Cosa rischia chi non rispetta la quarantena

Ecco le conseguenze penali e civili per chi viola la quarantena ed esce di casa: multe salate, reclusione in carcere e menzione nel casellario giudiziale.

Cosa rischia chi non rispetta la quarantena

Per chi non rispetta la quarantena imposta dalle autorità sanitarie scattano delle sanzioni molto severe: l’arresto fino a 18 mesi a cui si aggiunge la multa fino a 5.000 euro al massimo. Una sanzione stabilita dal decreto Io resto a casa e commisurata alla gravità del fatto, dato che chi esce di casa violando l’isolamento mette in pericolo gli altri cittadini.

Inoltre, se le Autorità competenti ritengono che il fatto costituisca un delitto colposo contro la salute pubblica, le sanzioni e le responsabilità per chi viola la quarantena aumentano: si applica l’articolo 452 del Codice penale che prevede la reclusione in carcere da 3 a 12 anni.

Chi non rispetta la quarantena non commette semplicemente un illecito amministrativo (come non indossare la mascherina) ma un vero e proprio reato che “macchia” la fedina penale del trasgressore. Perché rischiare così tanto e mettere in pericolo gli altri?

Conseguenze penali per chi non rispetta la quarantena

Chi è positivo al coronavirus, ha avuto contatti diretti con persone positive nelle ultime due settimane o è appena tornato da un Paese a rischio (qui l’elenco aggiornato) deve stare in quarantena in isolamento a casa per 14 giorni o altro periodo indicato dalle autorità sanitarie.

Il mancato rispetto della quarantena comporta l’arresto da 3 a 18 mesi e il pagamento di un’ammenda compresa tra 500 e 5.000 euro, come previsto dal decreto legge n. 19 del 25 marzo 2020 convertito nella legge 22 maggio 2020, n. 35.

A queste sanzioni se ne aggiungono delle altre se durante i controlli delle Forze dell’ordine la persona in quarantena rilascia dichiarazioni mendaci e mente circa la propria identità: reclusione da 1 a 6 anni per reato di Falso (come è stato sancito dal DPCM 8 marzo 2020 riguardo l’autocertificazione).

Le conseguenze penali si aggravano se la persona che non rispetta la quarantena contagia volontariamente altre persone dato che viene in essere il reato di Lesione personale (articolo 582 del Codice penale), punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni; se le lesioni sono “gravi” la pena passa da 3 a 7 anni mentre se sono “gravissime” la reclusione in carcere passa da minimo 6 anni a massimo 12.

La conseguenza più grave si ha nel caso in cui la persona volontariamente contagiata muore a causa della Covid-19 dato che verrebbe a configurarsi l’ipotesi di Omicidio doloso (articolo 575 del Codice penale) punito con la reclusione non inferiore a 21 anni. Invece se l’omicidio è colposo - quindi non intenzionale e non voluto dal colpevole - la pena è il carcere da 6 mesi a 5 anni.

Violare la quarantena “macchia” la fedina penale

Come abbiamo visto, chi non rispetta la quarantena commette un vero e proprio reato (e non un illecito amministrativo) dal quale derivano conseguenze penali, tra cui l’iscrizione nel casellario giudiziale (che può essere richiesto dal datore di lavoro o per partecipare ai concorsi pubblici). Questo perché i reati contro la salute pubblica (artt. 452, 438, 439 Cod.pen.) rientrano tra le ipotesi di iscrizione nel casellario giudiziale previste dall’articolo 686 de Codice di procedura penale.

La condanna per violazione della quarantena sarà visibile da parte delle Autorità pubbliche, tranne che nei casi in cui è ammessa l’oblazione o il beneficio della non menzione.

Al contrario le multe per chi non indossa la mascherina, viola il divieto di assembramenti e non rispetta il distanziamento sociale sono illeciti amministrativi e quindi non vanno mai a compromettere la fedina penale del trasgressore.

Cosa rischia chi non rispetta le misure di prevenzione e protezione

Le misure di prevenzione imposte dal Governo e dai protocolli nazionali sono l’obbligo di indossare la mascherina dove non è possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro e il divieto di assembramenti all’aperto, nei luoghi pubblici e aperti al pubblico e anche negli ambienti privati. Chi infrange queste regole rischia una multa da minimo 400 euro fino al massimo di 3.000 euro. La normativa nazionale consente alle singole Regioni di prevedere sanzioni amministrative più severe mentre non è possibile “ammorbidire” o eliminare i divieti sanciti dai protocolli nazionali.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories
SONDAGGIO

1050 voti

VOTA ORA