Il coronavirus sta distruggendo l’economia australiana

La pandemia di coronavirus sta conducendo uno dei Paesi storicamente più agiati del mondo verso un vero e proprio crollo economico

Il coronavirus sta distruggendo l'economia australiana

La diretta conseguenza di una crisi sanitaria è il crollo economico, e il coronavirus sta ampiamente illustrando questo concetto al mondo intero negli ultimi mesi.

Ma, se per alcuni scenari il trend negativo era purtroppo già avviato ed è stato solo peggiorato dalla pandemia, per altri il drastico passaggio a una quotidianità fatta di debolezze finanziarie rappresenta una novità.

Si pensi all’Australia, condotta rapidamente dall’emergenza sanitaria al suo maggior deficit di bilancio degli ultimi decenni.

Giovedì il governo ha annunciato un ulteriore aumento del disavanzo, che ha posto drasticamente fine alla fase di crescita dell’economia che durava da 30 anni ed era una delle più lunghe osservate a livello globale.

Il coronavirus affossa l’economia australiana

Secondo quanto dichiarato dal tesoriere e dal ministro delle finanze australiani, il disavanzo di bilancio del Paese dovrebbe aumentare fino a quota 85,8 miliardi di dollari australiani nell’anno finanziario concluso il 30 giugno.

La previsione è che cresca poi ulteriormente, a 184,5 miliardi di dollari australiani nel nuovo anno. Stando a un recente report di Reuters, sarebbe il maggior deficit del Paese dalla seconda guerra mondiale.

Il ministro delle finanze australiano, Mathias Cormann, ha parlato alla CNBC dei preoccupanti livelli di debito e della situazione occupazionale del Paese, evidenziando le enormi responsabilità della pandemia:

“Sappiamo perché siamo qui. Sappiamo che questi numeri sono il risultato schiacciante dell’impatto sulla nostra economia da parte della pandemia di coronavirus”,

ha spiegato Cormann.

Il governo intanto ha annunciato uno stimolo fiscale per un valore di 289 miliardi di dollari australiani a sostegno di lavoratori, famiglie e imprese. La cifra equivale a circa il 14,6% del prodotto interno lordo del Paese.

Questo dovrebbe condurre verso un aumento significativo dei livelli di debito, ma Cormann ha assicurato sul fatto che l’attuale posizione finanziaria dell’Australia è migliore rispetto alla maggior parte dei Paesi:

“La verità è che, sì, abbiamo dovuto affrontare spese enormi per via dell’attuale crisi, ma anche così i livelli di debito sono inferiori a quelli registrati da molti Paesi ancora prima di affrontare il coronavirus. Quindi, abbiamo tutte le capacità fiscali per fare bene e riprenderci”.

I contagi continuano a crescere

Pur con tutto il sostegno del governo, si prevede che l’economia australiana si ridurrà del 3,75% quest’anno, prima di crescere di circa il 2,5% l’anno prossimo.

Intanto il Paese continua a far fronte a un’accelerazione dei nuovi contagi nelle ultime settimane, molti dei quali concentrati nello stato di Victoria, sede della seconda città più popolosa di Melbourne.

Un peggioramento che ha portato le autorità a ripristinare il lockdown a Melbourne.
La situazione va tenuta d’occhio, perché rappresenta il principale fattore predittivo delle prospettive economiche del Paese.

Gli stati di Victoria e Nuovo Galles in particolare rappresentano oltre la metà del PIL, quindi ulteriori restrizioni imposte alle attività economiche avrebbero un impatto devastante sulle finanze dell’intera Australia.

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