Cosa muove i mercati oggi? La settimana del vertice Trump-Xi comincia con ottimismo in Europa e petrolio in calo

Ufficio Studi Money.it

Commenta

Lo spread BTP-Bund apre in calo a 89 punti e le Borse asiatiche salgono dopo un negoziato di otto ore tra Scott Bessent e il vice premier cinese He Lifeng: a Washington si prepara il vertice di giovedì tra Trump e Xi Jinping.

Cosa muove i mercati oggi? La settimana del vertice Trump-Xi comincia con ottimismo in Europa e petrolio in calo

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

Lunedì 21 settembre prosegue all’insegna dell’ottimismo, con le Borse asiatiche in rialzo, quelle europee in progresso di oltre un punto percentuale e un petrolio in ripiegamento, mentre Washington e Pechino si avvicinano al vertice più atteso della settimana: giovedì 24 settembre il presidente cinese Xi Jinping sarà ricevuto alla Casa Bianca da Donald Trump, primo incontro di questo tipo dai tempi della visita di Trump a Pechino a maggio.

Asia in rialzo, Tokyo chiusa per festività

Le principali piazze asiatiche hanno chiuso la seduta in territorio positivo: Seul +1,65%, Shenzhen +0,77%, Shanghai +0,71%, Hong Kong +0,67%, Mumbai +0,68%. Tokyo è rimasta chiusa, con il mercato dei derivati fermo fino al 23 settembre per le festività locali.

Europa, rialzi diffusi a metà seduta

Il clima positivo si è trasmesso ai mercati europei. Alle 13:25, il Dax di Francoforte guadagna l’1,21% a 25.601,44 punti, il Cac 40 di Parigi lo 0,99% a 8.144,88 e l’Ibex 35 di Madrid l’1,14% a 19.736,99. L’indice Euro Stoxx 50, che raccoglie le principali società dell’area euro, sale dell’1,35% a 6.320,15 punti.

Fuori dall’area euro, il Ftse 100 di Londra avanza dell’1,04% a 10.769,97 punti e lo Smi di Zurigo dell’1,24% a 13.957. A Piazza Affari a sostenere il listino sono soprattutto le banche, nel giorno del debutto di Technoprobe nel Ftse Mib.

Sul mercato valutario l’euro è stabile a 1,1485 dollari, mentre l’oro perde lo 0,77% a 4.390,87 dollari l’oncia, segnale coerente con la minore domanda di beni rifugio in una giornata di propensione al rischio.

Il negoziato-lampo di New York prepara il vertice

Il clima positivo arriva da un negoziato durato otto ore nel weekend, nella sede di JPMorgan Chase a New York, tra il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, il rappresentante commerciale Jamieson Greer, il vice premier cinese He Lifeng e il funzionario Li Chenggang. Bessent ha commentato: «Abbiamo appena concluso un incontro di grande successo con i cinesi». Sul tavolo un nuovo «Dialogo USA-Cina sull’AI» con un meccanismo di notifica reciproca su incidenti e minacce, le forniture di terre rare e minerali critici e la verifica degli impegni cinesi sugli acquisti agricoli.

Pochi giorni prima Bessent aveva aperto proprio su questo fronte:

«Gli Stati Uniti restano leader nell’IA. E siamo aperti a discussioni per evitare rischi condivisi ed evitare la biforcazione dei nostri due sistemi».

L’agenda del vertice di giovedì

A Washington si discuterà di una tregua tariffaria in scadenza il 10 novembre, di possibili riduzioni reciproche dei dazi, di acquisti agricoli cinesi e di una possibile maxi-commessa Boeing; resta aperto il nodo Taiwan, con Pechino che chiede una presa di posizione pubblica di Washington contro l’indipendenza dell’isola, e il tema del conflitto in Iran, di cui la Cina è il principale acquirente di petrolio. Trump aveva confermato la data: «Il presidente Xi arriva il 24 settembre».

Martedì Trump incontra a margine dell’Assemblea generale dell’Onu i leader dei Paesi del Golfo, con la guerra in Iran tra i temi principali, nello stesso solco in cui si è mossa la diplomazia economica di Bessent, già protagonista in agosto dell’intervento congiunto USA-Giappone sullo yen.

Cosa aspettarsi ora?

Il clima disteso, unito a un aumento delle esportazioni saudite, pesa sul petrolio: in mattinata il WTI è sceso a 98,45 dollari (-1,84%) e il Brent a 102,09 dollari (-1,71%). Lo spread BTP-Bund ha aperto in calo a 89 punti dai 91 di venerdì, con il BTP decennale al 4,36% dal 4,43%.

Un esito positivo del vertice ridurrebbe un rischio di coda che pesa da mesi sui mercati globali e tocca anche Piazza Affari; un petrolio più basso allenterebbe la pressione sull’inflazione importata, alla vigilia dei PMI flash di mercoledì e della revisione del rating italiano attesa in settimana.

Attenzione, però, ai rischi: il resoconto del negoziato di New York è affidato finora solo alla parte statunitense e i precedenti vertici Trump-Xi, per l’ISPI, sono stati caratterizzati da «tante crepe, poche aspettative». Il nodo Taiwan (un pacchetto di armi Usa a Taipei da 14 miliardi resta bloccato) e la guerra in Iran restano fattori che potrebbero invertire oggi la direzione dei mercati.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.

Articolo revisionato da Flavia Provenzani il

Commenti

0

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

Nessun commento: scrivi tu il primo.

Cerca la tua Azienda su