DAX e tassi BCE: 41 decisioni analizzate dal 1999. I rialzi hanno battuto i tagli nel breve. A 12 mesi il quadro si ribalta completamente.
Ogni volta che la Banca centrale europea modifica i tassi, il mercato cerca una risposta immediata a una domanda apparentemente semplice: il DAX salirà oppure scenderà? L’istinto porta a immaginare una relazione meccanica. Un rialzo dovrebbe frenare le azioni, un taglio dovrebbe sostenerle. La storia, tuttavia, è molto meno lineare.
Le quotazioni non reagiscono soltanto al nuovo livello del costo del denaro. Pesano le aspettative costruite nelle settimane precedenti, le ragioni che hanno spinto Francoforte ad agire, lo stato dell’economia e la fase degli utili societari. La stessa decisione può quindi essere interpretata come un segnale di forza oppure come l’ammissione che qualcosa sta peggiorando.
Per capire quale delle due letture abbia prevalso nel tempo non basta osservare il giorno della riunione. Occorre seguire il mercato per settimane e mesi, separare rialzi e tagli, misurare i drawdown e confrontare i grandi cicli monetari. Solo così il rapporto tra BCE e Borsa tedesca smette di essere uno slogan e diventa un fenomeno misurabile. [...]
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