L’UE ha deciso di abbandonare il divieto di circolazione per auto diesel e benzina entro il 2035. Ecco cosa cambia per gli automobilisti italiani
Pochi giorni fa l’Unione Europea ha completamente cambiato le sue politiche relative al settore automobilistico. È decaduto il divieto alla circolazione di auto diesel e benzina previsto per il 2035 ed è stato sostituito da un più blando obiettivo di riduzione delle emissioni del 90%.
I vertici UE hanno riconosciuto le difficoltà industriali ed economiche che avrebbe portato l’eliminazione totale dei motori termici e hanno creato un nuovo quadro normativo estremamente complesso per la transizione ecologica.
Proviamo a capire cosa prevede il nuovo approccio e cosa cambierà per gli automobilisti italiani.
I nuovi regolamenti sulle emissioni
Il regolamento Euro 7 entrerà in vigore a fine 2026 e manterrà gli stessi limiti di emissione dell’Euro 6 per furgoni e auto.
Le novità principali riguardano l’aumento degli inquinanti, categoria in cui vengono inseriti il particolato derivante dall’usura dei freni e le microplastiche generate dall’abrasione dei pneumatici, e i nuovi standard imposti per le auto a batteria.
Le ibride e le elettriche dovranno mantenere l’efficienza della batteria all’80% dopo cinque anni o 100.000 chilometri percorsi e il monitoraggio di conformità delle emissioni sarà esteso a dieci anni o 200.000 chilometri.
I passaggi per ridurre le emissioni del 90%
Le auto con il motore termico potranno quindi continuare a circolare, ma l’obiettivo di riduzione delle emissioni del 90% rappresenta una sfida enorme per le case automobilistiche europee.
Il regolamento modificato costringerà comunque la maggior parte degli utenti a comprare un auto elettrica o un ibrido ad alta efficienza. Secondo i calcoli degli esperti sulle emissioni, neanche una flotta europea con la maggior parte dei veicoli full hybrid riuscirà a raggiungere l’obiettivo prefissato.
Per rispettare il -90% si stima che il parco macchine debba essere composto per il 50-60% dai veicoli elettrici a 0 emissioni e per il resto da ibride.
I carburanti verdi sono davvero efficaci?
La decisione di alleggerire le maglie del regolamento è in buona parte dovuta alla scommessa legata all’utilizzo dei “carburanti verdi” a 0 emissioni di carbonio.
Purtroppo, però, si tratta proprio di una scommessa. Gli “e-fuel” sono molto meno efficienti dell’elettrificazione diretta e la loro combustione produce comunque ossido di azoto e altre sostanze inquinanti.
Il tutto senza considerare che, al momento, i prezzi alla pompa stimati parlano di cifre comprese tra i 3 e i 5 euro al litro.
Cosa cambia per gli automobilisti italiani
Il cambiamento di politica europea avrà due effetti diretti sulla vita degli automobilisti italiani. Quello positivo è che il valore delle auto a benzina e diesel rimarrà stabile ancora per molti anni.
Quello negativo è che l’aumento dei controlli sulle emissioni e la possibile crescita delle tasse per chi ha un veicolo altamente inquinante, costringeranno la maggior parte di noi a pensare a un’ibrida o direttamente a un’elettrica.
Il parco auto italiano del prossimo decennio molto probabilmente sarà composto per la maggior parte da veicoli elettrici con l’unica eccezione rappresentata da ibridi ad alta tecnologia o motori compatibili con l’e-fuel per il mercato di nicchia.
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