Coronavirus, i migranti non sono un pericolo: i dati della Fondazione Gimbe

Lo sbarco dei migranti non rappresenta un pericolo per l’incremento dei nuovi casi di coronavirus, uno studio della Fondazione Gimbe spiega perché.

Coronavirus, i migranti non sono un pericolo: i dati della Fondazione Gimbe

I migranti non sono un pericolo per i casi di importazione di coronavirus secondo i dati forniti dalla Fondazione Gimbe. Nino Cartabellotta, il fondatore della Fondazione spiega che l’attenzione mediata data agli sbarchi delle ultime settimane, accompagnata dalla paura di una possibile seconda ondata causata dai migranti non trova alcun fondamento nelle cifre fornire dall’Istituto Superiore di Sanità, e per questo motivo non c’è motivo di aver timore.

I migranti non sono responsabili delle nuove infezioni

Cartabellotta, attraverso un tweet, riporta la situazione epidemica dell’ultimo mese, facendo notare che dal 20 luglio al 2 agosto in Italia sono stati registrati 490 casi di importazione, corrispondenti al 14% dei casi totali “e di questi solo un numero esiguo da migranti”, precisa.

Secondo quanto riportato dagli ultimi dati riguardanti l’andamento epidemico in Italia, pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità, e condivisi poi dal fondatore della Fondazione Gimbe, il 57,7% delle nuove infezioni riguarda dei cittadini autoctoni, mentre solamente il 14% sono casi di importazione. In tutto il Paese solo 47 persone hanno manifesrato la malattia in una Regione diversa da quella di residenza, tuttavia non si hanno informazioni sul restante 27,7% dei casi.

Dallo studio condotto da Cartabellotta è possibile delineare anche la distribuzione geografica delle infezioni rilevate nello stesso periodo temporale. Nello specifico, la maggior parte dei nuovi positivi risiede in Lombardia, 808 positivi, segue il Veneto con 574 casi e l’Emilia Romagna con 563 e la Campania con 183, zone che non sono particolarmente interessate dagli ultimi sbarchi. Nelle due Regioni in cui sono avvenuti gli sbarchi ed in cui si denunciano nuovi focolai causati dalla presenza di migranti infetti nei centri di accoglienza, i valori sono decisamente inferiori, nella fattispecie in Sicilia l’incremento complessivo è stato di 163 casi, mentre nelle Marche solo 84.

La conferma dell’ISPI

La conferma delle tesi di Cartabellotta arriva anche dall’ISPI, l’Istituto di Studi Politici Internazionali come precisa Matteo Villa, un ricercatore dell’Istituto, che ha condotto uno studio analizzando i dati forniti quotidianamente dal bollettino della Protezione Civile e dalla stampa.

Secondo la ricerca di Villa infatti negli ultimi 31 giorni sono risultati positivi 99 migranti sbarcati sulle coste italiane, una media di 3,3 persone al giorno. Nello stesso periodo di tempo tuttavia, la media delle nuove infezioni nel nostro Paese si attestava a 199 infezioni ogni giorno, un numero decisamente superiore, come confermato anche dalle cifre dell’ISS.

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