Coronavirus: il mondo trema. E torna (per la prima volta) il lockdown totale, ecco dove

Il mondo ancora nella morsa del coronavirus. Picchi di contagi in Europa, Asia, America Latina, con l’India da record assoluto. Intanto, è tornato per la prima volta il lockdown totale: ecco dove si richiude tutto.

Coronavirus: il mondo trema. E torna (per la prima volta) il lockdown totale, ecco dove

I numeri sull’epidemia COVID-19 sono impressionanti: oltre 900.000 i morti e i contagiati più di 28 milioni (secondo i dati John Hopkins University).

Gli Stati Uniti restano in testa alla triste classifica sulla quantità di positivi, seguiti dall’India che sta raggiungendo livelli record giornalieri davvero allarmanti e dal Brasile.

I timori sulla diffusione restano ancora alti in tutta l’America Latina, mentre la stessa Europa sta vivendo un ritorno preoccupante dei contagi. Spagna, Germania, Italia, Paesi dell’Est e soprattutto la Francia sono soto stretta osservazione dei Governi.

Nessuno finora aveva, però, osato riportare il lockdown totale dopo le chiusure rigide della primavera. Ora, invece, c’è un Paese che si sta bloccando nuovamente.

Il coronavirus fa ancora tremare il mondo e si ricomincia chiudere i cittadini in casa, ecco dove.

Torna il lockdown: Israele chiude tutto

Il 18 settembre Israele entra nel primato in questa sfida contro il coronavirus: sarà l’unico Paese al mondo a riportare la chiusura rigida e totale della nazione per la secondo volta.

Lo spettro del lockdown autunnale, quindi, è diventato realtà nello Stato mediorientale. Mentre molti Governi, compreso quello italiano, stanno scongiurando il ritorno al blocco delle attività, Benjamin Netanyahu non ha potuto evitarlo.

Israele è pronto per entrare in una seconda ondata di chiusure, dopo una riapertura mal riuscita dell’economia che ha causato un aumento delle infezioni.

Dinanzi al picco di casi giornalieri pari a 4.000 unità negli ultimi giorni, Tel Aviv ha deciso di imporre la misura più drastica, che tutti stanno evitando. Come la Francia, alle prese con punte di 8.000 positivi quotidiani ma determinata a far correre l’economia.

In Israele, invece, per tre settimane a partire dal 18 settembre, scuole e attività commerciali saranno tassativamente chiuse. I ristoranti effettueranno soltanto il servizio da asporto. Le persone potranno circolare solo entro 500 metri dall’abitazione.

Non più di 10 persone possono incontrarsi in luoghi chiusi, mentre gruppi di 20 sono ammessi all’aperto.

Il tutto, in un generale malcontento della popolazione contro il fragile Governo Netanyahu e in protesta per difficoltà economiche. Il premier dovrà affrontare anche l’ostilità al lockdown degli ebrei ultra-ortodossi che non vogliono sospendere le funzioni nelle sinagoghe. Infatti, un ministro si è dimesso per protestare contro le restrizioni che si sovrappongono alle importanti feste ebraiche.

Cosa succede nel mondo

Nel mondo la pandemia avanza a ritmi diversi. Il mese di settembre non si sta rivelando ancora decisivo per la fine dell’emergenza.

Preoccupano, infatti, i 95.000 casi al giorno in India, i 30.000 morti in Perù, l’avanzamento dei positivi in Argentina e in Messico.

Mentre Trump annuncia che la nazione sta uscendo dal tunnel epidemiologico, i decessi per COVID-19 sono quasi 200.000.

Anche l’Europa resta in allerta. In Italia cresce l’attenzione sulla prossima apertura delle scuole. Intanto la Francia prevede misure più severe e l’Inghilterra ha introdotto regole rigide sugli assembramenti: non potranno superare le 6 persone.

Si attende il vaccino. Ma anche questo fronte, dopo le novità di AstraZeneca sulla sospensione dei test, appare incerto. L’OMS ha già avvisato: ci vorrà il 2022.

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