Cosa succede se non pago la mensa scolastica?

Se un genitore non paga la mensa, è giusto interrompere il servizio? Per alcuni Sindaci sì, ma Save The Children non è d’accordo.

Cosa succede se non pago la mensa scolastica?

Quali conseguenze per i genitori che non pagano la mensa scolastica? E per gli alunni?

La mensa scolastica è quel servizio con cui i Comuni - in accordo con gestori privati esterni all’istituto scolastico - forniscono il pranzo agli alunni delle scuole primarie e dell’infanzia nei giorni di tempo pieno.

Recentemente la IX Commissione del Senato (Agricoltura e produzione agroalimentare) ha recepito un emendamento alla legge 2037/2017 - ancora in esame a Palazzo Madama - dove la mensa scolastica viene descritta come quel “servizio di ristorazione scolastica parte integrante delle attività formative ed educative erogate dalle istituzioni scolastiche”.

Il momento dedicato alla mensa quindi non è basato sul solo nutrimento dell’alunno, poiché è anche un’attività di formazione caratterizzata da importanti elementi educativi. Questo per ribadire l’importanza della mensa scolastica all’interno delle attività giornaliere del bambino.

Il servizio mensa però non viene garantito gratuitamente: i genitori devono infatti pagare un costo, commisurato al proprio ISEE.

L’importo della mensa scolastica varia a seconda del Comune di appartenenza, così come le agevolazioni legate all’ISEE. Il problema su cui ancora oggi si dibatte riguarda le conseguenze per il mancato pagamento della mensa scolastica.

Cosa succede in questo caso? Non si dà il pranzo al minore estromettendolo da un’attività formativa - e di nutrimento - di vitale importanza? Sul tema c’è un confronto aperto tra Save The Children, l’organizzazione internazionale indipendente per la salvaguardia dei diritti dei bambini, e i Comuni.

In molte zone d’Italia, infatti, i Sindaci hanno deciso di interrompere il servizio mensa per tutti i figli dei genitori inadempienti. Una decisione che non è piaciuta all’associazione secondo la quale l’inadempienza dei genitori non può ricadere sui figli.

Niente mensa per chi non paga

Per garantire il servizio mensa nelle scuole i Comuni devono sostenere degli ingenti costi per la fornitura dei pasti. Alle aziende scelte - tramite appalto pubblico - per fornire il servizio viene pagato infatti un importo fisso per bambino, indipendentemente dalle agevolazioni che poi l’amministrazione comunale concede in base all’ISEE.

Ecco perché l’amministrazione è del tutto legittimata a rivalersi nei confronti degli inadempienti. Il problema è che in molte città i primi a pagare sono gli alunni: niente pasto caldo per chi non paga, che solitamente viene spostato in un’altra classe per mangiare il panino portato da casa.

Una vera e propria discriminazione secondo Save The Children, così come per molte maestre che si sono opposte alla decisione di Sindaci e Dirigenti Scolastici.

Per non parlare poi della violazione dei principi stabiliti dall’Organizzazione mondiale della Sanità - pronunciati dall’Onu nel 1989 - in merito ai diritti elementari dell’infanzia, ossia il diritto dei bambini di avere “un’alimentazione sana e adeguata al raggiungimento del massimo della salute”.

I Comuni che hanno preso questa drastica decisione si sono giustificati dicendo che i genitori che non pagano la mensa scolastica non sono in difficoltà economica - visto che altrimenti potrebbero rivolgersi ai servizi sociali - ma sono solamente dei “furbetti”. Ma qualora fosse vero, è giusto che le colpe dei genitori ricadono sui figli?

La mensa va garantita anche ai figli di inadempienti

Secondo Save The Children ogni bambino ha diritto alla mensa.

Anche l’organizzazione internazionale infatti è d’accordo con l’interpretazione recentemente data dalla IX Commissione del Senato, definendo la mensa come uno strumento di “educazione alimentare” e di “promozione di sani stili di vita”, un’occasione di “inclusione sociale e di equo accesso ad una corretta alimentazione”.

Per questo motivo la decisione di interrompere il servizio mensa per i figli di inadempienti costituisce una violazione dei diritti principali del bambino; il problema è che ad oggi non ci sono riferimenti normativi che confermano questa presa di posizione, quindi per i genitori è molto difficile rifarsi contro la decisione del Comune di appartenenza.

Cosa succede se non pago la mensa scolastica?

A questo punto abbiamo a disposizione abbastanza elementi per rispondere alla domanda di apertura.

Quando non si paga la mensa scolastica c’è il rischio che il Comune - ente committente - decida di interrompere l’erogazione del servizio.

Una decisione discutibile, alla quale però è molto difficile appellarsi. In tal caso è possibile che la scuola vi chieda di prelevare vostro figlio durante gli orari del pranzo per provvedere al suo nutrimento, oppure di mandare un pasto freddo da casa che gli verrà fatto consumare in un’aula differente da quella in cui viene erogato il servizio mensa.

Ci sono Comuni dove invece non ci sono conseguenze per gli alunni, ai quali vengono forniti regolarmente i pasti.

A pagarne le conseguenze però sono i genitori, per i quali potrebbe essere avviato un procedimento di esecuzione forzata, con il quale il creditore (il Comune) chiede il soddisfacimento in maniera coatta del credito che vanta nei confronti del debitore (i genitori).

C’è il rischio quindi che l’amministrazione - una volta verificato che la famiglia non si trova in condizioni di bisogno e difficoltà - trasmetta le pratiche che dimostrano il mancato pagamento degli oneri previsti per la mensa scolastica all’ente di Riscossione dell’Agenzia delle Entrate.

Quindi se dopo le diverse diffide e notifiche inviate dall’amministrazione comunale continuate a non pagare la retta della mensa, alla quale nel frattempo può essere applicata una sanzione per il mancato pagamento più gli interessi legali, per voi c’è il rischio concreto di un avvio di procedimento di riscossione coattiva, con il quale è previsto persino il pignoramento dei beni.

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