Amazon ripensa la sua strategia nel settore alimentare per sfidare il predominio del suo più grande rivale: Walmart. Previsti nuovi magazzini, consegne più rapide e un uso inedito dei punti vendita.
Amazon vuole sconfiggere Walmart a tutti i costi. E punta a farlo usando la stessa strategia del competitor. Il colosso di Jeff Bezos sta ripensando in modo radicale la sua infrastruttura commerciale e logistica nel settore della spesa quotidiana per affrontare la storica catena statunitense di negozi.
Secondo quanto riportato da documenti aziendali interni, Amazon ha avviato una strategia che prende esplicitamente ispirazione dal modello Walmart: nuovi magazzini multifunzione, aggiunta di un livello nella catena distributiva e integrazione sempre più stretta dei punti vendita della controllata Whole Foods nella rete di consegna.
Alla base del cambio di rotta c’è una lezione che Amazon ha imparato sul campo. L’eccellenza nell’e-commerce, purtroppo, non garantisce automaticamente il predominio nel settore alimentare. La vendita di generi di prima necessità, soprattutto di prodotti freschi e deperibili, segue logiche diverse rispetto ai beni non alimentari. Si tratta di acquisti frequenti, legati alla prossimità e alla rapidità, ambiti in cui Walmart mantiene un vantaggio strutturale difficile da colmare.
Nonostante la maxi acquisizione di Whole Foods per 13,7 miliardi di dollari nel 2017, Amazon resta ancora distante dal leader della grande distribuzione nella spesa quotidiana. Da qui nasce la decisione di rivedere profondamente l’assetto retail, che si avvicina sempre più al modello Walmart.
Il peso della rete fisica di Walmart
Il vero punto di forza di Walmart è la sua presenza capillare sul territorio. Circa il 90% della popolazione statunitense vive a meno di 16 chilometri da uno dei suoi oltre 5.000 punti vendita, un vantaggio che consente al gruppo di gestire in modo efficiente la vendita di prodotti freschi e di largo consumo, sia in negozio sia online.
Secondo le stime della società di ricerca Numerator, Walmart controlla complessivamente circa il 21% del mercato dei generi alimentari negli Stati Uniti. Amazon e Whole Foods, considerate separatamente, si fermano intorno all’1,6% ciascuno.
Questo divario si riflette anche in Borsa: negli ultimi cinque anni il titolo Walmart è cresciuto di quasi il 150%, portando la capitalizzazione vicino ai 1.000 miliardi di dollari, mentre Amazon ha registrato un incremento più contenuto, pur restando più grande in termini assoluti.
I nuovi grandi magazzini di Amazon
Uno degli elementi centrali della nuova strategia è l’introduzione di grandi strutture logistiche dedicate alle consegne ultrarapide, denominate internamente “supercenter”. A differenza dei magazzini tradizionali per la consegna in giornata, questi impianti sono più estesi e progettati per offrire un assortimento comparabile a quello dei grandi ipermercati Walmart, soprattutto nel comparto alimentare.
Un primo esempio è il progetto di un megastore Amazon da circa 21.000 metri quadrati nell’area di Chicago, più grande di un tipico supercenter Walmart. L’obiettivo è consentire ai clienti di acquistare prodotti freschi, articoli per la casa e beni di consumo in un’unica soluzione.
I documenti interni indicano che Amazon punta a modificare in modo significativo le abitudini di acquisto dei consumatori con un ampliamento dell’offerta che includerà prodotti finora non disponibili online e livelli di disponibilità superiori al 95%. Al momento, tuttavia, le consegne alimentari superveloci rappresentano ancora una quota marginale del business: solo una piccola parte dei clienti idonei utilizza effettivamente il servizio.
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La corsa alla velocità e il nuovo livello distributivo 1DC
I nuovi supercenter rientrano in un piano più ampio di espansione delle consegne in giornata nel settore alimentare. Le previsioni interne parlano di almeno 34 siti dedicati negli Stati Uniti entro il 2025. Amazon gestisce già decine di strutture per la consegna rapida, anche se non tutte trattano prodotti alimentari.
Ma il progetto non si limita al mercato americano. Con l’iniziativa denominata “Project Taylor”, Amazon intende estendere il modello anche in Europa nel 2026 a partire da Londra, dove verranno sperimentate consegne alimentari ultra-rapide in meno di due ore.
Meno visibile per il consumatore, ma strategicamente decisivo, è l’introduzione di un nuovo livello nella rete logistica, identificato internamente come “1DC”. Si tratta di centri di distribuzione che immagazzinano i prodotti a più alta rotazione e riforniscono i magazzini operativi in base alla domanda effettiva.
Il caso Whole Foods
Il segnale più evidente del cambio di paradigma di Amazon riguarda Whole Foods, che da catena orientata prevalentemente a un posizionamento premium, ora sta invece assumendo un ruolo sempre più centrale nella rete logistica Amazon. In diversi punti vendita del brand sono stati installati micro-magazzini dedicati alla preparazione degli ordini online, trasformando di fatto i supermercati in hub locali per l’e-commerce.
Ad esempio, nell’area di Philadelphia, c’è un punto vendita rinnovato che ora gestisce direttamente ordini Amazon dal retro del negozio. I clienti possono acquistare in contemporanea prodotti esclusivi Whole Foods e articoli disponibili solo online, senza la necessità di rivolgersi ad altri rivenditori. Le stime interne indicano una capacità di circa 100.000 unità a settimana, con una quota di ordini online destinata a crescere in modo significativo entro il 2026.
Il nodo dei prodotti freschi
La riuscita dell’intera strategia dipende dalla sfida più complessa: la gestione dei prodotti deperibili. Amazon punta ad ampliare la propria capacità distributiva in questo segmento - passando da 2,6 miliardi di unità nel 2025 a 3,3 miliardi entro la fine del 2026 - grazie all’apertura di nuovi centri e all’adozione di standard operativi più stringenti.
I documenti aziendali sono chiari. La capacità di consegnare prodotti freschi di qualità elevata in tempi rapidi e in modo affidabile è essenziale per rendere sostenibile il business alimentare su larga scala. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: rendere i prodotti freschi accessibili al 100% dei clienti Prime nel minor tempo possibile. Ed è proprio questo il terreno di scontro decisivo per capire se Amazon riuscirà davvero a colmare il divario con Walmart.
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