Fattura semplificata IVA: cos’è e quando si usa

Fattura semplificata, sarà possibile emetterla per operazioni fino a 400 euro. Ecco la novità contenuta nel decreto MEF pubblicato il 16 maggio 2019, cos’è e quali dati obbligatori contiene.

Fattura semplificata IVA: cos'è e quando si usa

Fattura semplificata, aumenta il limite d’importo delle operazioni per le quali sarà possibile emetterla.

Con il decreto del MEF del 16 maggio 2019 viene spostato da 100 euro a 400 euro il limite previsto, al fine di semplificare l’obbligo di emissione delle fatture elettroniche semplificate.

Il decreto non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e pertanto non è ancora entrato in vigore. Fino a tale data, quindi, il limite da considerare resta fissato a 100 euro.

Ma cos’è e quali sono i dati obbligatori da indicare in una fattura semplificata, che sia elettronica o cartacea?

La fattura semplificata è un documento contenente un numero di informazioni ridotte rispetto a quelle ordinariamente previste dalla fattura “normale”, così come previsto dall’articolo 21 del d.p.r. 633/1972.

La fattura semplificata è stata introdotta dalla legislazione fiscale italiana al fine di recepire la nuova normativa sull’IVA comunitaria.

L’obiettivo è quello di semplificare gli oneri amministrativi a carico delle imprese, con particolare riferimento agli oneri contabili e di fatturazione.

Ecco cos’è la fattura semplificata elettronica e ordinaria e quali dati e informazioni deve obbligatoriamente contenere.

IVA, cos’è la fattura semplificata?

Dal 1° gennaio 2013 per le fatture di importo fino a 100 euro è possibile emettere la fattura semplificata. Tale limite, dopo l’entrata in vigore della novità contenuta nel decreto del MEF del 16 maggio 2019, passerà a 400 euro.

DM fattura semplificata - 16 maggio 2019
Scarica il testo del decreto del MEF con l’aumento del limite di importo delle operazioni per le quali è possibile emettere la fattura semplificata

Ma di cosa si tratta?

La fattura semplificata è un documento introdotto dal nuovo articolo 21 bis del d.p.r. 633/1972 (decreto IVA) al fine di semplificare e snellire gli adempimenti previsti a carico delle imprese in fase di emissione delle fatture.

L’estensione del limite massimo delle operazioni per le quali è possibile emettere la fattura in versione ridotta rappresenta quindi una semplificazione in favore dei contribuenti, che potranno scegliere di utilizzare la fattura semplificata emessa in formato elettronico in luogo dello scontrino elettronico.

IVA, fattura semplificata: soggetti interessati

La fattura semplificata è stata introdotta per agevolare gli adempimenti di fatturazione da parte degli operatori economici. Quali sono quindi i contribuenti interessati?

Le categorie di contribuenti interessati dalla fattura semplificata sono quelli che emettono costantemente fatture il cui importo complessivo è inferiore ai 400 euro.

Prima dell’entrata in vigore della novità contenuta nel decreto del MEF - non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale - il limite da considerare è fissato a 100 euro.

IVA, fattura semplificata: in cosa consiste l’agevolazione?

La fattura semplificata consente al contribuente interessato di fruire di alcune agevolazioni in ordine agli adempimenti connessi alla fatturazione ovvero:

  • la possibilità di riportare solo il codice fiscale o solo la partita IVA;
  • rispetto alla fattura ordinaria, nella fattura semplificata non è obbligatorio riportare dettagliatamente qualità, quantità e natura delle merci o servizi ceduti ma è sufficiente una generica indicazione dell’oggetto dell’operazione;
  • la possibilità di non suddividere imponibile ed imposta ma indicare esclusivamente l’ammontare totale dell’operazione e l’aliquota di riferimento (per esempio per una fattura da 77 euro totale con IVA al 10%, quindi pari a 7 euro, sarà sufficiente indicare «totale euro 77 compresa IVA al 10%».

IVA, fattura semplificata: quando si può utilizzare?

Quando ed in quali casi può essere utilizzata la fattura semplificata?

La fattura semplificata può essere utilizzata in due diversi casi:

  • per le operazioni di importo complessivo non superiori a 100 euro - 400 euro per effetto delle novità contenute nel DM del MEF (in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale);
  • per le rettifiche di cui all’articolo 26 del decreto IVA, rettifiche che avvengono attraverso la fattura «rettificativa», comunemente nota come «nota di addebito» o «nota di accredito».

IVA, fattura semplificata: quando non si può utilizzare?

La normativa IVA prevede dei casi specifici in cui la fattura semplificata non può essere utilizzata.

In particolare, la fattura semplificata non può essere emessa nei seguenti casi:

  • cessioni intracomunitarie di cui all’articolo 41, D.L. 331/1993;
  • cessioni e prestazioni di servizi di cui all’articolo 21, comma 6-bis, del d.p.r. 633/1972, ovvero quelle operazioni prive del presupposto della territorialità.

IVA, fattura semplificata: requisiti ed elementi obbligatori

La normativa di riferimento sulla fattura semplificata è contenuta dall’articolo 21 bis del d.p.r. 633/1972.

In questa norma si elencano tutti i requisiti e gli elementi ed i dati che devono essere obbligatoriamente riportati dalla fattura semplificata ovvero:

  • data di emissione;
  • numero progressivo;
  • dati identificativi del cedente/prestatore, dell’eventuale rappresentante fiscale o stabile organizzazione, compreso il numero di partita IVA;
  • dati identificativi del cessionario/committente, dell’eventuale rappresentante fiscale o stabile organizzazione;
  • descrizione dei beni ceduti o servizi resi;
  • ammontare complessivo del corrispettivo e dell’imposta incorporata, ovvero dei dati che permettono di calcolarla;
  • nel caso delle note di variazione, il riferimento alla fattura rettificata e le indicazioni specifiche che vengono modificate.

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Argomenti:

IVA Fattura

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