Cosa prevede il Ddl del Pd sul diritto a restare in Italia

Laura Pellegrini

6 Giugno 2026 - 14:47

Una proposta di legge per spingere i giovani a rimanere in Italia: 200€ in più al mese per gli under 35, aiuti su mutui e affitti, trasporti gratuiti e altri incentivi.

Cosa prevede il Ddl del Pd sul diritto a restare in Italia

Sempre più giovani scelgono di lasciare l’Italia per trasferirsi all’estero, dove sperano di poter trovare condizioni di lavoro migliori e stipendi più elevati rispetto alla nostra penisola. Per invertire la rotta e far tornare i giovani in Italia, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein insieme al deputato Marco Sarracino hanno proposto l’introduzione del cosiddetto Diritto a restare.

La proposta prevede una serie di misure a sostegno dei giovani imprenditori, studenti e lavoratori che hanno intenzione di fare ritorno o di restare in Italia. Sono infatti 192mila i giovani tra i 25 e 34 anni che sono partiti per andare all’estero, secondo i dati di Fondazione Ismu, e se guardiamo un po’ più lungo dal 2011 al 2024 sono 630mila i giovani nella fascia 18-34 che hanno lasciato il nostro Paese. Questo esodo di capitale umano si è tradotto in una perdita di 160 miliardi di euro per il Paese.

Ma cosa prevede il Diritto a restare? Dagli aumenti sullo stipendio (200€ al mese in più per 3 anni) ai mezzi pubblici gratuiti, dagli aiuti per mutui e affitti al sostegno per le imprese giovanili: ecco cosa prevede la proposta per il rientro dei giovani in Italia.

Cosa prevede il Diritto a restare, la proposta del PD per i giovani

“Questo non è ancora un Paese per giovani e il nostro sforzo è fare in modo che lo diventi”: questo è l’obiettivo della nuova proposta del Partito Democratico che si rivolge ai giovani, studenti e lavoratori, con meno di 35 anni.

Il Diritto a restare è un pacchetto che vale alcuni miliardi di euro (le cui risorse dovrebbero arrivare da Fondo Fispe ed extraprofitti) e comprende una serie di agevolazioni e sostegni per i giovani:

  • un aumento di 200€ al mese per gli stipendi degli under 35 per tre anni “in modo da aumentare anche il loro potere di acquisto”;
  • agevolazioni per l’acquisto della prima casa e aiuti sugli affitti;
  • un fondo di sostegno alle imprese giovanili e innovative, specialmente nelle aree interne e nei piccoli comuni;
  • incentivi per il lavoro agile nelle aree interne e interventi per studenti e università;
  • mezzi pubblici gratuiti per studenti e lavoratori;
  • borse di studio per chi intende fare ricerca negli atenei del Mezzogiorno.

La proposta prevede anche il lancio di un nuovo portale, chiamato “Scelgo l’Italia”, per offrire informazioni e supporto a chi vuole rientrare nel nostro Paese.

Aumento di 200€ in busta paga per giovani under 35

La misura principale promossa dal Partito Democratico è proprio un aumento delle retribuzioni per i giovani con meno di 35 anni. L’idea è quella di erogare 200€ in più agli under 35 per un periodo di tre anni in modo da aumentare le loro disponibilità economiche e il loro potere d’acquisto in un periodo in cui i salari sono fermi e i prezzi continuano ad aumentare.

Secondo le prime informazioni, l’aumento in busta paga sarebbe riservato ai giovani che possiedono un reddito annuale inferiore a 45.000€.

Gli altri aiuti per i giovani

Sono poi allo studio ulteriori misure di sostegno per i giovani lavoratori e studenti: il PD ha proposto un rafforzamento dell’accesso al credito per l’acquisto della prima casa e il rinnovo delle detrazioni per i giovani che vivono in affitto. C’è spazio anche per i giovani studenti fuori sede, per i quali è previsto un contributo fino a 250€ all’anno destinato alle spese di rientro nel Comune di residenza.

E ancora: un voucher da 250€ da utilizzare per l’abbonamento ai trasporti pubblici per studenti e lavoratori, in particolare per chi appartiene a famiglie che soffrono di difficoltà economiche.

Proposti anche nuovi fondi per sostenere imprese giovanili innovative e startup, oltre a un credito d’imposta per le aziende che favoriscono il lavoro agile. Infine, è previsto un piano straordinario di assunzioni nelle amministrazioni locali delle aree interne, con l’obiettivo di migliorare i servizi e creare nuove opportunità lavorative.