Covid: chi rispetta il distanziamento sociale è più intelligente, lo dice la scienza

Uno studio rivela: chi mantiene le distanze anti-contagio è più intelligente di chi non lo fa. Ecco spiegati i motivi di questa relazione.

Covid: chi rispetta il distanziamento sociale è più intelligente, lo dice la scienza

Chi segue le regole del distanziamento sociale per il contagio da coronavirus è più intelligente. A dirlo è uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences.

Nel paper si sostiene come le persone più obbedienti a questi vincoli abbiano una migliore working memory, uno degli indicatori principali del grado di intelligenza individuale.

Infatti, chi rispetta le regole raccomandate dalle istituzioni nazionali e internazionali riesce a comprendere come i benefici di tale forma di prevenzione siano superiori ai costi.

Chi rispetta la distanza è più intelligente: lo studio

La working memory, ossia la memoria di lavoro, è un meccanismo psicologico che permette di processare in pochi secondi le informazioni che potranno servire nel lungo periodo. Ciò garantisce di affrontare al meglio le diverse situazioni che si possono presentare in futuro.

L’incapacità da parte di un individuo di mantenere una distanza di sicurezza in un periodo di contagio come quello che stiamo vivendo deriverebbe, invece, dal limite di conservare informazioni utili nella propria memoria.

La ricerca è stata realizzata alla fine dello scorso marzo, periodo di picco della diffusione del COVID-19. Gli 850 partecipanti hanno compilato diversi questionari sulle pratiche del distanziamento sociale da mantenere e, allo stesso tempo, sono stati sottoposti a test della personalità.

Si è evidenziata una stretta correlazione tra la working memory e il comportamento adottato sul distanziamento. Mentre è stata notata l’assenza di corrispondenza su tale condotta degli aspetti sociali e caratteriali, come il livello socio-economico, culturale e di stato d’animo.

Il distanziamento come norma sociale

Una delle conseguenze tratte dai risultati osservati riguarda, quindi, la difficoltà da parte delle amministrazioni di riuscire a far rispettare le norme anti-contagio, in attesa che si sviluppi il vaccino anti-COVID-19.

Infatti, gli scienziati e i politici dovrebbero tener conto delle capacità cognitive di ogni cittadino per riuscire a veicolare un messaggio efficace, il quale, suggeriscono i ricercatori, dovrebbe essere il più possibile “conciso e breve”.

Tuttavia, a lungo andare, mantenere il distanziamento e portare la mascherina smetteranno di far parte dei comportamenti individuali e si trasformeranno in norme sociali.

In questo modo saremmo tutti più protetti, poiché questi diventeranno delle abitudini più radicate nella società e meno legate alla singola capacità della memoria di lavoro.

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