Il coronavirus può infettare due volte lo stesso individuo? Facciamo chiarezza

Ci si può ammalare due volte di COVID-19? Ecco cosa dicono gli scienziati

Il coronavirus può infettare due volte lo stesso individuo? Facciamo chiarezza

C’è ancora molto da conoscere sul coronavirus, che ha infettato oltre 137mila persone e ne ha uccise più di 5.000. Uno dei più grandi misteri, in attesa della scoperta del vaccino, riguarda la questione dell’immunità: chi è guarito può considerarsi immune? O è possibile prendere il coronavirus due volte?

Coronavirus, ci si può ammalare due volte?

Il patogeno ha toccato il picco in Cina, ma adesso è in pericolosa crescita in Europa. L’alta trasmissibilità del virus mette in particolare difficoltà i sistemi ospedalieri nazionali, e il numero di guarigioni non sta al passo con il sorgere di nuovi casi.

Il Regno Unito, invece di contenere lo sviluppo dell’epidemia, ha deciso di puntare tutto sull’immunità di gregge. Una scommessa azzardata, che rischia di diventare un vero e proprio boomerang nel caso in cui fosse effettivamente possibile contrarre il virus due volte.

Ma la questione riguarda tutti: nel caso in cui l’organismo non possa sviluppare anticorpi contro il coronavirus, una percentuale dei guariti tornerebbe in ospedale, riducendo ancora di più il numero di posti letto disponibili.

In Cina alcuni pazienti guariti e poi di nuovo positivi

La questione è attuale perché ci sono state diverse segnalazioni in proposito. Secondo il Los Angeles Times, nel febbraio scorso, nella provincia di Hubei dove si è diffuso all’inizio il coronavirus, ci sono state un centinaio di segnalazioni di pazienti guariti che erano stati dimessi e poi, testati di nuovo, erano risultati nuovamente positivi.

Questa però non può essere considerata una prova che il coronavirus possa infettare due volte la stessa persona: un centinaio di presunti casi sono troppo pochi per tirare delle somme, poiché rappresentano meno dello 0,2% del totale. L’esiguità del numero non permette di comprendere se si tratta, piuttosto, di errate diagnosi o di dimissioni frettolose.

Per la scienza la reinfezione del coronavirus è improbabile

Secondo gli scienziati, cinesi e non, la reinfezione è la spiegazione meno ovvia per il caso di un paziente che viene testato positivo per la seconda volta. È molto più probabile, infatti, che si tratti di semplici errori degli esami, già frequenti in situazioni di stress ordinario.

È invece norma che l’organismo sviluppi autonomamente degli anticorpi, e il sistema immunitario in ogni caso dovrebbe essere ben funzionante nei primi giorni della guarigione. Mentre la maggior parte dei casi segnalati di presunta reinfezione si è verificata a pochi giorni dalle dimissioni dall’ospedale.

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