Coronavirus, 25 miliardi dal governo: ecco dove vanno a finire i soldi

Coronavirus: dove stanno andando a finire i soldi stanziati dal governo?

Coronavirus, 25 miliardi dal governo: ecco dove vanno a finire i soldi

Per far fronte all’emergenza coronavirus il governo ha elaborato l’ormai noto decreto Salva Economia, nel quale sono state inserite diverse novità per le PMI, per le famiglie, le imprese e i lavoratori.

Soltanto qualche giorno fa, in occasione di una conferenza stampa, Conte, Gualtieri e Catalfo hanno delineato i contorni dell’iniziativa e hanno messo sul piatto 20 miliardi di euro di indebitamento (25 complessivi di stanziamento) annunciando l’utilizzo di metà di queste risorse per il primo decreto (quello odierno).

La domanda sorge spontanea. Dove stanno andando a finire questi soldi e in che modo è avvenuta la ripartizione delle risorse tra i diversi settori?

Coronavirus: dove finiscono i soldi del governo? La sanità

A fare chiarezza nell’odierno pomeriggio è stata la nuova conferenza stampa di Conte, Gualtieri e Catalfo, iniziata poco dopo la conclusione del Consiglio dei Ministri.

Esattamente come previsto, circa 3,5 miliardi di euro sono stati indirizzati - come forma di finanziamento aggiuntivo - al Sistema Sanitario Nazionale, alla Protezione Civile e agli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza.

Famiglie e lavoro

Altri 10 miliardi sono stati destinati al sostegno dell’occupazione e dei lavoratori. L’obiettivo? La difesa del lavoro e del reddito affinché non vengano persi posti a causa del coronavirus.

In questo contesto sono stati estesi gli ammortizzatori sociali per i lavoratori dipendenti e sono stati coperti anche gli autonomi, gli stagionali e le altre forme di lavoratori con un assegno di €600 per il mese marzo. Come previsto, tramite questa dotazione è stato anche esteso il congedo parentale da utilizzare in alternativa al bonus babysitter.

Ok anche ai 100 euro da destinare ai lavoratori dipendenti con redditi inferiori a €40.000 che continueranno a lavorare in sede nel mese di marzo.

La Catalfo è entrata ancor più nello specifico delle misure e ha confermato che, nell’ambito delle risorse stanziate a favore del lavoro €3,3 miliardi verranno destinati alle misure di cassa in deroga, mentre per i congedi e i bonus babysitter la dotazione sarà di 1,2 miliardi. Per l’estensione dei permessi 104 verranno invece spesi 500 milioni.

Capitolo liquidità

Prevista nel decreto anche una fortissima iniezione di liquidità nel sistema del credito che potrà liberare circa €340 miliardi di finanziamenti all’economia reale con la sospensione delle rate di prestiti e mutui tramite fondi e garanzie pubbliche al credito.

Per tributi e contributi scatterà poi la sospensione dell’obbligo di versamento. Il termine odierno è stato differito al prossimo venerdì. Previste infine diverse norme, per un quadro piuttosto ampio, volte a sostenere settori economici specifici.

In questo modo sono stati allocati i soldi stanziati dal governo. Per il momento, le risorse sono state reputate sufficienti.

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