Coronavirus: c’è un Paese dove fa più morti della guerra

Il tasso di mortalità legato al coronavirus può essere peggiore di quello delle vittime di guerra in alcune aree del Medio Oriente: ecco dove

Coronavirus: c'è un Paese dove fa più morti della guerra

C’è un Paese in cui il coronavirus fa più morti della guerra. A fronte del rallentamento italiano ed europeo, l’emergenza sanitaria appare tutt’altro che in recessione se si considerano scenari come quello africano o mediorientale.

Proprio in quest’ultimo, per alcuni Paesi il virus si sta rivelando una vera e propria piaga, che spesso non fa che aggravare situazioni di guerra e difficoltà socio-economiche preesistenti.

Ne è un palese esempio lo Yemen, che in particolare ad Aden (una delle principali città) segna un tasso di mortalità per coronavirus superiore alle vittime di guerra.

A fare più luce sulla tragica circostanza è stato un bel reportage targato CNN, che si è mossa tra l’iper-lavoro degli operatori sanitari e i cimiteri improvvisati per far fronte ai decessi in continuo aumento.

Coronavirus: c’è un Paese dove fa più morti della guerra

Il cimitero di Al Radwan, uno dei maggiori in tutto lo Yemen, ha dovuto necessariamente ampliarsi negli ultimi mesi, con nuove tombe che ora si avvicinano agli edifici residenziali fino quasi a sfiorarli.

Le autorità mediche locali continuano a registrare tassi di mortalità in aumento ad Aden, malgrado la relativa pausa da una guerra che ha devastato il Paese negli ultimi anni.

Nella prima metà di maggio, la città ha registrato circa un migliaio di morti, numero quasi quattro volte maggiore rispetto ai 251 di tutto il mese di marzo, secondo un rapporto del Ministero della Salute.

1.000 decessi in appena due settimane rappresentano quasi la metà del numero di vittime che la città ha registrato in tutto il 2015, quando la guerra civile infuriava.

All’epoca, Aden era devastata da combattimenti continui, con edifici rasi al suolo e strade praticamente inaccessibili.

Yemen, guerra e coronavirus: scenario complicatissimo

Oltre al coronavirus c’è poi da far fronte a un nuovo focolaio di virus trasmesso dalle zanzare, noto come Chikungunya, al quale si aggiungono 100.000 casi di colera in tutto lo Yemen. In uno scenario di difficoltà simili, diversi ospedali hanno chiuso a causa di ristrettezze finanziarie e preoccupazioni per la sicurezza del personale:

“Lo Yemen ha affrontato guerre e inondazioni in passato, ma non può gestire contemporaneamente tre pandemie, un collasso economico, una guerra e il coronavirus”,

ha dichiarato ai microfoni della CNN il dott. Ishraq Al-Subei, responsabile della gestione sanitaria del coronavirus a livello governativo.

L’incremento dei decessi ad Aden viene visto quasi come un avvertimento circa possibili conseguenze ancora peggiori, visto che il sistema sanitario al momento appare sopraffatto e sempre più persone muoiono per malattie curabili.

E anche se la situazione si è placata sul fronte bellico, cinque anni di conflitto hanno sconvolto la nazione, tanto che ad oggi più della metà della popolazione fa affidamento sugli aiuti governativi per sopravvivere.

Per le Nazioni Unite il collasso economico e la possibilità che il bilancio delle vittime possa peggiorare potrebbero presto portare il Paese verso una delle “peggiori crisi umanitarie del mondo”.

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