Azioni: cosa aspettarsi dal comparto bancario dopo il rialzo dei tassi Fed?

Tommaso Scarpellini

23 Marzo 2023 - 17:45

Dopo il disocrdo di Powell riguardo la decisione del FOMC di aumentare il livello dei tassi d’interesse di 25 punti base, la paura si sposta nuovamente sul comparto bancario. Cosa aspettarsi adesso?

Azioni: cosa aspettarsi dal comparto bancario dopo il rialzo dei tassi Fed?

Prima della decisione del Fomc arrivata nella giornata di mercoledì, il mercato scontava un tasso obiettivo di fine anno al 4,36% che successivamente è sceso al 4,26%. Quasi la totalità degli operatori del mercato si aspettava un aumento dei Fed fund di 25 punti base eppure le borse hanno accolto con sorpresa la decisione. D’altra parte, rappresenta il nono rialzo dei tassi consecutivo e con questo aumento i tassi d’interesse raggiungono il livello più alto dal 2007, un record da non sottovalutare.

Cosa spaventa le borse occidentali?

A quanto pare il picco dei tassi di fine anno resta invariato al 5,1% e non sembra essere previsto alcun tipo di riduzione. Piuttosto si parla di un’ipotetica interruzione dei rialzi già nell’anno in corso. Di fronte a una politica monetaria inalterata rispetto alle previsioni passate, a preoccupare gli esperti restano solo le conseguenze annesse a un peggioramento dei fondamentali delle realtà del sistema bancario globale.

Difatti, nonostante Powell abbia rassicurato riguardo la solidità e la resilienza del sistema statunitense, per molti istituti bancari i rischi potrebbero non essersi ancora azzerati. La Fed non nasconde l’esistenza di un problema, dichiarando che i recenti sviluppi potrebbero portare a condizioni creditizie più dure. Sottolinea inoltre il fatto che la banca centrale sarà pronta a utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per mantenere al sicuro il sistema bancario. Allo stesso modo, resta ancora di primaria importanza il raggiungimento del 2% d’inflazione e per tale ragione i tassi d’interesse continuano ad aumentare.

Cosa aspettarsi dal comparto bancario in borsa?

Il mercato azionario ad oggi non dà credito al sostengo della banca centrale e reagisce chiudendo la sessione borsistica del 22 marzo in rosso. L’apertura in Europa del giorno successivo sembra voler confermare la negatività dimostrata dalle borse statunitensi e i titoli bancari continuano a muoversi in territori negativi. In molti iniziano a domandarsi se la Fed riuscirà a prevenire ulteriori fallimenti bancari senza modificare il tasso d’interesse.

Di fronte alle recenti difficoltà, le banche stanno progressivamente iniziando ad adottare un atteggiamento più conservativo e questo potrebbe impattare sull’offerta di prestiti bancari e quindi sull’area commerciale delle banche, comparto che fino a prima delle recenti complicazioni sembrava essere il motore principale della ripartenza del comparto bancario in borsa.

Alcuni esperti si mostrano intimoriti dalle conseguenze che questa contrazione commerciale potrebbero ricadere sull’economia reale: tornano quindi ad accrescere i timori riguardo una recessione economica.