Cosa va in prescrizione nel 2024

Ilena D’Errico

29 Dicembre 2023 - 19:21

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Ecco cosa va in prescrizione nel 2024: tutti i crediti (e i debiti che si estinguono) con le istruzioni utili per calcolare la decorrenza.

Cosa va in prescrizione nel 2024

L’imminente arrivo del nuovo anno è importante anche per la prescrizione, dato che con il passare del tempo molti diritti si prescriveranno nel 2024. L’attenzione ricade inevitabilmente sui diritti di credito, perché la prescrizione impedisce ai creditori di riscuotere i soldi attesi e libera le controparti dai debiti da pagare.

Dato che ci sono diversi tempi di prescrizione civile, ecco quali debiti si prescriveranno nel 2024 a seconda dell’anno in cui era atteso il loro pagamento (o dall’ultima richiesta di pagamento ricevuta o inviata).

Le regole sulla prescrizione

I termini di decorrenza della prescrizione e la sua durata cambiano a seconda del diritto in questione, ma è importante conoscere le regole generali sul suo funzionamento prima di addentrarsi in calcoli e tempistiche. Innanzitutto, la prescrizione si azzera e ricomincia a partire da ogni atto interruttivo (diffide, solleciti e richieste di pagamento notificati con raccomandata a/r o pec, atti giudiziari e ammissioni del debitore).

La prescrizione, di norma, estingue il debito. Dopo un certo periodo di tempo, il creditore non può più pretendere il pagamento del credito, anche se dimostra di averne diritto. Esiste però anche la prescrizione presuntiva, che non ha un effetto così drastico. Per la prescrizione presuntiva, i pagamenti si considerano saldati solo fino a prova contraria.

La prescrizione estintiva può essere di 10 anni (ordinaria) o di 5 anni (breve), i termini più brevi sono invece relativi a prescrizioni presuntive (fatta eccezione la prescrizione delle bollette di acqua, luce e gas).

Debiti del 2019 e debiti del 2018

Nel 2024 si prescrivono tutti i debiti risalenti al 2019 o al 2018 (a seconda delle regole di calcolo) che sono soggetti a prescrizione di 5 anni, ovvero:

  • Bollette del telefono;
  • omessa dichiarazione dei redditi;
  • canone di locazione;
  • multe stradali;
  • spese condominiali ordinarie;
  • spese di ristrutturazione;
  • indennità di fine lavoro, tra cui il Tfr;
  • interessi bancari;
  • risarcimenti danni derivanti da fatti illeciti;
  • annualità di rendite perpetue o vitalizie (debiti con le assicurazioni);
  • utili dei soci in azienda;
  • abbonamenti (come servizi di streaming, paytv);
  • titoli di Stato emessi al portatore;
  • alimenti e assegno di mantenimento;
  • tasse e imposte dovute agli enti locali (Imu, Tari, Icp, Tosap, Dpa, tassa di soggiorno, Ipt);
  • contributi dovuti all’Inps e all’Inail;
  • cartelle esattoriali relative ai tributi che si prescrivono in 5 anni;
  • interessi sulle imposte con prescrizione quinquennale;
  • alcuni crediti derivanti dal rapporto di lavoro (stipendi, differenze retributive, tredicesima, quattordicesima, indennità sostituiva di preavviso).

Come regola generale, si prescrivono in 5 anni i pagamenti dovuti in modo periodico (su base annuale o inferiore) o derivanti da illeciti. Nel 2024, dunque, si prescriveranno tutti i crediti citati, con l’estinzione dei relativi debiti. Nel calcolo della decorrenza, si precisa che:

  • Per i crediti di lavoro la decorrenza inizia alla cessazione del rapporto di lavoro;
  • per i pagamenti periodici o dilazionati la prescrizione si calcola in modo indipendente per ogni rata o pagamento;
  • per i tributi, le imposte e le sanzioni amministrative i termini partono il 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui era atteso il pagamento.

Dunque, soltanto per le imposte, i contributi e le sanzioni si ha la certezza che andranno in prescrizione il 1° gennaio 2024 tutte quelli dovuti nell’anno 2018. Per gli altri debiti, la decorrenza comincia nel giorno in cui era attesto il pagamento, da cui calcolare 5 anni. Di conseguenza tutti i crediti con prescrizione quinquennale risalenti al 2019 si prescrivono nel 2024.

Debiti del 2014

Nel 2024 si prescrivono tutti i debiti risalenti al 2014 derivanti da contratti e fatture, ma in generale tutti i crediti che non fanno parte delle eccezioni di prescrizione breve. Citiamo i principali:

  • Fatture insolute;
  • finanziamenti, prestiti e mutui;
  • tasse e imposte (Irpef, Iva, Ires, Irap, imposta di bollo e così via, comprese le eventuali addizionali);
  • ticket sanitari;
  • sentenze di condanna al pagamento e decreti ingiuntivi;
  • spese condominiali straordinarie.

Per le cartelle esattoriali, è importante presentare ricorso e opporre la prescrizione in caso di richiesta di pagamento successiva alla prescrizione.

Debiti del 2023

Nel 2024 si prescrivono anche i debiti del 2023 relativi a crediti con prescrizione di 6 mesi (hotel, B&B, alberghi e così via) o di 1 anno:

  • Compenso degli insegnanti per le lezioni impartite a giorni, mesi od ore;
  • compenso dei prestatori di lavoro per periodi inferiori al mese;
  • pensione e istruzione a convitti e case di educazione;
  • compenso degli ufficiali giudiziari;
  • prezzo dei medicinali;
  • pagamento dei commercianti per beni acquistati al dettaglio senza fini commerciali:

Debiti del 2021

Nel 2024 si prescrivono i debiti del 2021 con prescrizione triennale, ovvero:

  • Pagamenti delle prestazioni di lavoro per periodi superiori a 1 mese;
  • compenso delle opere e rimborso delle spese ai professionisti;
  • compenso dei notai;
  • compenso degli insegnanti per lezioni impartite per tempo superiore al mese.

Anche il bollo auto si prescrive in 3 anni, ma iniziano a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui era atteso il pagamento. Di conseguenza, il 1° gennaio 2024 si prescrive il bollo auto che doveva essere pagato nel 2020.

Debiti del 2022

Nel 2024 si prescrivono le bollette di luce, acqua e gas emesse nel 2022 e gli eventuali conguagli. La prescrizione decorre dall’ultimo giorno in cui era possibile pagare e non dal primo utile. Anche le spese condominiali dovute dall’inquilino insieme al canone d’affitto nel 2022 si prescrivono nel 2024.

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