Cosa sta succedendo a Trieste: lo sciopero prolungato, le proteste dei portuali e lo sgombero

Stefano Rizzuti

18 Ottobre 2021 - 12:31

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Con lo sgombero del Varco 4 del porto di Trieste non terminano lo sciopero dei portuali e le manifestazioni dei no green pass. Cosa sta succedendo in queste ore?

Cosa sta succedendo a Trieste: lo sciopero prolungato, le proteste dei portuali e lo sgombero

Mattinata con momenti di tensione e scontri al porto di Trieste dove i manifestanti sono stati sgomberati. Non sono mancate le cariche della polizia oltre all’uso di idranti, lacrimogeni e a qualche manganellata per convincere i portuali e i manifestanti no green pass a lasciare l’area e continuare la protesta in un parcheggio per evitare di bloccare l’attività del porto.

Lo sgombero della polizia è andato a buon fine nonostante momenti di tensione e qualche scontro. Gli agenti hanno fatto ricorso soprattutto agli idranti e alle cariche per contrastare quella che i manifestanti definiscono resistenza passiva. Alcune delle persone che si trovano al Varco 4 per protestare contro l’obbligo di green pass sono state identificate.

Il presidio al Varco 4 smantellato

Da venerdì 15 ottobre, giorno di entrata in vigore del green pass obbligatorio per accedere ai luoghi di lavoro, va avanti la protesta al Varco 4 del porto di Trieste. Al porto i manifestanti sono arrivati a essere più di 2mila. Al Varco 4 è stato organizzato in questi giorni il presidio con tanto di conferenze stampa che si sono svolte proprio in questo luogo.

Nella mattinata di lunedì 18 ottobre alcuni lavoratori e manifestanti hanno liberato quest’area smantellando la postazione del presidio e ripulendo tutto dopo i tre giorni di permanenza.

Porto di Trieste, sgomberati i manifestanti

Per sgomberare i manifestanti no green pass al porto di Trieste sono intervenuti i poliziotti in tenuta antisommossa. I funzionari di polizia hanno chiesto a chi era in presidio di disperdersi pacificamente per evitare scontri.

Gli agenti hanno creato una barriera tra gli uomini e i mezzi avanzando così lentamente e spingendo via i manifestanti no green pass. Tra polizia e manifestanti è stato creato un cordone da parte dei lavoratori per evitare scontri. Un portuale è caduto a terra dopo un malore ed è stato soccorso e portato in ospedale.

L’opera di avanzamento della polizia è continuata progressivamente inducendo i manifestanti ad arretrare. I portuali hanno provato a creare un blocco sedendosi a terra ma restando poi isolati dal resto dei manifestanti. La polizia ha deciso di ricorrere a idranti e piccole cariche per guadagnare terreno.

L’obiettivo - raggiunto anche con il lancio di lacrimogeni - era quello di spingere i manifestanti nell’area di parcheggio dei camion per permettere di far proseguire la protesta ma consentendo una piena ripresa dell’attività del porto. Una volta riuscita questa operazione i manifestanti hanno dato vita a un corteo che si muove verso il centro della città.

Puzzer annuncia: lo sciopero prosegue

Al centro dell’attenzione c’è ancora Stefano Puzzer anche dopo le sue dimissioni da portavoce del Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste. Seduto a terra insieme ad altri occupanti ha detto, quasi in lacrime, di essere “triste”. Poi ha dato il via al corteo fino al centro di Trieste e ha inoltre confermato che lo sciopero verrà prolungato fino al 21 ottobre.

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