Coronavirus: il vaccino non sarà per tutti. Il mondo in pericolo, ecco perché

Il vaccino è l’ultima speranza per fermare il coronavirus nel mondo. Ma non sarà disponibile per tutti e arriverà dopo la seconda ondata. Il virologo lancia l’allarme. Ecco cosa aspettarsi.

Coronavirus: il vaccino non sarà per tutti. Il mondo in pericolo, ecco perché

Il coronavirus nel mondo avanza e il vaccino resta l’unica speranza per allentare i contagi nel mondo.

Diverse sperimentazioni sono in corso, anche con esiti sorprendenti, ma un risultato definitivo e davvero efficace a livello immunologico ancora non c’è. Anzi, la prospettiva di un vaccino pronto all’uso è piuttosto lontana.

A confermarlo anche il virologo di fama internazionale Klaus Stohr, che di epidemie se ne intende e si è occupato di SARS e influenza suina. Intervistato da Bloomberg, ha dato la sua opinione sull’attuale epidemia.

Il coronavirus continuerà a sfidare il mondo, che sarà drammaticamente diviso sull’accesso al vaccino: l’allarme di Stohr.

Vaccino: non per tutti e dopo seconda ondata

Stohr ha le idee chiare sul prossimo futuro. La seconda ondata epidemiologica ci sarà in inverno, proprio come accade con tutti i virus respiratori.

Con quali conseguenze nel mondo? Su questo cruciale tema il virologo ha tracciato un quadro realistico ma poco rassicurante:

“Ci sarà un’altra ondata e sarà molto seria. Più del 90% della popolazione è sensibile....il virus causerà un focolaio significativo. L’inverno sta arrivando prima del vaccino. Ci sarà un aumento dei casi e ci saranno problemi a contenerlo perché le persone non sembrano molto suscettibili a maggiori vincoli nel loro movimento e libertà.”

Avere un piano per affrontare il ritorno del COVID-19, quindi, è fondamentale. D’altronde sono diversi i Paesi, Italia compresa, che stanno studiando soluzioni efficaci per l’autunno, con tamponi a tappetto e istituzioni di zone rosse immediate.

Il mondo, però, non viaggia all’unisono. Le Americhe, parte dell’Asia - con India in testa - e l’Africa sono ancora in aperta lotta contro la prima ondata e i risultati tardano ad arrivare. L’emergenza qui molto seria.

Questa disparità si verificherà anche con l’accesso al vaccino. Ecco perché Stohr ha lanciato un allarme:

“Paesi come la Germania potrebbero avere una quantità significativa di vaccino all’inizio del prossimo ano.... La strategia potrebbe essere diversa per il Brasile, l’Argentina o il Cile, che potrebbero non ricevere mai una singola dose di un vaccino”

Un mondo diviso, quindi, tra chi ha il vaccino e chi no: questa l’allerta del virologo. In questa prospettiva l’epidemia potrebbe non essere sconfitta.

COVID nel mondo: cosa succederà?

Avere una visione a breve termine su vaccino e andamento epidemiologico è molto difficile, anche per i massimi esperti. Stohr ha provato a fornire alcune indicazioni su cosa accadrà nel prossimo futuro.

Innanzitutto, secondo il virologo entro la metà del 2021 la maggior parte della popolazione mondiale avrà sviluppato anticorpi.

Ma lo scenario è di una terza ondata addirittura e solo dopo di essa “l’80% del mondo potrebbe avere anticorpi se non vengono istituiti nuovi blocchi, di cui dubito.”

Gli Stati devono tutti lavorare intensamente per sviluppare un vaccino disponibile per tutti, anche se il pessimismo sull’equità nell’accesso alle cure domina Stohr:

“Entro la fine di quest’anno o all’inizio del prossimo anno potrebbero essere disponibili mezzo miliardo di dosi. La popolazione mondiale è di 7,5 miliardi. Soprattutto in quei Paesi che hanno infrastrutture insufficienti e lottano con i loro sistemi di assistenza sanitaria e hanno enormi popolazioni, che vaccino avranno?

Una domanda alla quale si può rispondere con una triste previsione secondo l’esperto: “Il virus continuerà a diffondersi e potrebbero essere necessari dai due ai tre anni prima che colpisca la grande maggioranza della popolazione.”

Il vaccino, quindi, potrebbe non salvare il mondo dal coronavirus.

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