente conto se siamo iin presenza di una bolla sulla IA oppure no. Ciascuna di loro (OpenAI, Google, Anthropic) ha un unico terrore. Quello di diventare secondo e di perdere il primo posto come numero di clienti.

Per Google, quindi, mantenere un vantaggio nell’AI non sarà privo di sfide.
I dirigenti dell’azienda hanno detto ai dipendenti all’inizio di questo mese che Google deve raddoppiare la sua capacità di serving (erogazione dei servizi a 360 gradi) ogni sei mesi per soddisfare la domanda di servizi AI ed eseguire i suoi modelli frontier di Large Language Model (LLM). Ma la competizione non sta nella produzione di LLM sempre più sofisticati e user friendly. È la competizione nell’infrastruttura AI ad essere la parte più critica e anche la più costosa della corsa all’AI.

E inoltre Nvidia, ad oggi, produce ancora i chip più potenti (e anche i più costosi) asserviti alla AI. Ricordiamoci che, sebbene le TPU interne di Google abbiano ottenuto maggiore attenzione come valide alternative ai chip Blackwell di Nvidia, Nvidia detiene ancora oltre il 90% del mercato dei chip AI. Nel suo post dello scorso martedì, Nvidia ha sottolineato che i suoi chip sono più flessibili e potenti dei chip a struttura ASIC, come l’Ironwood di Google, che sono tipicamente progettati per una singola funzione.

Google ha anche molto da recuperare con il suo prodotto di chat consumer, hanno detto gli esperti, citando le problematiche relative alle allucinazioni ancora esistenti e il numero inferiore di utenti rispetto a OpenAI.
Infatti, mentre l’app Gemini conta 650 milioni di utenti attivi mensili e AI Overviews conta 2 miliardi di utenti mensili (secondo la stessa Google), OpenAI, in confronto, ha dichiarato ad agosto che ChatGPT aveva raggiunto 700 milioni di utenti a settimana.

Comunque, ad ogni modo, Google si è riorganizzata e aspira a diventare l’azienda numero 1 nel campo dell’AI per i prossimi 10 anni. E, a parer mio, ci riuscirà.